Meccanismi di Controllo del Movimento
Supponiamo di dover eseguire un gesto motorio in rapporto ad un obiettivo da raggiungere, per esempio calciare o colpire un pallone con la mano. Tale gesto motorio possiamo suddividerlo in tre fasi:
- progetto e starter del movimento;
- effettuazione del gesto;
- fine del gesto con raggiungimento o meno dell’obiettivo.
Il gesto rappresenta, nella sua totalità, una precisa scelta del sistema nervoso centrale che reagisce ed agisce in base alle informazioni che giungono dalla periferia. Durante il progetto vengono analizzati i dati di contorno alla catena cinetica come lo status muscolare, la presenza di sovraccarichi, posizioni, angoli, ecc. Progettato il gesto lo starter avviene a livello corticale. Durante la sua realizzazione ciascun segmento della catena compirà traiettorie rettilinee o curvilinee ed il gesto, in questa fase, sarà controllato in modo meccanico a livello spinale ed in modo decisionale a livello corticale. La fine del gesto è decisa a livello corticale con il raggiungimento o meno dell’obiettivo. Tutte le informazioni sensoriali rivestono un ruolo chiave nel controllo del movimento, soprattutto quelle che non raggiungono il livello di coscienza. Queste sono utilizzate per correggere gli errori del movimento attraverso meccanismi di controllo a feedback e a feed-forward. La capacità di percepire la localizzazione di un’articolazione nello spazio è mediata infatti da:
- maccanocettori muscolari ed articolari (in aggiunta alle informazioni che provengono dai recettori cutanei);
- informazioni visive;
- informazioni vestibolari.
*Clicca sull’immagine per ingrandirla – Il sistema di controllo neuromuscolare si affida al sistema nervoso centrale per l’interpretazione e l’integrazione delle informazioni propriocettive e cinestesiche, e per la successiva modulazione dell’azione dei singoli muscoli e delle singole articolazioni per generare alla fine un movimento coordinato. La propriocezione è la valutazione conscia ed inconscia della posizione di un’articolazione, mentre la cinestesia è la sensazione del movimento articolare e dell’accelerazione. I segnali propriocettivi e quelli cinestesici vengono trasmessi al midollo spinale tramite le vie afferenti (sensitive). La consapevolezza del movimento e della posizione di un articolazione è fondamentale per il suo funzionamento tanto nello sport quanto nella vita di tutti i giorni. La propriocezione inconscia, invece, modula la funzione muscolare e dà avvio alla stabilizzazione riflessa. Le risposte efferenti (motorie) conseguenti alle informazioni di natura sensitiva sono definite dal controllo neuromuscolare. I meccanismi di controllo motorio impegnati nell’interpretazione delle informazioni afferenti e nella gestione delle risposte efferenti sono, come precedentemente accennato, due:
- il controllo muscolare feed-forward che è preposto alla programmazione di movimenti sulla base delle informazioni sensitive derivanti da esperienze passate ed è responsabile dell’attività di preparazione del muscolo (prima del gesto);
- il processo di feedback che svolge una continua regolazione motoria mediante vie riflesse e si associa all’attività muscolare reattiva (durante il gesto).
Il controllo a feedback del muscolo è un meccanismo che assicura una continua correzione da parte del sistema di controllo a seconda delle mutevoli condizioni che si possono trovare. Caratteristica dei sistemi di controllo a feedback è l’apporto di un flusso più meno continuo di informazioni dall’oggetto controllato al sistema che lo controlla.
Un tipico modello di feedback è rappresentato dal circuito gamma: esso è composto da un motoneurone gamma con la fibra nervosa che innerva le cellule muscolari intrafusali, dalle quali partono le fibre sensitive 1a che vanno al midollo ed ai motoneuroni alfa. Questi, con le loro fibre periferiche, innervano le cellule muscolari extrafusali che provocano l’accorciamento del muscolo.
BIBLIOGRAFIA
Dott. Guglielmo Lotti – Tesi di Laurea specialistica in Scienze e Tecnica dello Sport, Università di Firenze






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