La rapidità è correlata all’equilibrio dinamico e all’utilizzo del feedback visivo
PREMESSA
Nell’ universo animale il gioco ha un valore emulativo e funzionale: è un’attività tipica dei soggetti in età di sviluppo, è un’attività di scoperta di se e degli altri soggetti, assume un valore altamente significativo nella determinazione e affermazione del “più forte” in qualunque specie animale soprattutto nell’età adulta.
Nel genere umano i giochi e le competizioni hanno rivestito da sempre un importante ruolo politico-militare. L’organizzazione delle competizioni tra rappresentanti di diversi Clan, gruppi, classi sociali, nazioni, ecc…, ha sempre avuto un significato bellico, ma allo stesso tempo ha avuto un effetto sedativo delle tensioni tra grandi gruppi.
Nell’era contemporanea non sono stati smarriti i significati fondamentali dei giochi, ma le manifestazioni sono state trasformate in spettacolo di intrattenimento poiché ci troviamo in un periodo di relativa pace rispetto ai tempi passati.
Forse è proprio per questi valori che i giochi sportivi sono tutt’oggi seguiti molto più che le competizioni individuali, ma la cosa più interessante è che, in fin de conti, non esiste mai il “più forte” ossia un gruppo che vinca indiscriminatamente in tutti i giochi.
LA RAPIDITA’ NEI GIOCHI SPORTIVI: IL CALCIO
I giochi sportivi sono caratterizzati da una grande variabilità di situazioni. Fondamentalmente la variabilità delle situazioni di gioco è dovuta al numero dei giocatori delle squadre; quindi al numero di soluzioni di gioco che possono essere scelte. Il numero dei soggetti coinvolti nella squadra e le regole del gioco (tra cui le dimensioni del campo) concorrono alla formazione di una certa “personalità” del gruppo, che viene impostata in linea generale dal tecnico.
Un altro aspetto influente sulla variabilità è l’oggetto conteso dalle due squadre. Questo oggetto può essere una palla ovale, un disco, una pallina, una palla più grande, ecc…, ma possiede sempre il medesimo significato simbolico di “oggetto della contesa”.
Tecnicamente usare le mani e i piedi, solo le mani, solo i piedi, le mani e i piedi con attrezzi, crea enormi differenze.
Il Calcio è un’attività dove non è concesso l’utilizzo delle mani per gestire la palla; di conseguenza, oltre a velocizzare enormemente li gioco, l’utilizzo quasi esclusivo dei piedi lo rende incredibilmente spettacolare e vario. Questa variabilità costringe i giocatori a compiere degli scatti sempre più veloci con conduzione della palla, o per intercettala, manifestandosi come un’attività fisica orientata alla rapidità intesa come frequenza di movimenti e non come velocità.
IPOTESI DI RICERCA
Nella preparazione del calciatore, essendo fondamentale lo sviluppo della rapidità della corsa, individuare la tipologia di spostamento che mi permette di sviluppare frequenze di movimento più alte, al fine di migliorare l’effetto dell’allenamento.
Nell’osservazione di un gruppo di calciatori in età di sviluppo, dove quindi l’equilibrio generale non è ancora ben strutturato, confrontare i tempi e le frequenze di movimento tra varie tipologie di spostamento in cui si possa identificarne una o più condizionata dall’equilibrio.
DEFINIZIONE DI RAPIDITA’ SECONDO VARI AUTORI
Trattandosi di un argomento molto discusso e incerto è doveroso esaminare vari autori
Riferendosi alla rapidità, Weinek (2001) nel libro “l’allenamento ottimale” scrive, che si tratta di un complesso di capacità, straordinariamente varie e complesse, che si manifesta in modi completamente diversi in vari sport.
La rapidità è una forma fondamentale di sollecitazione motoria che, come la mobilità articolare, può essere attribuita sia alle capacità condizionali – forza e resistenza – sia a quelle coordinative (Grosser 1991, Martin Carl, Lehnertz 1991, Weinek 1992, Schnabel, Thiess1993).
Schnabel, Thiess (1993) vedono, nella rapidità, una capacità organico – muscolare che rappresenta un presupposto per realizzare, nelle condizioni esistenti, azioni motorie nel più breve tempo possibile, con intensità elevata e massima.
Martin, Carl, Lehrentz (1991), invece, classificano solo con riserva la rapidità tra le capacità condizionali, in quanto si baserebbe, solo parzialmente, su meccanismi energetici, ma in grande misura su programmi di controllo di natura nervosa centrale.
