Appunti di Valutazione Funzionale: Test da Laboratorio
Appunti condivisi dalla collega Laura Marchetti, alla quale vanno ancora una volta i miei complimenti per la grande professionalità e altruismo. Il suo entusiasmo per il lavoro che svolge è ammirevole. Invito tutti a visitare la pagina web della sua associazione. Buona lettura!
Test sotto-massimali da Laboratorio
Quali protocolli di valutazione sottomassimali possono essere impiegati nella stima del VO2max in condizioni di laboratorio:
- ci sono alcuni elementi in favore di questi protocolli che si basano su alcune considerazioni di fisiologia dell’esercizio e soprattutto sulla possibilità di misurare con relativa facilità alcuni parametri biologici che sarebbe un po’ più difficile misurare in ambiente esterno, per esempio la frequenza cardiaca. Questo è un vantaggio a favore dei protocolli di laboratorio, è più facile e quindi più accurata la rilevazione di alcuni parametri strettamente connessi con il cardiofitness, come la frequenza cardiaca.
- inoltre la condizione del laboratorio facilita nella misurazione del carico eseguito: – Posso sapere con precisione ad esempio a che velocità il soggetto sta camminando sul tappeto rotante, quindi se sta camminando ad una certa velocità e ad una certa potenza io sono in grado di sapere in tempo reale il carico lavorativo a cui il soggetto è sottoposto. – Ancora di più se il soggetto invece di camminare o correre sul tappeto sta pedalando sul cicloergometro, infatti vedo la potenza erogata in tempo reale misurata in Watt. Il cicloergometro permette una più precisa e puntuale identificazione del carico lavorativo a cui il soggetto è sottoposto rispetto al tappeto rotante soprattutto perché risente meno del peso, o meglio camminare ad una certa velocità ad una certa pendenza è diverso a seconda del peso del soggetto perché non devo spostare il peso del mio corpo solo in avanti ma lo devo anche spostare in alto (ad esempio camminare ad una velocità di 4 km/h ad al 10% di pendenza pesando 50 kg è molto diverso dal camminare nelle stesse condizioni pesando meno).
Quindi per uniformare è possibile trasformare il carico lavorativo al tappeto rotante in Watt. Lo stimolo allenante che si propone se al tappeto si mette la pendenza, è molto diverso a seconda del peso del soggetto.
I TEST DA LABORATORIO SONO PARTICOLARMENTE RACCOMANDATI NELL’ AMBITO CLINICO.
Alcune condizioni critiche per le quali c’è l’indicazione ad eseguire dei test indiretti, per la stima del VO2max:
- prima della dimissione in ambito cardiologico dopo che il soggetto abbia avuto ad esempio un infarto del miocardio
- dopo un by -pass aortocoronarico.
Spesso sono raccomandate le esecuzioni di questi tipi di valutazioni ad un tempo di circa un mese dopo l’evento acuto, sia per una valutazione clinica per vedere l’effetto degli interventi medici che sono stati fatti, per vedere se persiste una riduzione della riserva coronarica dopo by-pass, ma anche per eseguire una valutazione funzionale utile alla prescrizione di un programma di esercizio.
- a scopo diagnostico per individuare se ci sono dei sintomi che possono essere correlati allo svolgimento di esercizio fisico (ambito clinico).
- Aspetto funzionale.
- Dire che un soggetto ha 20, 30, o 40 di VO2max stimato attraverso un protocollo a tappeto rotante o cicloergometro in cui il soggetto è arrivato a 100, 200, o 300 Watt è anche una valutazione più prognostica perché ha a che fare con la severità della malattia, perché quanto più severa è la malattia tanto più basso è il VO2max.
La validità dei protocolli visti, soprattutto quelli in cui c’è la frequenza cardiaca e soprattutto alcuni di quelli che vedremo, si basa su tre assunti:
a) la relazione tra frequenza cardiaca, intensità di esercizio e VO2 siano lineari
Direttamente proporzionali: cioè si basano sull’assunto che durante un esercizio di tipo incrementale, all’aumentare della variabile indipendente (che è l’intensità di esercizio, Watt) la frequenza cardiaca aumenti in maniera direttamente proporzionale.
