Movimento postura ed equilibrio non si possono definire solo satelliti
Articolo condiviso dal collega Pierangelo Pesce, laureato in Scienze Motorie nel 2003 presso l’Università degli Studi dell’Aquila; iscritto al sesto anno presso l’Accademia Italiana di Osteopatia tradizionale di Pescara. E’ per me un grande piacere pubblicare il contributo di un collega per il quale nutro grande stima e rispetto, anche per i suoi trascorsi sul web.
Pierangelo Pesce: “L’attività motoria intesa come educazione ha e deve avere basi scientifiche e non si può accettare la condizione empirica che allo stato attuale invade il mondo dell’educazione motoria, accettare di buon grado questa situazione significherebbe allo stesso modo permettere ad un cassiere che maneggia soldi e ripete conti su conti di insegnare la matematica!
Continuare a indicare l’educazione motoria come la materia dei saltelli è inverosimile anche perché il movimento è il frutto dell’evoluzione che ha visto il raggiungimento della stazione eretta, l’uso di utensili, l’elaborazione di idee e teorie non lasciamo che il movimento si riduca a quello oggi rappresenta, sarebbe un delitto anche perché significherebbe bloccare il processo evolutivo.
Esistono persone che studiano per questo e vorrebbero esprimere le loro competenze, ma in un paese chiuso dagli albi e dalle categorie protette questo non è possibile, le SCIENZE MOTORIE meritano rispetto non si può più permettere questa continua opera distruttiva questa assurda limitazione, l’espressione motoria passa INEVITABILMENTE dalla educazione alla rieducazione non facciamo finta di niente questa è la realtà che non permette ulteriori passi falsi, anche perché non si può pretendere di scalare una montagna partendo dalla cima ogni cosa va giustamente ponderata e studiata cosi da evitare di cadere nell’incoerenza e nel qualunquismo più totale.”
La ragione per cui è possibile eseguire determinati movimenti anche ad occhi chiusi va ricercata nella mappa corporea che il cervello organizza fin dai primi tentativi di movimento volontario.
Quando si chiudono gli occhi, le informazioni provenienti dai recettori sensoriali propriocettivi vengono messe a confronto con la mappa corporea che il cervello ha elaborato andando ad organizzare una fondamentale banca dati definita memoria motoria che racchiude informazioni somato-sensoriali, segnali uditivi e visivi, vestibolari, maggiori sono le afferenze immagazzinate durante le fasi evolutive tanto maggiore è il senso di equilibrio, che ci permette di rispondere in maniera appropriata alle esigenze ambientali, sembra obbligatorio a questo punto cercare la risposta nell’educazione motoria finalizzata capace di plasmare le aree cerebrali deputate allo sviluppo e al controllo di tali capacità.
I segnali che provengono dal nostro sistema visivo vestibolare e muscolo-scheletrico stimolano il:
- 1)midollo spinale
- 2)il tronco celebrale e la corteccia
questa organizzazione è molto elastica infatti le informazioni vengono continuamente elaborate e paragonate con quelle presenti e precedentemente immagazzinate nella nostra memoria motoria, cosi quando arrivano segnali distorti da uno di questi sistemi, vi è la capacità di modificare e compensare il segnale alterato utilizzando gli stimoli provenienti da un altro livello neurale.
I sistemi sensoriali responsabili della modulazione posturale sono tre:
- il sistema sensoriale visivo il quale trasmette le informazioni che riguardano l’orientamento verticale del corpo rispetto l’orizzonte, questo garantisce anche la percezione della profondità e della distanza, tali informazioni vengono registrate nella parte occipitale della corteccia cerebrale, sia l’acuità visiva che la percezione della profondità possono influenzare la stabilità posturale soprattutto quando si tratta di attività basate sul movimento, infatti le sinergie muscolari attivate visivamente precedono quelle attivate dal sistema somatosensoriale, questo fenomeno può essere evidenziato dagli stimoli visivi ed il controllo precoce della postura, infatti i bambini al di sotto di 1 anno di età oscillano in risposta agli stimoli visivi, lo stimolo visivo diventa fondamentale quando si affrontano compiti nuovi, e quando i suddetti compiti vengono automatizzati lo stimolo somato-sensoriale diviene primario.
- Il sistema vestibolare responsabile della postura fornisce informazioni sulla direzione della gravità ovvero sull’accellerazione, e sui movimenti della testa., queste informazioni vengono elaborate attraverso il tronco cerebrale e nella regione insulare della corteccia cerebrale, cosi il segnale partendo dalle cellule ciliate vestibolari situate nell’osso temporale arriva fino ai nuclei vestibolari che sono quattro con funzioni diverse:
- il nucleo vestibolare laterale che controlla la muscolatura estensoria degli arti inferiori e quella flessoria degli arti superiori, ed è direttamente interessato nel mantenimento della postura eretta questo va a generare il riflesso vestibolo spinale
- il nucleo vestibolare mediale e quello mediano superiore generano il riflesso vestibolo-oculare infatti i segnali di questi nuclei attivano la risposta del nervo abducente ed oculomotore garantendo il movimento degli occhi alla stessa velocità ma nella direzione opposta rispetto ai movimenti del capo, inoltre le fibre del nucleo mediano superiore terminano sui motoneuroni della muscolatura sub-occipitale controllando la posizione del collo grazie al riflesso vestibolo collico, questo riflesso è presente alla nascita ed insieme a quello vestibolo oculare e vestibolo spinale, controlla la postura della testa e del collo del neonato, si tratta di riflessi che influiscono sul tono paraspinale, in soggetti con problemi di acuità visiva si può manifestare un aumento del tono a livello dei muscoli cervicali.
- il sistema sensoriale somatico che riceve informazioni provenienti dalla cute, dai muscoli, dal tessuto connettivo, queste informazioni vengono elaborate nella zona parietale della corteccia cerebrale dove si percepiscono i cambiamenti della posizione spaziale, quando queste fibre vengono attivate da un rapido allungamento dei tendini e dei muscoli si verifica una contrazione muscolare inversa definita di adattamento ovvero il riflesso inverso da stiramento, le fibre afferenti articolari descrivono le informazioni che riguardano i rapporti articolari nello spazio, come cambiamenti della testa rispetto al collo e alla colonna vertebrale, e i cambiamenti nell’orientamento degli arti rispetto al tronco, molti di questi propriocettori si trovano nei tessuti connettivi della colonna cervicale.
Le alterazioni della funzione del sistema somato-sensoriale possono alterare la stabilità posturale, ad esempio segnali alterati di un ginocchio artrosico possono pesare sulla risposta posturale del soggetto affetto da tale problema, questo però non significa nulla perché nel caso della patologia tutto può essere ricondotto alla condizione che la stessa provoca, l’integrità strutturale passa per molteplici fasi come abbiamo visto, e lo sviluppo deve essere seguito nel tempo anche grazie l’educazione motoria e non condizionato da stimoli solo ed esclusivamente diretti da automatismi, bisogna sempre favorire l’economia biomeccanica soprattutto nell’età evolutiva perché la struttura in via di sviluppo è quella soggetta ai problemi maggiori proprio in virtù della scarsa memoria motoria o meglio della formazione di questa banca dati.
Pierangelo Pesce






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