Neuroni specchio, nuovo traguardo delle neuroscienze

Autore: Prof. Maurizio Castagna - Il neurolab della “Sapienza” di Roma ha avviato una proficua collaborazione con le federazioni sportive nell’ambito di progetti di ricerca mirati all’acquisizione di dati sulla formazione delle tecniche di allenamento più funzionali. Non si capisce ancora se tale iniziativa è volta ad esaltare il ruolo della potenzialità del sistema nervoso in un’ottica di preparazione condizionale o di formazione di qualità coordinative.
Negli stessi giorni abbiamo letto della scoperta, da parte di ricercatori emiliani, del ruolo dei neuroni specchio nei fenomeni empatici tra individui. Tale significativa rivoluzione nel campo delle scienze cognitive, assieme ai tentativi di rendere più dinamica la collaborazione tra neuroscienziati e tecnici sportivi, può portare davvero ad una nuova cognizione sui processi che regolano la maestria nella pratica sportiva e la capacità di prestazione.
Il presupposto ad un insegnamento dell’atto motorio è sato da sempre la capacità di renderlo esplicito, di esemplificarlo. La dinamica d’apprendimento può essere facilitata dall’apprendimento emulativo.
Anche se le difficoltà di imitazione nascono poi dalla correlazione dei dati appresi con le proprie esperienze motorie precedenti. Così come con le figurazioni del vissuto corporeo e con la morfologia.
Ma il fenomeno che presenta la scoperta emiliana è importante poichè suggerisce una intima comprensione tra l’istruttore e l’allievo, la nascita di un’empatia necessaria a raggiungere un comune progetto di azione.
E’, come suggerise anche il sostantivo aggettivato, uno specchiarsi nel docente deducendo la progressione motoria non solo dall’atto motorio evidenziato, ma anche dai processi emozionali e deduttivi che legano l’insegnante e l’allievo.
E così tutti i tentativi operati a Roma possono suggerire una migliore conoscenza, mi pare di capire, nei fenomeni legati alla reattività e alla velocità relativa alla comprensione e alla decisione, nell’unità di tempo, in relazione all’atto motorio da compiere. La rapidità di espressione motoria legata alla comprensibilità del momento di gara è fondamentale non solo negli sport di situazione ma anche nelle attività individuali nelle quali l’esecuzione deve essere velocemente vincolata alla decisione e questa alla comprensione. (Immaginiamo, nelle attività lavorative, un pompiere che tenta un salvataggio pericoloso, non ha tempo per ragionare analiticamente sulla situazione in corso,e ha due o tre soluzioni possibili: quale la migliore?) L’ansia è nemica della comprensione, della decisione, della esecuzione. La perfetta conoscenza non solo dell’azione da compiere ma del proprio vissuto e delle proprie capacità ci portano, o ci porterebbero quasi sempre, nella giusta direzione. E qualora sbagliassimo, non ne risulterebbero danni così gravi, possibili quando la paura e l’indecisione bloccano la nostra capacità di azione.
Speriamo che tali studi non si esauriscano in un banale rifacimento di suggerimenti già appresi dalla metodologia dello sport, come gli allenamenti alla rapidità o alla forza veloce, ma si concretizzino in conoscenze foriere di nuovi tentativi di migliorare la cultura e l’applicazione pratica delle attività motorie






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"….la scoperta emiliana è importante perchè suggerisce un' intima comprensione tra l'istruttore e l'allievo…….processi emozionali e deduttivi che legano l'insegnante e l'allievo….."
Sono convn tissimo che siamo finalmente sulla strada giusta per l'apprendimento motorio e reputo importantissima la perfetta conoscenza dell'azione motoria da compiere.
saluti