Le tre relazioni:
si assume che a parità di Watt anche il VO2 aumenti in maniera lineare, cioè direttamente proporzionale.
b) l’altro assunto riguardala relazione tra VO2 (il parametro principe del cardiofitness) e frequenza cardiaca. In questo caso l’assunto è che due variabili sono linearmente correlate: l’aumento dell’una è corrisposto da un proporzionale aumento dell’altra nel passaggio progressivo da intensità di esercizio lievi a via via intensità di esercizio massimali.
Invece: nel caso della frequenza cardiaca, ma anche del consumo di Ossigeno, non è vero che l’andamento è sempre lineare, ma è lineare fino ad un certo punto. Quindi se si considera l’andamento lineare, se misuro una certa frequenza cardiaca, il valore di VO2 che estrapolerò e scriverò non sarà quello vero perché a partire da certe intensità di esercizio in poi, cioè intensità di esercizio che si avvicinano verso quelle molto elevate o massimali, non è vero che la relazione sia direttamente proporzionale.
c) Non è neanche vero a), e invece è vero che anche la relazione tra VO2 e frequenza cardiaca durante un test incrementale è lineare sino ad un certo punto, poi piega via, quindi c’è un livello di intensità di esercizio oltre il quale all’aumentare dell’intensità di esercizio l’incremento del VO2 eccede l’incremento di frequenza cardiaca.
Perché a partire da certe intensità di esercizio, solitamente elevate, da vicino alla soglia anaerobica in su, il VO2 aumenta di più di quanto non aumenti la frequenza cardiaca? Entro certi limiti l’aerobico sostiene l’anaerobico, cioè dopo la soglia un po’ dell’Ossigeno in più serve per mantenere la glicolisi anaerobica, ma non è la ragione principale, la ragione principale è l’effetto Bohr:
consiste nell’incremento periferico del VO2, cioè nella capacità che i muscoli hanno di estrarre più Ossigeno quando l’ambiente sia uno può più acido, non nell’esercizio massimale quando si va a tutta, ma un po’ prima, cioè tra la soglia e il picco. Ad intensità di esercizio comprese tra la soglia ed il nostro massimo i muscoli riescono ad aumentare la loro estrazione di Ossigeno. Questo è il motivo principale per cui da un certo punto in poi il VO2 aumenta in eccesso rispetto all’aumento della frequenza cardiaca. Ciò è coincidente con la soglia anaerobica, o comunque molto vicino alla soglia anaerobica (può essere un altro modo di vedere la soglia anaerobica).
- Siccome in molti test si usa la frequenza cardiaca, soprattutto al cicloergometro, si parte dall’assunto che la frequenza cardiaca massima ad ogni età sia la stessa: non è così.
- Sappiamo che 220 – l’età può condurre in errore: ci sono soggetti che alla stessa età possono avere frequenze cardiache più elevate o molto più basse essendo nella norma.
- L’efficienza meccanica è simile in tutte le persone: non è vero.
Efficienza meccanica vuol dire: a parità di carico devo avere quel valore di VO2.
Si dice che 1 Watt vale 10 ml O2, indipendentemente dall’età, dal sesso …….quindi nel grafico a) il coefficiente angolare è uguale per tutti: 1 Watt = 10 ml O2.
Non è così, sia tra individuo ed individuo, ma anche all’interno dello stesso individuo durante diverse fasi dello stesso giorno.
Questi assunti non sono sempre veri, di conseguenza possono portare ad errori della valutazione sull’ordine del 10-20%.
Quindi se misuro 50 ml/kq in un individuo, in realtà potrebbe essere il 10% in più o il 10% in meno,è questo fa una bella differenza.
STEP TEST PER STIMARE IL VO2max:
tre metodi per la stima del VO2max attraverso step.
Sono tutti di estrazione nordamericana, il primo viene dal Canada
1) mCAFT: modified Canadian Aerobic Test
- questo come altri step test ha il vantaggio di essere un metodo pratico: bastano due gradini, quindi bastano pochissime risorse.
- sono due gradini con un passo (alzata) pari a 8 pollici (un pollice = 2,54 cm).
