Stima della composizione corporea

lug 23, 2010 by

Da sempre, in clinica, ma anche in ambito sportivo è importante conoscere la composizione corporea.

La corretta distribuzione fra la componente magra e grassa del corpo, la localizzazione di quest’ultimo nei vari distretti corporei, l’idratazione e i rapporti fra i liquidi intra e extracellulari, permettono di predire, valutare e controllare eventuali patologie metaboliche e negli sportivi, aiutano a programmare e misurare lo stato di forma.

I metodi che indagano la composizione corporea sul vivente sono di tipo indiretto e a seconda delle metodologie usate possono essere più o meno invasivi e sofisticati.

Tralasciando gli esami più complicati o costosi come la densiometria, le misure tramite ultrasuoni o raggi x, esistono due semplici metodi che permettono di farci un idea sul nostro “stato di forma”,ovvero il rapporto vita/fianchi (Fig 1)e il calcolo del BMI (Fig 2) (body mass index = indice di massa corporea).

Rapport peso altezza

Ambedue si basano su misure di tipo antropometrico e non necessitano di particolari attrezzature (bilancia, metro, calcolatrice).

Questi due sistemi in realtà presentano dei limiti dovuti al fatto che non tengono conto delle caratteristiche individuali, ad esempio soggetti molto atletici, con peso corporeo superiore alla media, potrebbero aver un BMI tale da risultare in sovrappeso anche se in realtà hanno una muscolatura molto sviluppata.

Per ovviare a queste limitazioni sono stati sviluppati altri sistemi per risalire alla determinazione della composizione corporea.

Attualmente i medici e i preparatori atletici utilizzano, oltre ai metodi precedentemente citati, la Plicometria o la Bioimpedenziometria

Il primo metodo permette, tramite la misurazione dello strato di grasso sottocutaneo, di risalire alla percentuale di grasso corporeo totale e alla ricostruzione del profilo antropometrico.

In pratica, con l’utilizzo di un calibro, l’operatore misura lo spessore delle “pliche” in diverse zone del corpo e poi tramite equazioni specifiche risale alla percentuale di grasso corporeo e per differenza a quella della componente magra.

I fattori che influenzano tale misura sono dovuti all’accuratezza da parte di chi esegue la misura nel rilevarla esattamente nel punto previsto dal protocollo e nell’utilizzare una strumentazione (calibro) affidabile.

Questo metodo, definito bicompartimentale, ha il grosso limite di suddividere il corpo in massa grassa (Fat Mass) e massa priva di grasso (Fat Free Mass) e in realtà non ci dice nulla sulla massa magra, ovvero la parte metabolicamente attiva del nostro corpo.

La Bioimpedenziometria invece, permette di risalire alla composizione corporea del soggetto esaminato utilizzando la proprietà dei tessuti di offrire una diversa resistenza al passaggio di una corrente elettrica.

La misura viene effettuata posizionando due coppie di elettrodi sulla mano e sul piede destro.

In pochi secondi la macchina fornisce i dati di resistenza e reattanza che elaborati in un apposito programma ci forniscono un grafico con tutti i risultati. Questa tecnica permette di scindere la massa magra nella sua componente cellulare (BCM) e extracellulare (ECM).

Inoltre la misura dell’acqua totale (TBW) viene a sua volta suddivisa in compartimenti extracellulari (ECW) e intracellulari (ICW).

A completezza dell’indagine è possibile ottenere valori relativi al metabolismo basale e al rapporto fra sodio/potassio scambiabile.

Questa tecnica definita tricompartimentale, permette quindi di ottenere preziose informazioni sullo stato di salute del soggetto, essendo la misura, sensibile e accurata per quanto riguarda il contenuto di acqua. Indipendentemente dal metodo utilizzato, la conoscenza della composizione corporea aiuta a programmare e a verificare i progressi ottenuti con l’allenamento.

Dott. Riccardo Carrai


valutazione funzionale

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