Raccomandazioni circa l’uso inadatto dello stretching
mar 1st, 2009 | Di Maurizio Castagna | Categoria:Teoria e metodologia dell'allenamento
Da “dispense per l’insegnamento”, corso di laurea in Scienze Motorie, di MAURIZIO CASTAGNA
Nuovi studi permettono oggi di avvicinare pratiche, un tempo considerate inconfutabili, con maggior senso del limite.
Consideriamo come è stata valutata nel corso di queste ricerche la effettiva valenza dello stretching, definito oggi passivo, per giustificarne l′efficacia sotto altre forme ( ma a noi pare che lo stretching dinamico “rubi” troppo alla mobilizzazione articolare e lo stretching assistito sia per definizione una pratica fisioterapeutica, tale da non poter essere adottata da tutti).
Per quanto riguarda il riscaldamento, cioè la fase di ipervascolarizzazione perifericadella muscolatura da prestazione, provocata con esercitazioni pre-gara , ricerche attuali hanno dimostrato l′inefficienza dello stretching. Esso non produce variazioni della temperatura locale (Alter-1996; Wiemann-Klee-2000). Piuttosto provoca uno schiacciamento dei capillari perimuscolari con conseguente ischemia da contrazione isometrica eccentrica.(DA: Murphy chiropratics sports medicine).
Per quanto attiene alle capacità prestative, Weeman e Klee, Fowles (2000) e Kekkonen (1998) hanno studiato le capacità neuromuscolari di forza rapida e resistenza nonchè la capacità neuromuscolare relativa alla contrattilità della fibra muscolare giungendo alla determinazione che la pratica considerata presenta addirittura aspetti assolutamente negativi sui risultati sportivi con drammatica diminuzione degli indici di tutte le qualità prestative.
Spero di riuscire a spiegare come venga inibito il meccanismo riflesso nervoso tensivo, e per una ragione intrinseca: oltrepassando la lunghezza fisiologica del muscolo in allungamento eccentrico, i filamenti di actina e miosina non riescono a sovrapporsi (fisiologicamente) nei sarcomeri, configurando uno scivolamento che porta al danneggiamento dei dischi che limitano i sarcomeri stessi, con sofferenza riflessa dell′ultrastruttura. La mancanza di una reale resistenza, quindi, all′eccitazione neuromotoria, non provoca reattività dei fusi neuromuscolari e invece determina perdita di forza e potenza con il ripetersi della pratica (dello stretching).
Altri due studiosi Shrier (1999) e Pope (2000) hanno monitorato il ruolo di tale pratica, nella prevenzione dei traumi, come meccanismo antalgico. A livello di traumatologia clinico-sportiva i risultati risultano essere eclatanti, visto che i gruppi di controllo che non avevano praticato stretching, durante i loro turni di allenamento, avevano subito una percentuale del 35% in meno di danni e traumi rispetto a coloro che eseguivano lo stretching.
Io ritengo che il superamento dei limiti dei gradi di libertà articolare possa risultare estremamente dannoso per le strutture di riferimento e risultare,lo stretchig, “una vera e propria aggressione antibiologica,causa di alterazioni che sconfinano nel patologico.” (E.Ciammaroni-La ginnastica articolare-2001- SDS). Il dolore causato da allungamento statico è prova di sofferenza biologica tissutale. Le tensioni superiori al coefficiente di elasticità tessutale possono provocare delle lesioni anatomiche con distrazioni o rotture che sono all′origine di residuati cicatriziali anelastici (E.Ciammaroni-op.cit.).
E ancora ci pare debba essere lasciata alla normale chimica compensativa intrinseca al muscolo il ritorno alla lunghezza originaria, con adeguamento dei sistemi di recupero e adattamento, in modo non vengano nemmeno inibiti i processi di adeguamento delle sintonie muscolo riflesse degli antagonisti motori, con le fasi di rilasciamento e accorciamento in risposta all′eccitazione degli agonisti, e al loro meccanismo di ritorno all′omeostasi muscolo tensiva.
Chiudiamo citando il fenomeno del “creeping” (Wydra 1997), che indica come innaturale e non pagante dal punto di vista prestativo il riallineamento delle fibrille collagene del tendine stimolato dallo stretching. Ciò porta ad una minore risposta nell′immagazzinamento dell′energia elastica da parte del tendine stesso con risposta depressa nelle attività di forza veloce.
Ancora l′allungamento provocato di un singolo muscolo, lo stretching, determina l′accorciamento “compensativo” di un altro muscolo embricato nella stessa catena motoria.
Ci pare perciò che la pratica dello stretching,almeno di quello che viene OGGI definito statico debba essere abbandonata.
Prof. Maurizio Castagna


E’ da un pò di tempo che cerco di esaminare la reale efficacia dello stretching statico, e consultando numerose ricerche, studi, ed articoli in merito sono sempre più convinto che la pratica dello stretching statico debba essere messa un pò da parte per quanto riguarda soprattutto gli sport di squadra e non solo. Quindi concordo pienamente con l’articolo riportato, ma mi faccio una domanda: ” come mai le squadre professionistiche di serie A (di calcio) facciano fare ancora, con preparatori che suppongo siano di assoluta competenza, TANTISSIMO stretching statico anche prima della gara???
Concordo, e anche l’articolo che ho pubblicato qui http://www.sportbrain.it/lo-stretching-e-la-prevenzione-degli-infortuni-muscolari.html sollevava proprio questo tipo di questione tra l’altro molto sentita negli ultimi anni. Il fatto è che con la parola stretching spesso e volentieri si intende solo un tipo di stretching, quello statico.