- si tratta di eseguire praticamente un test incrementale su e giù da questi due gradini ad una cadenza progressivamente incrementale fino al raggiungimento di una frequenza cardiaca che sia pari all’85% della frequenza cardiaca massima teorica.
Equazione con la quale è possibile ricavare il livello di fitness applicando questo metodo
= 400 + (200 x O2 cost) – (2.25 x kg) – (3 x age)
La classificazione del livello di fitness è basata sull’età e il punteggio ottenuto dall’equazione precedente (vedi tabella 4.7)
2) QUEEN’S COLLEGE STEP TEST:
metodo ancora più semplice, tuttora molto utilizzato (se non proprio nella sua forma attuale) nelle visite di idoneità alla pratica sportiva agonistica.
- molto indicato per soggetti in età adolescenziale sia maschi che femmine
- a seconda del sesso si definisce la cadenza, il numero delle battute sullo scalino, che è pari a 22 battute al minuto nei soggetti di sesso femminile e 24 battute al minuto nei maschi
- un solo cubo dell’altezza di 16,5 pollici (non due gradini da otto pollici ciascuno)
- su e giù da questo cubo con una cadenza di 22-24 battute al minuto rispettivamente per le femmine e per i maschi per 3 min
E’ possibile stimare il VO2max con un’equazione diversa a seconda che si tratti di femmine o di maschi
VO2max (F) = 65.81 –(0.1847 x HR*)
VO2max (M) = 111.33 – (0.42 x HR*)
L’unica variabile che si deve inserire è la frequenza cardiaca ottenuta tra il quinto e il quindicesimo secondo di recupero.
Il protocollo del Queen’s College è stato poi rivisitato, nella legislazione italiana è stato adattato
nell’ambito motorio di valutazione all’idoneità alla pratica sportiva agonistica.
3) THREE MINUTES STEP TEST:
- indicato soprattutto in giovane età (in età evolutiva ed in età adolescenziale è corretto eseguire uno Step Test anche in una prospettiva di valutazione preliminare. Mentre in età adulta il test dello scalino ha una modestissima validità. Perché?
Questo tipo di prove non viene fatto in questo contesto per stimare il VO2max di un individuo, ma avviene soprattutto impiegato come test provocativo per escludere che vi siano patologie soprattutto dell’apparato cardiovascolare che possono rappresentare una controindicazione relativa o assoluta allo svolgimento di una certa disciplina. Nell’adulto la patologia principale che dal punto di vista valutazione preliminare occorre escludere in funzione dello svolgimento di un’attività fisica è la cardiopatia ischemica. Quindi nell’adulto devo escludere che vi sia una cardiopatia ischemica, quindi una localizzazione della malattia arteriosclerositica…
Se faccio fare su e giù da uno scalino per 3 min a 24 battute al minuto ad un adulto, magari anche beta-bloccato, la frequenza cardiaca cosa fa? Se ad una persona ben allenata soprattutto a sport di durata gli si fanno fare 3 min a tutta, e alla fine dei 3 min tra il quinto e il quindicesimo o tra il trentesimo e il sessantesimo, o tra il sessantesimo e il novantesimo secondo, la frequenza cardiaca sarà sì e no 110 battiti al minuto. Quindi se pretendo di eseguire una valutazione portando il soggetto a 110 e questo soggetto ha una frequenza cardiaca massima correndo ad esempio di 170, ho una finestra totalmente inesplorata tra 110 e il 170 battiti in cui non so cosa succede. Siccome negli adulti bisogna escludere soprattutto la cardiopatia ischemica c’è bisogno delle prove incrementali.
Invece nei ragazzi dove la cardiopatia ischemica ragionevolmente non c’è, il problema che devo escludere sono soprattutto le aritmie, molto frequenti quelle curabili. Nei soggetti molto più giovani, magari meno allenati, basta poco per tachicardizzare. Infatti gli Step Test in genere sono aritmogeni.
Un altro limite di questi protocolli è che si fa l’elettrocardiogramma, poi si fa lo sforzo dove non si è monitorati, poi di nuovo l’elettrocardiogramma. Quindi si vede la base, un po’ del recupero, rispetto ad uno sforzo che tante volte può essere molto lontano da quello che uno fa abitualmente, quindi si esplora ben poco.
