Appunti di Valutazione Funzionale: Test da Campo

giu 03, 2010 by

Appunti condivisi dalla collega Laura Marchetti, alla quale vanno ancora una volta i miei complimenti per la grande professionalità e altruismo. Il suo entusiasmo per il lavoro che svolge è ammirevole. Invito tutti a visitare la pagina web della sua associazione. Buona lettura!

Protocolli di valutazione mirati alla stima del VO2max: come valutare il fitness cardio-respiratorio di un individuo senza misurarlo direttamente ma stimandolo.

  • test da campo
  • test dal laboratorio: possono essere massimali o no (sottomassimali)

TEST DA CAMPO

  • test molto pratici perché non richiedono equipaggiamenti molto complessi. Può bastare un cronometro: quanto tempo impiego per percorrere una certa distanza.
  • poco costosi (perché no attrezzature complesse)
  • meno costosi (in senso lato): costano meno tempo di una determinazione diretta che richiede apparecchiature costose e tempo (si calibra la macchina, si fa il test, il defaticamento…..)
  • possono essere facilmente impiegati per gruppi (basta un cronometro: si fanno partire sfasati di 30 s ad esempio). La valutazione la si può ripetere dopo 1 mese, 2 mesi …… se migliorano c’è una diminuzione del tempo, anche un calo ponderale (il peso rientra nelle equazioni)
  • sono test accurati, la valutazione che si ottiene è ben correlata se svolti in maniera corretta.

TIPI DI TEST DA CAMPO

  • Test di valutazione Fitness1 miglio di corsa o cammino
  • 1,5 miglia di corsa o cammino
  • 9 o 12 min di corsa (12 min è il test di Cooper):
  • nel caso dei test basati sul tempo, tipo test di Cooper, l’accuratezza può essere limitata se viene fatto fuori. Più semplice misurare il tempo impiegato a percorrere una distanza prefissata.

Nella letteratura internazionale ed in particolare in quella nordamericana questi tipi di protocolli sono inseriti in batterie di test che ne prevedono anche altri (testa della forza, della flessibilità….) qui ci sono alcuni esempi.

TEST DI 1 MIGLIO E DI 1,5 MIGLIA CORRENDO

1. La distanza del miglio in un ambito non strettamente tecnico-sportivo è considerata una distanza minima per essere effettivamente rappresentativa della potenza del metabolismo aerobico in un setting non sportivo, cioè se facciamo eseguire prove di minor durata si ritiene che valutino il fitness cardiorespiratorio meno accuratamente.

Test di cammino dei 6 min (6MWT) è un mezzo Cooper: si è ritenuto, siccome si presuppone che in ambito clinico il livello di fitness sia inferiore di quello sportivo, di dimezzare.

E’ un test ben inserito nelle linee guida internazionali. È un test molto impiegato in due ambiti in modo particolare:

- in ambito pneumologico (impiegato per la valutazione funzionale dei soggetti con BPCO) – nei soggetti cardiopatici con scompenso cronico.

Quindi è un protocollo particolarmente sviluppato per valutare soggetti con capacità di esercizio molto ridotte.

Essendo un mezzo Cooper, si va a misurare la distanza che un soggetto è in grado di percorrere camminando nel tempo di 6 min. Le raccomandazioni contenute nelle linee guida internazionali dicono che il test dei 6 min di cammino deve essere svolto in un corridoio.

Critiche a questo protocollo:

  • quantomeno in ambito cardiologico non ha mostrato una correlazione con la determinazione diretta e con altri indicatori di performance così elevata
  • in riabilitazione cardiologia post-acuta: nei centri riabilitativi può essere fatto questo test, ma è importante il rispetto della procedura, infatti si può guidare il proprio assistito e di conseguenza modificare il risultato. Quindi le procedure non sono sempre correttamente eseguite.
  • un soggetto che viene invitato a dare il massimo in un tempo di 6 min attiva il metabolismo aerobico ma sicuramente anche il metabolismo anaerobico. In più senza riscaldamento, ci vuole tempo per l’attivazione del metabolismo aerobico e più si invecchia più tempo ci vuole. Quindi in un ambito clinico, con una persona adulta o anziana, che ha appena subito un intervento, gli si fanno fare un paio di giri tranquilli e poi subito 6 min a tutta: se lo fa piano non correla perché non arriva veramente al suo massimo, se lo fa forte rischia di riempirsi di acido, primo perché ha ridotte capacità di esercizio di suo avendo appena avuto un’intervento, secondo perché non rispetta la fisiologia dell’esercizio che richiederebbe un certo riscaldamento.