Frey (1977) scrive che la rapidità è quella capacità che, nelle condizioni esistenti, sulla base della mobilità dei processi del sistema neuromuscolare e delle possibilità dello sviluppo di forza della muscolatura, permette di eseguire azioni motorie in un periodo di tempo minimale.
Nel 1991 Grosser: per rapidità, nello sport, s’intende la capacità di raggiungere, in determinate condizioni, la massima velocità di reazione e di movimento possibile, sulla base di processi cognitivi, di impegni massimi di volontà e della funzionalità del sistema neuromuscolare.
Per Benedek e Palfai (1980) la rapidità del giocatore, nei giochi sportivi, è una capacità dai molti aspetti, in quanto ne fanno parte non soltanto la capacità di agire e reagire con prontezza, di scattare e correre velocemente, di trattare la palla rapidamente, di scattare ed arrestarsi, ma anche quella di intuire rapidamente e di sfruttare la situazione esistente.
Nel 1992 Weinek afferma che la rapidità di un atleta dei giochi sportivi rappresenta una qualità complessa composta da varie capacità psicofisiche, che sono: rapidità di percezione; rapidità di anticipazione; rapidità di presa di decisione; rapidità di reazione; velocità di movimento ciclica e aciclica; rapidità di azione semplice; rapidità di azione complessa.
Riferendosi alla rapidità motoria, Schiffer distingue le forme “pure” (capacità di reazione, rapidità di azione semplice, rapidità di frequenza), dipendenti esclusivamente dal sistema nervoso centrale e da fattori genetici, e forme “complesse” (rapidità di forza, resistenza alla forza rapida) dipendenti dalle qualità energetiche.
Weinek, come altri stimati autori, afferma che la capacità di scatto è dipendente dal livello di forza e che viene definita anche capacità di accelerazione, come sottocategoria della rapidità di movimento.
Verchoshanskij in un libro pubblicato nel 2001, a proposito della rapidità, dice che si tratta della capacità di sviluppare una elevata velocità di movimenti che vengono eseguiti senza notevoli resistenze esterne e non richiedono un elevato dispendio di energie
MECCANISMI INTRINSECI DELLA RAPIDITA’
IL PROGRAMMA MOTORIO
Oggi il movimento è considerato come il risultato di tre momenti distinti e complementari: la creazione o ideazione del modello di movimento”immagine motoria”; l’elaborazione del progetto motorio”PMG”; il controllo del progetto motorio”Closed Loop”.
La creazione del modello motorio deve tenere conto delle informazioni provenienti dai differenti canali sensoriali, della memoria, dello stato attuale del sistema nervoso e del corpo al momento della progettazione. La parte laterale del lobo frontale è la maggior responsabile della formulazione dell’idea di movimento in relazione alla componente temporale del progetto; mentre le aree parietali sono coinvolte negli aspetti connessi alla sintesi spaziale del progetto realizzato dalla corteccia prefrontale che è lo stratega del movimento.
Il circuito base del sistema è un circuito riverberante triangolare che quindi ha inizio dalla corteccia, si arresta nei nuclei del corpo striato, si riflette sul talamo e ritorna alla corteccia. Il punto di fuga degli impulsi progettuali è il nucleo pallido dal quale dipartono le vie discendenti piramidali (movimenti fini) ed extrapiramidali (coordinamento delle attività effettorie) che arrivano ai motoneuroni delle corna anteriori del midollo spinale.
Il cervelletto è profondamente coinvolto nel controllo del movimento, soprattutto nella coordinazione dell’attività motoria, esso riceve informazioni discendenti sui programmi motori (con un circuito riverberante con la corteccia telencefalica) ed in informazioni ascendenti sull’effettiva realizzazione di tali programmi in modo da controllare la qualità dell’esecuzione ed intervenire su eventuali errori di esecuzione .