Però nel ragazzino in considerazione la capacità aritmogena degli step test, cioè indipendentemente dal fatto che uno vada al proprio massimale, l’aritmia può partire lo stesso ( le extrasistoli…..) le si vedono anche dopo 1 min.
Quindi nel ragazzino ci può stare perché è aritmogeno, favorisce l’insorgenza delle aritmie, secondo alcuni anche di più di quanto non faccia il test incrementale tradizionale al tappeto rotante o al cicloergometro.
Quanto più andiamo verso soggetti adulti, quanto più andiamo verso soggetti che sono molto pesanti sarebbe più raccomandabile fare altro.
Dall’EQUAZIONE si ottiene un indice, un numero per cui si può valutare il fitness cardio-respiratorio non trasformando la prestazione in VO2, ma l’indicatore ottenuto con una scala di valutazione a sei fasce di livello che vanno da molto scarso ad eccellente.
Quanto più abbassa è la frequenza cardiaca tra il 60° e il 90° sec dello Step Test di 3 min, tanto più elevato sarà l’indice di funzionalità.
Durata esercizio (sec) x 100 / HR 60°-90° sec x 5.6
- 0-27 molto scarso
- 28-38 scarso
- 39-48 modesto
- 49-59 buono
- 60-70 molto buono
- 71-100 eccellente
protocolli che prevedono l’impiego del tappeto rotante
- 1° protocollo in cui si può stimare il VO2max di un soggetto proponendogli un esercizio con modalità cammino, quindi alla portata di tutti (questo protocollo non è particolarmente indicato per soggetti sportivi, ma per soggetti poco allenati), basato su due diversi stadi di cammino :
• il primo stadio che ha la durata di 4 min prevede di camminare sul tappeto rotante a pendenza 0% e ad una velocità portata progressivamente da 2 a 4,5 miglia per ora. Quindi nell’arco dei 4 min, mantenendo costante la pendenza del tappeto, 0%, ci dovrebbe permettere nella maggior parte dei casi di raggiungere un valore di frequenza cardiaca compresa fra il 50 ed il 70% della FC massima teorica.
• a questo punto inizia il secondo stadio in cui si mantiene la velocità di cammino raggiunta al primo stadio, ma si propone un incremento della pendenza del tappeto che viene portata dallo 0% al 5% (quindi stessa velocità, si aumenta la pendenza).
• Alla fine di 4 min del secondo stadio si misura la frequenza cardiaca del soggetto
VO2max = 15.1 + (21.8 x speed) – (0.327 x heart rate) – (0.263 x speed x age) + (5.98 x gender)
speed = treadmill speed in mph
Male = 1; Female = 0
Equazione che permette di stimare il VO2max sulla base di questo test di cammino eseguito sul tappeto rotante non necessariamente massimale, anzi si propone come test sottomassimale.
Le variabili da prendere in considerazione sono:
- la velocità di cammino (in miglia per ora)
- la frequenza cardiaca misurata alla fine dell’esercizio
- l’età
- il sesso (costante = 1 per il genere maschile, = 0 per il genere femminile)
una raccomandazione se si esegue una prova come questa riguarda il rilevamento della frequenza cardiaca alla fine dello sforzo: dipende da come andiamo a misurare questa frequenza cardiaca.
Se non abbiamo a disposizione il cardiofrequenzimetro e misuriamo il polso carotideo o il polso radiale, dal momento in cui recepiamo il polso al momento in cui contiamo i battiti…ci può essere facilmente una diminuzione di 10-15 o anche più battiti al minuto. Quindi è sempre raccomandabile avere un cardiofrequenzimetro, oppure in alcuni tappeti si può ricavare la frequenza cardiaca appoggiando il palmo delle mani su delle placchette…: dalla pulsatilità capillare danno la frequenza cardiaca . Però di solito queste placchette sono sulle barre trasversali e anche solo appoggiare le mani alle barre trasversali dà un vantaggio se c’è una pendenza, sull’ordine tra i 5 e i 10 battiti di frequenza cardiaca, bisogna quindi tenerne conto. Dal punto di vista della valutazione questo espone a sovrastima perché quanto più bassa sarà la frequenza cardiaca alla fine dello sforzo, tanto più alto sarà il punteggio.