Dire che un soggetto ha percorso 400 m in 6 min, non si sa se ha una buona performance cardio-respiratoria oppure se magari è di suo dotato di fibre bianche

2. può essere eseguito su una pista oppure percorso di una distanza nota anche all’aperto (importante è standardizzare la procedura, bisogna mantenere costante la condizione sperimentale se torniamo ad eseguirlo).

3. Coprire la distanza indicata nel minor tempo possibile.

4. Questo vuol dire che il test dovrebbe essere massimale, cioè percorso camminando o correndo nel minor tempo possibile.

5. E il valutatore deve registrare il tempo impiegato

6. Questo tipo di prova (1 o 1,5 miglia correndo) è riservata a soggetti che siano quantomeno moderatamente fit, non per soggetti patologici.

Nel caso in cui si voglia stimare in soggetti giovani (8-25 anni) il VO2max dal miglio di corsa, si può usare questo tipo di test. Si può applicare anche a scuola.

EQUAZIONE DI REGRESSIONE PER STIMARE IL VO2MAX DA UN MIGLIO DI CORSA:

Si parte dal BMI, dal sesso, dal tempo impiegato a percorrere la distanza di 1 miglio correndo espresso in minuti.

VO2max ml/kg/min= (-8.41 x MRT) + (0.34 x MRT2) + (0.21 x age x gender) – (0.84 x BMI) + 108.94

BMI = Body Mass Index (kg/m2)

Male = 1; Female = 0

MRT = mile run time in minutes

Oltre al miglio un altro modo di STIMARE IL VO2MAX ATTRAVERSO UN TEST DA CAMPO è quello di misurare 1,5 MIGLIA DI CORSA.

VO2max ml/kg/min = 88.02 + (3.716 x gender) – (0.1656 x kg) – (2.767 x time)

Male = 1; Female = 0

time= total run time in minutes

kg = body weight in kilograms

Siamo in un ambito di valutazione funzionale di soggetti da moderatamente attivi a ben allenati, sani e giovani. (Se un soggetto è giovane ma non è fit, magari fuma, ha problemi di sovrappeso rilevante: si fa fare il miglio di corsa o farli camminare) Varia la distanza e quindi varia l’equazione di regressione, perché al variare del protocollo la correlazione con la determinazione diretta di VO2max può variare un po’. Non c’è il BMI, infatti all’aumentare della distanza correla meglio il peso assoluto in Kg.

  • Non tutti possono correre, non a tutti è raccomandato correre specialmente se ci si sposta più in avanti con l’età. Quindi è possibile andare a misurare la stessa prestazione, il tempo impiegato a percorrere la stessa distanza o del miglio o del miglio e mezzo camminando:
  • è in generale più sicuro rispetto alla corsa
  • è più facile da eseguire: non richiede uno sforzo che sia necessariamente massimale in senso assoluto (camminando il più velocemente che si può non si ha la sensazione di raggiungere il vero proprio massimo, anche perché spesso la massima velocità di cammino che si riesce ad ottenere dal punto di vista del costo energetico è sfavorevole rispetto alla corsa, verrebbe più spontaneo correre. Quindi dal punto di vista cardiocircolatorio, cardiorespiratorio complessivo non è un test massimale vero)
  • il soggetto deve camminare il più velocemente possibile.
  • sarebbe raccomandabile che queste valutazioni richiedessero la misurazione della frequenza cardiaca se possibile anche durante la prova con l’uso di un cardiofrequenzimetro, oppure misurare la frequenza cardiaca al polso carotideo o radiale alla fine della camminata.
  • la correlazione che c’è tra il VO2max stimato con questi test, cioè test di 1 miglio o di 1,5 miglia camminando è molto buona essendo l’indice di correlazione r = 0,93. questo test è molto ben correlato con la determinazione diretta

Una delle ragioni per cui c’è una correlazione così buona è che a differenza delle equazioni di regressione viste prima, in questo caso c’è la frequenza cardiaca. Questo aggiunge valore per il principio di Fick: la differenza artero-venosa nella maggior parte dei casi rimane abbastanza costante, la gittata sistolica no però non varia tanto, può variare tanto la frequenza cardiaca, ecco perché aggiungendo un parametro biologico così “cardio” l’indice di correlazione ha questo valore, è quasi perfetto.

Nell’equazione di regressione c’è il peso in libbre (una libbra è poco più di 450 g), l’età, il genere, il tempo in minuti, la frequenza cardiaca immediatamente alla fine.

Importante: questa equazione può sovrastimare il VO2max nel caso di soggetti giovani, universitari, e comunque di soggetti fit, ben allenati. Quanto più abbiamo a che fare con soggetti giovani, ben allenati, tanto più dobbiamo orientarci verso test di corsa piuttosto che test di cammino.

Appunti scienze motorie, valutazione funzionale

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