I PROGRAMMI DI TEMPO
I programmi di tempo – che rappresentano successioni cronologicamente sintonizzate (elettriche) di impulsi di attivazione (dei muscoli necessari per il movimento che viene considerato) – sono pattern elementari di movimento indipendenti dalla forza, importanti soprattutto nei movimenti balistici, che sono quei movimenti che prevedono impegni esplosivi di forza caratterizzati da un breve tempo iniziale, una velocità massima e dalla impossibilità di correggerli durante l’esecuzione. Si tratta quindi di contrazioni più rapide possibile, il cui svolgimento è pre-programmato. (Tidow G., Wiemann K.. 1993)
DEFINIZIONE DEL FEEDBACK E FEEDFORWARD
Nel SN i meccanismi a feedback possono essere utilizzati solo nei movimenti lenti e nel controllo degli atti motori sequenziali, perché il tempo necessario per ricevere e analizzare segnali sensori è relativamente lungo. Spesso le informazioni sensoriali sono utilizzate in modo più efficace in anticipo. Le informazioni possono essere utilizzate allora per modificare le grandezze sotto controllo, prima che si manifestino eventi che le possano influenzare. Questo controllo a feedforward o anticipatorio è essenziale per molti tipi di movimento: si pensi all’atto di afferrare una palla, dove, per raggiungere questo obiettivo, è necessario prevedere la traiettoria della palla e collocare la mano in un punto che la intercetti (per completezza, dove bisogna programmare una postura ideale per l’intercettazione).
Sebbene gli stessi sensori possano fornire informazioni a entrambi i sistemi di controllo, il modo in cui queste informazioni vengono elaborate è alquanto diverso. Nel primo caso (feedback) i segnali di errore sono stimati in maniera continua e controllano la risposta durante la sua esecuzione momento per momento. A causa dei tempi di trasmissione degli impulsi nervosi, i processi biologici a feedback operano piuttosto lentamente, i sistemi a feedforward più rapidamente. Probabilmente, buona parte dei nostri movimenti è sottoposta a un tipo di controllo detto intermittente che utilizza al meglio, contemporaneamente, entrambi i sistemi di controllo. (Favilla M., Pettorassi V. E., Scarnati E., di Prampero P. E., Veicsteinas A., 2002)
SPEED -ACCURACY TRADE -OFF
L’uso ripetuto di questi meccanismi a feedback e feedforward consente l’affinamento progressivo dei movimenti che si ottiene con l’esercizio (allenamento).E’ noto da sempre che i movimenti più veloci sono meno precisi, perché velocità e precisione vanno a discapito l’una dell’altra (speed-accuracy trade-off). Ciò in parte è dovuto al fatto che l’uso dei movimenti veloci non consente l’uso del feedback visivo, in parte dipende dall’esistenza di diverse fonti di variabilità intrinseca interna ai sistemi motori (per citare solo due esempi, lo stato di eccitabilità dei motoneuroni fluttua nel tempo e incertezze possono essere presenti riguardo ai carichi e alle forze da produrre per contrapporsi ad essi). Con l’esercizio, si impara progressivamente a non dipendere o a dipendere sempre meno dai feedback e si può guadagnare sia in velocità di esecuzione sia in precisione. Nelle competizioni si impara a tenere conto di tutti i piccoli cambiamenti possibili della nostra postura e dei carichi esterni, talvolta addirittura a trarne beneficio (io preciserei, in maniera direttamente proporzionale alla capacità di attenzione e alla potenzialità della memoria a immediata-breve termine)
MEZZI
[La corsa sul posto a ginocchia basse alte ecc…è riconducibile allo schema motorio della corsa.
Lo skipping ed il tapping sono mezzi utilizzabili anche per lo sviluppo della rapidità.]
Tapping 18 tocchi su “scaletta” ( Agility Ladder):
la scaletta è divisa in due parti uguali di 4 metri di lunghezza; ognuna delle parti è suddivisa per assicurare 9 spazi uguali di appoggio; se appaiate le due parti corrispondono rispettivamente agli appoggi di piede destro e sinistro;
L’obiettivo richiesto è di percorrere nel più breve tempo possibile la scaletta posta a terra quindi i soggetti hanno svolto un “tapping” di 18 appoggi, ossia una corsa rapida sul posto a ginocchia basse. Questo tipo di esercizio è riconducibile all’allenamento della rapidità dello schema motorio corsa.
Se al numero degli appoggi (18) e alla lunghezza (4 mt.) aggiungiamo il dato tempo (acquisito con sistema fotoelettrico), è possibile determinare anche frequenza e velocità media.
Esempio: il soggetto X ha percorso in 2,85 sec. la scaletta, avremo così:
Frequenza: 18appoggi / 2,85sec = 6,315 Hz
V media: 4mt / 2,85 sec = 1,4 mt/sec (ossia 5 km/h)
METODI
Sono state proposte quattro tipologie di esecuzione:
- verso avanti guardando la scaletta (sguardo orientato a terra);
- verso avanti senza guardare la scaletta (sguardo orientato alla parete);
- verso dietro guardando la scaletta (sguardo orientato a terra);
- verso dietro senza guardare la scaletta (sguardo orientato alla parete);
Al fine di ottenere dati attendibili, i soggetti hanno eseguito le prove fino all’ottenimento di una certa regolarità nei tempi dai quali è stato preso il migliore.