L’impiego del tappeto rotante in valutazione funzionale è molto diffuso in Nord America, meno in Europa e quindi in Italia.
Principali VANTAGGI E SVANTAGGI del tappeto rotante e del cicloergometro dal punto di vista del loro impiego in termini di valutazione:
- TAPPETO ROTANTE:
• modalità di esercizio soprattutto come il cammino ha il vantaggio di essere più naturale, la maggior parte delle persone cammina per spostarsi, quindi anche pensato in ambiti clinici escluso soggetti portatori di patologie croniche particolari…
Jogging (cosa leggera) e running (corsa a velocità maggiore) sono anche modalità di esercizio molto comuni però si devono impiegare solo con soggetti allenati.
• Da un punto di vista un po’ più specifico della valutazione: i valori di VO2max che possiamo raggiungere attraverso la modalità di esercizio al tappeto rotante di cammino o di corsa, nella maggior parte dei casi sono più elevati rispetto ai valori che è possibile raggiungere con il cicloergometro. La stessa cosa vale per la frequenza cardiaca che è “quasi” linearmente correlato al consumo di Ossigeno. Quindi correre sul tappeto oppure camminare o correre in salita permette di raggiungere un valore di VO2max più elevato, con l’esclusione di ciclisti particolarmente esperti. Infatti non sono affatto abituati a correre ed è possibile che abbiano valori di VO2max più bassi rispetto a quelli che possono avere al cicloergometro, perché? Il non essere abituato a questo tipo di esercizio provoca un precoce esaurimento muscolare rispetto a quello che il cardiofitness di quel soggetto potrebbe raggiungere dovuto alla non specificità del gesto: se un soggetto non è abituato a correre e lo facciamo correre si esaurisce in periferia, neuro-muscolarmentre (anche di testa quindi).
SVANTAGGI DEL TAPPETO ROTANTE rispetto al cicloergometro:
- il prezzo: un tappeto rotante mediamente costa più di un cicloergometro
- un tappeto rotante non è molto portatile, il cicloergometro invece occupa meno spazio e può essere trasportato con maggiore facilità
- il carico lavorativo effettivo, la potenza che si eroga sul tappeto rotante, specialmente se c’è la pendenza, dipende dal peso corporeo. Anche al cicloergometro entro certi limiti il peso corporeo incide…ad esempio se lavoriamo con persone corpulente o con dei quadricipiti ben rappresentati sicuramente avranno minori difficoltà rispetto a soggetti obesi, però questo vale ancora di più al tappeto rotante.
- Il tappeto rotante rende più difficile la misurazione dell’elettrocardiogramma e della pressione arteriosa. Non tanto più difficile, ma la qualità in generale della traccia elettrocardiografia o la possibilità di misurare la pressione arteriosa sono più facili al cicloergometro
- Al tappeto rotante c’è una certa componente di pericolo di cadute, specialmente se si corre
BENEFICI DEL CICLOERGOMETRO rispetto al tappeto rotante:
- costa meno del tappeto rotante
- è più portabile
- è meno rumoroso
- permette di controllare più agevolmente la pressione arteriosa e l’elettrocardiogramma e la qualità della rilevazione è migliore
PROTOCOLLI SUBMASSIMALI PER LA STIMA DEL VO2MAX AL CICLOERGOMETRO
Protocollo YMCA:
- prevede di pedalare con cadenza a 50 rpm (cadenza molto bassa)
- ad un carico lavorativo che tiene conto della frequenza cardiaca a circa 150 kgm
- si basa sostanzialmente sull’identificazione di tue intensità lavorative comprese tra frequenze cardiache di circa 110-150 a due diversi carichi lavorativi
- e prevede il congiungimento tra questi due punti attraverso una linea diritta e poi sarà estrapolata al valore corrispondente di frequenza cardiaca massima teorica
- a quel punto tracceremo una linea perpendicolare all’asse delle x che mostrerà un certo valore di potenza erogata, quindi di capacità di esercizio che definiremo massima e che potrà essere convertito attraverso una scala di conversione in VO2max (VO2max stimato)
Protocollo YMCA Sottomassimale per avere la stima del VO2max:
si consiglia di cominciare con un carico di 25 W, ad una cadenza di pedalata di 50 battiti (che vengono considerati come fase preliminare, di avvio) dopodiché l’incremento del carico nel cicloergometro varia in funzione del livello di allenamento del soggetto, dell’età, e in modo particolare bisogna tenere conto dei valori di frequenza cardiaca dopo i 3 min a 25 W. Se dopo 3 min a 25 W (50rpm) il cliente avrà una FC inferiore ad 80, allora passeremo a 125 Kg/min e dopo 3 min si passa a 150 kg/min e dopo 3 min a 300 kg/min.