In merito alla tua domanda, secondo me la causa è da ricercarsi nella caratteristica “ritualità” tipica di molti giocatori professionisti. E’ difficile perdere abitudini consolidate fin da ragazzini, e forse sarebbe anche sbagliato sottovalutare l’importanza dell’aspetto psicologico del “fare stretching prima della gara per prevenire gli infortuni”. Anche se ormai sappiamo che lo stretching statico prima della gara non ha effetti positivi sulla prevenzione degli infortuni nel calcio, privarne un calciatore che è abituato a farlo sin da bambino potrebbe avere effetti molto negativi. Forse l’unica soluzione è affiancare nuove esercitazioni e gradualmente allontanarsi o alleggerire il “vecchio rituale del riscaldamento”.
La sezione Forum di sportbrain è finalmente attiva. Ancora non è pubblicizzata perchè è nella sua prima fase di “incubazione”. Vi invito a discutere dell’argomento sul forum, nella sezione allenamento c’è un post a riguardo, per dare una mano allo start-up del forum! ecco il link al forum http://www.sportbrain.it/forum
E lo stretching fine a se stesso?
Si stà parlando di stretcing prima di attività sportive vere e proprie, io svolgo lezioni di stretching statico attivo e passivo per signore con vari problemi alla colonna vertebrale, e i benefici devo dire sono molteplici; vanno dal miglioramento dell'elasticità muscolare a miglioramento della mobilità articolare…compresa tutta la colonna. Vorrei avere un vostro giudizio in merito a questo tipo di attività che è indipendente da altri tipi di attività.
Penso che il segreto stà molto nel conoscere bene la conformazione della colonna vertebrale e adattare il tutto al tipo di atleta che abbiamo di fronte.
Grazie Andrea
Ciao Andrea, sono assolutamente d'accordo con te. Tutto deve essere valutato in base agli obiettivi finali. E non solo. Anche alle condizioni psicofisiche dei soggetti. Alle condizioni "strutturali", all'età, ecc…
La situazione che ci proponi è certamente un contesto diverso rispetto a quello a cui fa riferimento questo articolo. Gli effetti negativi a breve termine dello stretching statico sull'espressione di forza muscolare, sono certamente trascurabili per obiettivi a medio lungo termine di aumento della flessibilità e dell'elasticità, in soggetti adulti/anziani di cui parli. Se vuoi, apri un post in merto sul nostro forum, e continuiamo li la discussione. Ciao
[...] sulle pagine di sportbrain l’argomento è stato spesso protagonista di accese discussioni, e l’articolo che il Prof. Castagna ha scritto in merito appositamente per noi, è da mesi uno dei più [...]
http://www.sportbrain.it/raccomandazioni-circa-l-uso-inadatto-dello-stretching.html http://bit.ly/cqC9Im
http://www.sportbrain.it/raccomandazioni-circa-l-uso-inadatto-dello-stretching.html – Uno dei miei articoli… http://bit.ly/dn7nqj
MA VOLETE SCHERZARE ????!!!!!!!!! LE RAGAZZE DI RITMICA CHE SI ALLENANO 8 ORE AL GIORNO FANNO 2 ORE DI STATICO PRIMA DI INIZIARE OGNI SEDUTA…E POI LO INTERVALLANO DURANTE TUTTO IL PERIODO DI ALLENAMNETO PER MIGLIORARE… !!!! I CALCIATORI E COMPAGNIA BELLA SI FANNO SOLO DEL MALE PERCHè NON SANNO MINIMAMENTE COSA SIA UN ALLUNGAMENTO CORRETTO, MICA PERCHè FA MALE E PERCHè C'è UN CALO DI PRESTAZIONE !!!! SON 15 ANNI CHE LO PRATICO E IO NON HO MAI SUBITO UNO STRAPPO MUSCOLARE, ANCHE SE FACCIO ACROBATICA E ARTI MARZIALI, ANCHE DA COMBATTIMENTO !!!!!! PRIMA DI SCRIVERE CERTE COSE INFORMATEVI DAI BALLERINI, DAI GINNASTI E DAI MARZIALISTI… PERDITA DI POTENZA ??? MA DOVE?!!!!! RAGIONATE: NEI COMBATTIMENTI LE GAMBE SAREBBERO LENTISSIME E NELLE EVOLUZIONI I GINNASTI NON RIUSCIREBBERO A STACCARSI DA TERRA… CHI SBAGLIA?!!! IO DICO VOI
Io dico invece che devi rilassarti un po'… e magari studiare
in tutti gli sport dove è richiesta una particolare "mobilità articolare", è chiaro che lo stretching "statico" ha una valenza meccanica che acquista importanza anche rispetto agli adattamenti indotti sulla muscolatura (importanza non predominio).
Vi riporto un commento del collega Matteo Fiorenza, che ho apprezzato molto:
"lo stretching statico prevede un fase di development stretch in cui si verifica un allineamento delle fibre collagene del muscolo (creping), per questo motivo se dopo una seduta di stretching statico seguisse un carico di lavoro per la forza rapida si potrebbe verificare un minore immagazzinamento di energia cinetica da parte del muscolo dovuto proprio all'allineamento delle fibre collagene.
Dipende quindi dall'obiettivo che si vuole raggiungere, sicuramente nei ginnasti e nei ballerini dove la mobilità è fondamentale lo stretching statico gioca un ruolo preponderante, mentre nel calcio così come negli altri sport di situazione in cui la forza rapida e la reattività sono molto importanti, lo stretching statico potrebbe peggiorare le prestazioni di forza."
Dipende dal modello prestativo dello sport, dagli obiettivi, dalla morfologia del soggetto, da eventuali patologie… insomma DIPENDE. E dipende anche cosa i intende per STRETCHING.
p.s. Non scrivere tutto in maiuscolo, sul web equivale ad URLARE!