SOGGETTI
Sono stati testati 15 soggetti calciatori di età compresa tra 11 e 17anni ( media 14 ± 3).
RISULTATI
MEDIA AVANTI: 26%
MEDIA DIETRO: 11,78%
Commento: mediamente si nota che verso avanti l’influenza del FB visivo è del 26%; mentre verso dietro è del 11,78%.
Durante il test di spostamento verso dietro si è notato come la maggior parte degli errori sia attribuibile all’equilibrio; in modo particolare si è notato come quasi tutti i soggetti mantengano un arto superiore vistosamente addotto e flesso (corrispondente all’arto dominante) e tendano allo sbilanciamento in dietro del corpo causando l’aumento della lunghezza del passo e quindi l’errore. La correzione deve essere fatta dall’esterno (FB estrinseco).
Successivamente abbiamo confrontato i dati relativi all’esercizio tapping guardando la scaletta (quindi le esecuzioni più veloci) con i corrispettivi dati individuali di salto massimale misurati precedentemente su barriera ottica Optojump.
Commento: anche se il campione non è rappresentativo, è possibile sostenere che non c’è reciprocità tra valore massimale di salto e tapping.
CONCLUSIONI
- L’apprendimento dei gesti rapidi in relazione alla massima velocità/frequenza è più efficace se il soggetto guarda dove mette i piedi .
- Le varianti senza il feedback visivo sono utili principalmente per lo sviluppo dell’equilibrio e coordinazione, e secondariamente quindi anche per la parte coordinativa della rapidità pura.
- Si rileva che non c’è correlazione tra il massimale relativo al CMJL ed il tapping; si suppone che questo avvenga poiché vi è una netta distinzione tra schemi motori relativi alla corsa e quelli relativi ai salti.
- La rapidità è una forma fondamentale di sollecitazione motoria che, come la mobilità articolare, può essere attribuita sia alle capacità condizionali – forza e resistenza – sia a quelle coordinative; ed è correlata all’equilibrio dinamico e all’utilizzo del feedback visivo che sono tra le basi dello sviluppo della coordinazione.
- Sostanzialmente più rinforzi si utilizzano, più aumenta la rapidità poiché migliora l’equilibrio posturale.
- L’analisi dei dati con T di Student hanno rivelato come la differenza si significativa solo avanti ( p<0,05).
Stefano Baraldo – Mirko Nencioni
BIBLIOGRAFIA
- Tidow G., Wiemann K., Zur Interpretation und Veranderbarkeit von Kraft-Zeit-Kurven bei explosiv-ballistischen Krafteinsatzen, Dt.Z. Sportmed., 44 (1993), pp99-103; 136-150.
- Favilla M., Pettorassi V. E., Scarnati E., di Prampero P. E., Veicsteinas A., Relazione tra percezione e azione, Fisiologia dell’uomo, pp186 edi-ermes, (2002)
- Weineck J., L’allenamento ottimale, Calzetti e Mariucci, 2001
- Verchoshanskij Y., Introduzione alla teoria e metodologia dell’allenamento sportivo, CONI scuola dello Sport, 2001






Sportbrain vola, idee Scienze Motorie e futuro. Voli con noi?
Vorresti collaborare con noi o pubblicare su SportBrain.it?
La licenza per tutti i contenuti, dove non diversamente specificato è
Per non perdere tutti i nuovi articoli, segui SportBrain.it tramite
Questo articolo sulla rapidità mi piace molto, quando Martin, Carl Lehrents afferma che si basa in larga misura sui programmi di controllo di natura nervosa centrale.
e particolarmente sono d'accordo con Grosser (1991)…per raggiungere la massima velocità di reazione o di movimento possibile sulla base di processi cognitivi, di impegni massimi di volontà…..
di Wainek: che la capacità di scatto è dipendente dal livello di forza e che viene definita capacità di accelerazione come sottocategoria della rapidità di movimento.
Verchoshanskj parla di elevata velocità di movimenti,… io direi anche che la rapidità è una capacità di accelerazione del movimento finalizzato a compiere un gesto tecnico, e che nei cambi di direzione e di senso è sempre seguita da una decelerazione dopo un sorpasso velocissmo (scatto) della palla per poter continuare la successione rapida dei movimenti.
Per quanto riguarda le conclusioni, mi sembra che abbiano centrato e fatto capire bene il problema.
saluti