L’alternanza dei carichi è in funzione dei valori di frequenza cardiaca al termine della prima fase di 3 min a 25 W – 50rpm.
Maggiore FC dopo 3 min a 25 W a 50 rpm corrisponde ad una minore capacità di esercizio, quindi si parte da un carico lavorativo inferiore.
TEST MASSIMALI
AL TAPPETO ROTANTE:
- raccomandazione da rispettare quanto più possibile la specificità del gesto abitualmente praticato dal cliente in quel momento. Se corre, affinché la valutazione funzionale venga fatta in modo adeguato bisognerebbe farla mentre corre. E infatti: protocolli specializzati per atleti ma anche per soggetti ad alto rischio, pazienti. Non bisogna impiegare lo stesso protocollo nel soggetto ben allenato, poco o molto poco allenato, o francamente patologico.
- Ci sono numerosissimi protocolli al tappeto rotante, ne vedremo alcuni che vanno bene quasi per tutti.
quello che vedremo adesso ha a che fare con una valutazione del cardiofitness in laboratorio in termini di stima del VO2max (no misurazione diretta del VO2), ma, a differenza di quelli visti prima, ci riferiamo a PROTOCOLLI che vengono condotti FINO ALL’ESAURIMENTO.
i protocolli che vedremo sono fondamentalmente basati sul tempo in cui quell’individuo con quel protocollo è in grado di raggiungere la propria massima capacità di esercizio.
− se l’obiettivo è veramente massimale è molto importante che l’operatore supporti il cliente al raggiungimento della propria massima tolleranza lo sforzo: fornire supporto verbale fino al raggiungimento dell’esaurimento muscolare. Questo vale in funzione del soggetto che stiamo valutando, se il soggetto che stiamo valutando è uno sportivo, quindi è abituato, non ha bisogno di essere citato, lo sa che deve raggiungere il suo massimo. Invece se un soggetto sta facendo il test per la prima volta spiegargli che lo aiuteremo a raggiungere il proprio massimo supportandolo.
− Come si fa a sapere se quello sforzo a cui ci sarà l’interruzione della prova è veramente massimale o no? un soggetto può dire che non ce la fa più ma non ha raggiunto il suo vero massimo, questo è tanto più probabile quanto più operiamo con persone poco allenate. Un criterio è: il massimo è stato raggiunto quando non ci saranno ulteriori aumenti di frequenza cardiaca all’aumentare del carico lavorativo.
Questo è uno dei criteri per definire il VO2max.
− Durante il test ad un individuo non dovrebbe essere permesso di tenersi sulle barre trasversali, se non con due dita per mantenere l’equilibrio. Però se c’è il rischio che il soggetto cada allora è meglio che si appoggi.
PROTOCOLLO DI BRUCE:
− protocollo caratterizzato da STEP della durata di alcuni minuti e con grandi variazioni di carico tra uno stadio e l’altro ogni 3 min ottenuti aumentando ogni volta sia la velocità che la pendenza del tappeto
− È il protocollo di valutazione funzionale cardiofitness più utilizzato al mondo.
Il successo di questo protocollo in termini di applicazione si basa sui primi studi che hanno valso nel 1924 il premio Nobel per la medicina a Hill che riuscì a determinare il comportamento del VO2 durante esercizio in un test da campo: si era reso conto che percorrendo la stessa collina più volte ad intensità di esercizio progressivamente crescenti c’era un punto in cui lui aumentava la velocità con cui correva, ma la frequenza cardiaca non aumentava più. Il VO2max faceva lo stesso.
