La soglia anaerobica
gen 29th, 2009 | Di napoleon | Categoria:Appunti scienze motorie
Nella medicina sportiva la soglia anaerobica è il livello massimo di sforzo fisico che l’organismo può sostenere senza accumulare acido lattico nel sangue. Al di sotto di questa soglia, il metabolismo dell’atleta è sostenuto esclusivamente o quasi da meccanismi aerobici e lo sforzo può essere sostenuto per periodi lunghi. Sopra la soglia, invece, si attivano meccanismi anaerobici (da qui il nome) che attingono a riserve di energia limitate. Un atleta, quindi, può sostenere uno sforzo fuori soglia solo per periodi molto brevi, di pochi minuti al massimo, dopodiché deve fermarsi o almeno ridurre l’intensità dello sforzo.
La soglia anaerobica si può misurare in termini di battito cardiaco (usando un cardiofrequenzimetro) oppure di potenza sviluppata. In termini di battito cardiaco, la soglia anaerobica per uno sportivo allenato si colloca approssimativamente intorno all’80-85% della frequenza massima (ad esempio per una frequenza massima di 210 battiti al minuto la soglia sarà di 165-180 battiti). In termini di potenza, invece, i valori tipici possono variare di molto da sport a sport e anche a seconda del livello dell’atleta. Indicativamente, la soglia anaerobica per un ciclista professionista è intorno ai 400-500 watt (mentre la potenza massima può raggiungere anche i 1700 watt). Un metodo per misurare con precisione la soglia anaerobica è il test di Conconi.
Le prove sportive che richiedono uno sforzo quasi esclusivamente anaerobico sono quelle molto brevi (massimo 1 minuto): ad esempio nell’atletica leggera sono i 100, 200 e 400 metri. Quest’ultima prova è particolarmente impegnativa proprio perché richiede di sostenere lo sforzo anaerobico quasi per la durata massima possibile: gli appassionati la chiamano il giro della morte (dato che 400 metri corrispondono ad un giro di pista) e non è raro vedere atleti che avendo consumato troppe energie nella prima parte di gara si piantano (ovvero rallentano vistosamente) sul rettilineo finale. Nelle prove di durata superiore (dagli 800 metri in su) invece l’atleta rimane sotto la soglia anaerobica per la maggior parte della gara, superandola solo in alcune fasi (in particolare la volata finale).
La capacità anaerobica può essere allenata con esercizi specifici: i più adatti a questo scopo sono le cosiddette ripetute, ovvero serie di esercizi brevi svolti alla massima intensità, da eseguirsi più volte di seguito intervallati da brevi periodi di riposo o defatigamento. Questi esercizi incrementano sia la soglia anaerobica, sia la durata e l’intensità dello sforzo fuori soglia che l’atleta è in grado di sostenere.
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