Analisi di metodologie di allenamento differenti applicate al calcio giovanile
Tesi di Laurea di Manuele Margheri – Corso di Laurea in SCIENZE MOTORIE – Università degli studi di Firenze, Facoltà di Medicina e Chirurgia
ANALISI DI METODOLOGIE DI ALLENAMENTO DIFFERENTI APPLICATE AL CALCIO GIOVANILE (clicca per scaricare la versione completa)
INTRODUZIONE
"Quale capacità condizionale devo allenare per ottenere risultati migliori?"
E’ o no una domanda ricorrente fra allenatori e preparatori atletici?
E se prendo in considerazione il mondo giovanile non assume un’importanza ancora maggiore?
Il rischio in questo periodo della vita di un atleta è il non allenare nel modo corretto le capacità condizionali specifiche per lo sport al quale il ragazzo è avviato.
Naturalmente non viene considerata la fase pre-adolescenziale dato che è totalmente sconsigliato svolgere allenamenti specifici delle capacità atletiche in età così precoce, per lo meno per quel che riguarda il gioco del calcio, ma anche (parere del tutto personale) a livello generale; questo aspetto verrà comunque trattato più dettagliatamente nei prossimi articoli.
Tramite questa ricerca, si tenta di dare un piccolo aiuto, basato su dati concreti, a tutti coloro che vogliono avvicinarsi in modo serio e razionale al mondo della preparazione atletica nel calcio giovanile.
Può essere considerata come una sorta di suggerimento per i giovani preparatori che si trovano ad affrontare per la prima volta la programmazione di una stagione calcistica.
Va tuttavia premesso che, il privilegiare esclusivamente una capacità condizionale, escludendo a priori le altre è un procedimento assolutamente controproducente per la crescita atletica di un ragazzo; andremo di seguito a spiegare, tramite un’analisi di dati, quale sia l’aspetto atletico che se curato con particolare attenzione, migliora sensibilmente le prestazioni fisiche del nostro giovane calciatore.
MODUS OPERANDI
E’ stato un lavoro lungo, svolto nell’arco di 2 stagioni sportive, che ha visto coinvolti due gruppi di ragazzi, di età compresa fra 14 e 15 anni, appartenenti al settore giovanile del Prato AC. Tutti i giovani atleti, come attestato dalla visita medica, hanno completato il loro sviluppo sessuale e sono risultati essere idonei all’attività agonistica.
Entrambi i gruppi hanno partecipato al campionato Nazionale Giovanissimi Professionisti, ovviamente in annate diverse, precisamente la 2003-04 e la 2004-05.
I due gruppi che chiameremo A e B sono stati sottoposti ad un’accurata analisi delle capacità condizionali preponderanti nel calcio, quali Resistenza alla fatica e Forza, tramite test specifici:
- Bosco Test per la forza negli arti inferiori suddiviso in:
-
- CMJ a braccia libere per la capacità di salto
- Stiffness per la resistenza alla forza
- Mini Rosenborg’s Endurance test per la resistenza anaerobica lattacida
- 3000 mt per la potenza aerobica
- Antropometria per il peso e l’altezza
Naturalmente sono stati monitorati anche altezza e peso, come si nota dall’ultimo punto, poiché in questa fascia d’età il ragazzo è molto sensibile ai cambiamenti morfologici.
Tali test sono stati svolti con cadenze precise, all’incirca sempre alla solita ora e possibilmente con le stesse condizioni (a parte le diverse temperature esterne);
peso e altezza hanno avuto cadenza mensile, test di Bosco e Mini Rosenborg a cadenza trimestrale e i 3000 mt utilizzati solo come test di ingresso all’inizio della preparazione.
Obiettivo finale di questa analisi è, per l’appunto, il riconoscimento dell’importanza della forza nel gioco del calcio, e come un suo miglioramento porti dei benefici indiretti alle altre capacità.