Il Bruce ha ancora un grande successo perché, e alcuni ancora lo sostengono, per aver un buon adattamento cardio, cardiocircolatorio, cardio-circolo-respiratorio, cardio-circolo-respiratorio-metabolico, ci vuole tempo, ci vogliono almeno 3 min perché il sistema vada in equilibrio.
Quale sistema? Il punto di partenza è la cellula muscolare che lavora e lavora in modo da permettere quella potenza erogata. Quella cellula in periferia ha bisogno di Ossigeno, quindi il cuore, la respirazione, seguono, cercano di garantire le esigenze metaboliche della cellula che lavora (questo è cardiofitness). Questo sistema (cioè dalla bocca con cui prendo Ossigeno dall’ambiente all’ultima cellula muscolare del legame se sto correndo…..) perché vada in equilibrio (bocca, trachea, bronchi, alveoli, sangue polmonare, cuore, grande circolo, capillari, fibra, mitocondri…) ci vuole un po’ di tempo. Se aumento il carico troppo velocemente il sistema non è in equilibrio…..
PROTOCOLLO DI BALKE:
- gli incrementi sono ogni minuto
- tenete il mantenimento di una velocità di cammino costante a 3,3 miglia per ora, e l’incremento ogni minuto della pendenza del tappeto dell’1%. Di solito questo protocollo finisce al raggiungimento di una pendenza del 25% (non tutti arrivano a questa pendenza)
Rappresentazione grafica dei due protocolli:
- Protocollo di Bruce: gradoni = 3 min ognuno e grande incremento tra un gradone e l’altro
- Protocollo di Balke: gradini
L’esecuzione di un test massimale pone da un punto di vista pratico, anche medico-legale, alcuni problemi già visti in parte con la valutazione preliminare.
PROCEDURE DURANTE UN TEST MASSIMALE AL TAPPETO ROTANTE (ma molte valgono anche nel caso di test massimale al cicloergometro o ad altre forme di ergometri).
- monitorare la frequenza cardiaca ed eventualmente il tracciato elettrocardiografico durante ogni stadio dei protocolli
- monitorare alla fine il livello di sforzo percepito secondo la scala di Borg
- registrare ogni sintomo, ogni sensazione che possa indurre a ritenere che lo svolgimento dell’attività fisica può causare qualche problema.
- quanto più ci si trova in ambito clinico tanto più è importante la registrazione della frequenza cardiaca, dell’elettrocardiogramma e della pressione arteriosa anche nel recupero. Misurare la frequenza cardiaca al primo minuto di recupero (sarebbe rispetto ad uno sforzo massimale, ma si può impiegare anche per sforzi non massimali ma sufficientemente elevati): quanto cala in 1 min la frequenza cardiaca rispetto all’interruzione di un test massimale.
Questo è un fedele indicatore di rischio cardiovascolare: la frequenza cardiaca di un individuo al termine del primo minuto dopo test massimale deve calare almeno di 12 battiti.
Se cala almeno di 12 non significa che non c’è nessun rischio, ma è un indicatore favorevole rispetto al fatto che quel soggetto abbia un po’ meno probabilità di avere eventi cardiovascolari durante attività fisica.
Perché è importante che la frequenza cardiaca cali in fretta? Perché quanto più in fretta cala la frequenza cardiaca vuol dire quanto maggiore è il peso del tono vagale dell’individuo: interrompo lo sforzo, interrompo la prevalenza ortosimpatica, il vago cioè il tono parasimpatico riprende il sopravvento e uno degli effetti dal punto di vista degli adattamenti fisiologici nel recupero è l’abbassamento della frequenza cardiaca.
Non bisogna mai interrompere bruscamente uno sforzo: quanto più abbiamo fatto un test massimale, tanto più importante è che il recupero sia attivo perché se no si rischia che la prevalenza vagale sia esagerata e il soggetto svenga perché ha una ipotensione arteriosa….
Se facciamo pedalare il soggetto al cicloergometro al massimo e lo interrompiamo bruscamente, questo può svenire perché il sangue rimane intrappolato nel quadricipite, riduzione del ritorno venoso, ridotta gittata sistolica associata alla prevalenza vagale…
Recupero senza carico facilita il ritorno venoso.






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