Scienze Motorie nel Mondo: Italia, dove sei?
Tempo fa, una collega tedesca di nome Daniela Stiewing, ha postato un commento che mi ha lasciato allo stesso tempo soddisfatto e incuriosito. Soddisfatto perchè la rete di colleghi che ogni giorno grazie a sportbrain.it si sta formando è un risultato stupendo.
Il denominatore comune è il prodotto tra una cultura di livello universitario, e una passione e voglia di dare un contributo di sviluppo alla società in cui viviamo, che rappresenta a tutti gli effetti un ritrovato ideale per una generazione, la nostra, che non vuole arrendersi ad una crisi che definirei più che economica, culturale.
Grazie a questo vivo scambio di idee, credo che non solo ci stiamo arricchendo a vicenda, ma anche contribuendo a divulgare su larga scala quelle che sono le nostre caratteristiche professionali, gli ambiti di intervento di noi laureati in scienze motorie, e la nostra cultura. Ivalori in cui crediamo, e per i quali siamo disposti a lavorare duramente.
Incuriosito? Si perchè, come ben sapete, prestiamo molta attenzione alla situazione dei nostri colleghi negli altri paesi. In Italia le cose non sono ferme, anche se a volte lo sembrano; rallentate certamente si.
Noi ne siamo la prova. Scienze Motorie è un corso di laurea “giovane” che esiste da circa un decennio, e che non è nato “per caso“. La sua istituzione fa parte di un movimento di progresso culturale che ha interessato tutti i paesi sviluppati. I dati divulgati da organizzazioni come la WHO (World Health Organization) non sono più una novità. E per favore smettiamo di credere a chi continua a “campare” su mirabolanti previsioni future
Gli effetti di una vita sedentaria, di un’attività fisica non adeguata e più in generale di uno stile di vita sbagliato sono ormai noti a tutti. Come del resto è ormai noto che il rimedio per le patologie cronico degenerative è la prevenzione, primaria e secondaria. Non UN rimedio. IL rimedio. Dovete considerare gli effetti della prevenzione di queste patologie collegabili ad uno stile di vita sedentario o ad una non corretta attività motoria, per l’economia, per il lavoro, per la qualità di vita delle persone.Se un tempo strizzare l’occhio alla nostra professione, e rimandare sviluppi al futuro, poteva essere un vanto, un’avanguardia, adesso sta diventando un pesante atto di irresponsabilità.
Ma come rimandare al futuro? Le informazioni ci sono. I professionisti (laureati in nome della repubblica) ci sono! Non utilizzarli, non predisporre un quadro legislativo tale da garantire l’integrazione sociale e lavorativa dei laureati in Scienze Motorie, nel 2010, è una scelta che comporta responsabilità ben precise.
Il professionista in scienze motorie è nato da questa rinnovata coscienza ed esigenza. Ma cosa è accaduto dopo l’istituzione del corso di laurea? Beh, altri paesi sono andati avanti, e stanno già impegnando in modo funzionale i laureati formati dalle proprie Università. In Italia i laureati non mancano, decine e decine di migliaia. Ma il contesto legislativo e politico, non permette l’uso di questa risorsa, prodotta dall’Università Italiana. Sono vari i motivi di questa “stasi”, e non voglio soffermarmi adesso su questi aspetti. Ieri ho sentito il Ministro dell’Economia parlare in televisione di rilancio dell’occupazione e di riduzione della spesa pubblica. Permettere ai laureati in Scienze Motorie di esprimere la propria professionalità, sarebbe un punto a favore per entrambi gli obiettivi. Occupazione stabile per decine di migliaia di laureati, e risparmio della spesa sanitaria grazie agli effetti della prevenzione primaria e secondaria. Semplice no!? Se poi ci mettiamo anche il miglioramento della qualità di vita degli italiani, la riduzione delle ore di lavoro perse a causa di patologie correlate all’assenza di attività motoria preventiva, e tutto il resto… i vantaggi diventano incalcolabili.
Tutto questo preambolo per presentarvi una serie di articoli che pubblicheremo nei prossimi giorni su sportbrain.it e che cercheranno di chiarire la situazione dei nostri colleghi negli altri paesi, dove molto spesso il progresso descritto qui sopra, è già in una fase avanzata ed operativa, e può rappresentare un’ottima fonte di ispirazione per un rinnovamento, che ormai anche in Italia è alle porte.
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Abbiamo molti doveri, e abbiamo molti diritti. L’unico errore, sarebbe pensare che qualcun’altro possa fare quello che dobbiamo fare noi. Diventiamo protagonisti nel nostro paese: guarda l’appello, Scienze Motorie un Futuro Migliore.







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