METODOLOGIE DI ALLENAMENTO
A questo punto indichiamo come sono stati scelte le metodologie di allenamento dei 2 differenti gruppi; molto semplicemente l’allenatore di turno ha scelto il metodo che gli sembrava più congeniale e il preparatore atletico ha cercato di proporre esercizi confacenti alle esigenze del mister:
- Il gruppo A è stato seguito, nella prima parte della stagione, tramite una metodologia incentrata prevalentemente sul miglioramento della potenza aerobica e della resistenza alla velocità, salvo poi, nella seconda parte, utilizzare anche esercitazioni di forza
- Il gruppo B, al contrario, è stato allenato in modo che il miglioramento della forza fosse stato al centro del programma e come per il gruppo A, a causa di un cambio tecnico, vi è stato un cambio di metodologia che ha portato a ridurre, ma non a tralasciare, gli esercizi di forza nella seconda parte di stagione.
Ricordo che le esercitazioni utilizzate sono le più varie possibile, con o senza palla, sempre mixati ad esercizi di tecnica calcistica, coordinazione e stretching, fondamentali per il miglioramento dell’economia dei gesti che porta ad una migliore sinergia inter ed intra-muscolare. La variabilità degli esercizi è importantissima in quanto porta l’atleta a non annoiarsi e a ricercare sempre gli stimoli per affronatare situazioni nuove.
RISULTATI FINALI
Per visualizzare tutti i dati, i grafici, le tabelle, gli esercizi, i carichi e i programmi di allenamento, invitiamo a scaricare il file completo della ricerca (non è consentita la riproduzione anche parziale senza il consenso dell’autore, ndr).
Cosa si può dedurre dall’analisi dei dati ottenuti?
Siamo riusciti a contribuire a dirimere una questione che ancora in molti non hanno ben focalizzato?
Si è potuto quindi rilevare come, tramite un allenamento incentrato sulla forza, si siano ottenuti enormi vantaggi dal punto di vista atletico, poichè oltre alle varie espressioni di forza, si è migliorata anche la capacità anaerobica in maniera molto maggiore rispetto a quanto non lo si sia fatto al contrario, allenando i gruppi tramite esercitazioni di potenza aerobica e resistenza alla velocità; infatti in questo caso il livello di forza è diminuito e la resistenza anaerobica è migliorata di poco.
Per cui, il consiglio è cercare di porre molta attenzione alla metodologia scelta, poichè questa scelta può portare vantaggi consistenti ai nostri atleti e di conseguenza alla squadra.
Il ruolo del preparatore atletico è fondamentale nel moderno concetto di sport, dobbiamo essere bravi e preparati, dobbiamo portare dati precisi, non supposizioni e soprattutto dobbiamo portare il nostro mister a scegliere la situazione più giusta per il contesto nel quale andremo ad operare.
Buon Lavoro a tutti!
BIBLIOGRAFIA
a) Bosco C. – Aspetti fisiologici della preparazione fisica del calciatore (1990)
b) Bosco C. e Luhtanen P.H. – Fisiologia e biomeccanica applicata al calcio (1992)
c) Cannavacciuolo F. e F. – Il sistema della forza veloce (2000)
d) Cometti G. – Calcio e potenziamento muscolare (1995)
e) D’Ottavio S. – La prestazione del giovane calciatore (2002)
f) Sassi R. e Tibaudi A. – La modulazione del carico nella preparazione del calciatore (2004)
g) Weineck J. – L’allenamento ottimale (2001)
h) Weineck J. – La preparazione fisica ottimale del calciatore (1994)
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Ciao e benvenuto! Sarebbe interessante sapere che tipo di lavoro aerobico imposti per la tua squadra il martedi… anche in base alla categoria e al periodo della stagione! Se vuoi condividere con noi un esempio di lavoro è ovviamente molto ben accetto!! Visita la sezione collabora!
Condivido pienamente la vostra tesi,e da diverso tempo opero con il preparatore atletico verso questa direzione.Tuttavia ritengo opportunoinserire durante la settimana di lavoro (martedì) o il primo allenamento dopo la gara effettuare delle esercitazioni con la palla o a secco basate prevalentemente sulla capacità aerobica. Saluti Bernardo Mereu