Definizione di soglia anaerobica

ago 27, 2009 by

definizione soglia anaerobicaIl dibattito sulla stessa definizione di “soglia anaerobica” è molto acceso, crediamo che questo stia a significare una ancora poca chiarezza sul reale impatto, sui suoi limiti e sulle sue peculiari caratteristiche.

Secondo di Prampero (1985) nella letteratura internazionale troviamo molte definizioni di sistema anaerobico.

Definizioni di Soglia Anaerobica (fonte Prof. Marella 2007):

  • 1251 -Anaerobic Treshold
  • 276 – Lactate Treshold
  • 248 – Ventilatory Treshold
  • 176 – Aerobic Treshold
  • 61 – Onset of Blood Laccate

Definizioni di soglia

Per Tokmakidis (da Bisciotti 2001) Biscotti GN., è quello stato di transizione in cui il metabolismo anaerobico inizia a porsi come supplemento al metabolismo aerobico;

Power (da Tumilty e al. 1988) è il livello al quale si verifica l’incremento dell’equivalente ventilatorio per il VCO2;

Wassermann (2001) propose una metodica basata sulla relazione fra carico di lavoro (in % di VO2) e ventilazione polmonare, arrivando alla conclusione che vi è una relazione lineare tra questi due parametri per carichi di lavoro al di sotto della soglia, ma quando il [La] inizia ad accumularsi, questa relazione scompare ed ha luogo una impennata improvvisa della ventilazione

Soglia Anaerobica Individuale

Stegmann e Kindermann (1981) hanno definito “soglia anaerobica individuale ” il momento in cui il tasso massimo di eliminazione e quello di diffusione del LA si trovano in stato di equilibrio

Per determinare tale punto, per almeno 10 min ad intervalli di 2 min, è stata rilevata, la concentrazione di lattato ematico dopo la fine di un test a carichi crescenti ad esaurimento.

Nel recupero, il punto della curva L/P nel quale si rileva una concentrazione ematica di lattato pari a quella rilevata nel momento dell’ interruzione dei carico, viene utilizzata come punto di partenza di una tangente alla curva LP.

Il punto dove la tangente tocca la curva L/P viene considerato come soglia individuale.

Cometti (2001) nel caso in cui rivoglia predire il valore di SA, la produzione di anidride carbonica viene posta in relazione lineare al consumo di ossigeno nel punto in cui questa subisce una deflessione si ha una aumentata produzione di ioni H+ dovuto alla produzione di [La] conseguente alla presenza di ioni di bicarbonato HCO2

Mader e coll. (1976) definirono la soglia anaerobica come la concentrazione di [La] ematico ad un malore di 4 mM/l e la soglia aerobica 2 mM/l (Hoffman 2000 Questo concetto fu frainteso perché si avvalsero di questa definizione non tenendo conto: della deviazione standard ± 0.7 mM/l; che il test venne effettuato a livello costante di lattato (4 ± mM/l) in atleti di mezzofondo i quali avevano in media questi valori; del fatto che venne impiegato, al posto della determinazione diretta del carico submassimale un protocollo incrementale

Hoffmann (1994-1997) considera più corretto trovare il punto di equilibrio tra livelli basali di [La] ed il punto in cui la curva si impenna per la concentrazione di [La].

Questa teoria tende ad avere un concetto individualizzato su ciò che può essere il livello di lattato corrispondente alla SA e non un singolo valore come quello di Mader. (la soglia anaerobica individuale era già supportata da Keul 1979 e Stegman ‘1981 e Bunc 1982).

Confronto delle definizioni:

Leger, Tokmakidis (’88); Peronnet (1995) analizzando 34 tecniche di determinazione (19 invasive e 15 non invasive), e facendo un’analisi triangolare hanno osservato che il punto della soglia anaerobica era composta da 10 soglie diverse

Gli autori concludevano paradossalmente che:

“ Indubbiamente, se per scovare la SA sono stati profusi sforzi e tesori d’immaginazione, può essere che non essere riusciti a trovarla sia anche da considerare come una prova che forse non esiste”.

Soglia e attività sportiva:

Hollmann (1986) aveva notato, in atleti di alta prestazione in Germania, che la Anaerobic Thresold era diversa a secondo del tipo di gara che praticavano.

Soglia e sport

Influenze sulla soglia:

Indipendentemente dal tipo di test utilizzato sappiamo però che:

una dieta ricca o povera di glucidi può spostare a destra o a sinistra la curva di aumento delle concentrazioni ematiche (Maasen, Busse 1989);

una deplezione di glicogeno muscolare dovuto a un lavoro aerobico del giorno precedente, sposta a destra la SA.(Ivy ’81; Huues ’82; Yoshida ’84);

La dinamica del test (con pause, triangolare, misto ecc.) sposta la cinetica del lattato;

Se scegliamo la percentuale del massimo consumo di energia ad una lattecidemia di 4 Mml/l, la SA a 4 Mml. si troverebbe tra il 50 ed il 55% in un soggetto sedentario, tra il 60-80% in un velocista e tra l’85-92% in atleti resistenti.

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