Il Sostentamento e la Propulsione in Acqua. Un test di valutazione.

set 16, 2009 by

test nuotoProf. Maurizio Castagna – Da quando Counsilman filmò la mano dei suoi nuotatori sott’acqua, fu chiaro che l’idea formatasi nelle menti dei tecnici era errata. Piuttosto conveniva rifarsi all’esperienza dell’elica (di scafo o di aereo) per confermare in definitiva conoscenze di fisica teorica.

Counsilman si accorse che i suoi nuotatori non spingevano in linea retta, ma la loro mano seguiva una traiettoria elicoidale, affinchè potesse sempre venire in contatto con acqua ferma.

La cosa curiosa era che i nuotatori difficilmente avevano coscienza di questa procedura. Probabilmente la loro fantasia motoria, la loro area corticale emozionale e quella associativa, agendo di concerto, eseguiva movimenti per rendere più conveniente energeticamente e più funzionale possibile l’azione motoria richiesta.

L’allenatore deve essere capace nelle prime fasi dell’insegnamento di chiarire nel modo più semplice ed efficace l’a definizione dello schema motorio, ma deve lasciare all’interpretazione sensibile dell’atleta l’elaborazione del problema motorio. Dunque siamo partiti da un filmato subacqueo, un test di facile attuazione tale da poter essere, specialmente al giorno d’oggi ,facilmente eseguito da tutti.

Cosa diceva questo test? Che la mano procede con movimento elicoidale più che circolare, cercando acqua ferma, considerando che è l’appoggio della mano contro molecole coese a produrre la spinta in avanti del nuotatore.

E che risultava dunque più efficace per la propulsione  spostare una grande quantità d’acqua per un breve tratto che una piccola per un tratto più lungo. Quindi risulta maggiormente pagante ai fini dell’avanzamento spingere in maniera elicoidale piuttosto che in linea retta. Considerando che spinga in linea retta, viene mano mano a mancare la coesione molecolare  dell’acqua ; e che il nuotatore non troverà più  piani di appoggio  convenientemente sfruttabili.

Quindi il nuotatore di talento svilupperà una maggiore sensibilità all’acqua ferma e alla ricerca dell’acqua ferma muovendo la mano tra i vortici che il suo stesso avanzare nell’acqua provoca. I vortici si frantumano facilmente e “tirano” il nuotatore all’indietro, mentre cerca di superare le difficoltà allontanando l’arto dall’acqua in movimento verso l’acqua ferma. Quindi usando le mani come eliche e non come pagaie.

Ma quale è la differenza tra il fenomeno del sostentamento in base al principio di Bernoully e la capacità di progressione? Un test che può correlarsi al precedente può renderci edotti su una particolarità di schema acquatico che è facilmente riscontrabile  specialmente nello stile delfino.

Il principio in questione dichiara che se le ali di un aereo sono inclinate secondo un angolo specifico, avremo un addensamento delle molecole d’aria sotto le ali e una rarefazione di queste sopra.  l’aereo si solleva dopo la spinta iniziale dovuta alla potenza dei motori,proprio in base a questo principio!

Così un buon nuotatore in acqua posiziona la mano in modo da ottenere lo stesso effetto che può sicuramente essere di innalzamento del busto- dopo l’affondamento provocato dal ritorno della bracciata in acqua accompagnata dal primo colpo di gambe di propulsione; ma può anche produrre effetti similmente propulsivi.

Con una macchina capace di ottenere ventiquattro inquadrature al secondo  otterremo che ogni inquadratura riporta la posizione della mano rispetto all’acqua ferma. Un nuotatore di elite esegue l’intero arco di moviento da quando le mani ritornano in acqua fino alla loro fuoriuscita in un secondo. Quando il nuotatore entra con le mani nell’acqua in un primo momento l’unico effetto ottenuto è quello di sostentamento. Ma quando comincia ad allargare la bracciata verso l’esterno, alla ricerca di masse d’acqua coese, avverte la sensazione di spingere acqua indietro (teoricamente, poiché  l’’acqua offre solo  un punto d’appoggio),mentre le immagini dimostrano che sta ancora allungandosi in avanti . Quindi, se le mani continuano ad avanzare, benché cerchino acqua ferma lateralmente all’asse del corpo, anche grazie al contributo del colpo di gambe di propulsione, ciò vuol significare che siamo ancora nella fase di presa e stiamo ancora sfruttando l’effetto  Bernoulli,che in questo caso produce anche forza propulsiva.

Il test è di facile attuazione e predice la capacità di sfruttare il proprio talento motorio da parte del nuotatore.

Autore: Prof. Maurizio Castagna

valutazione funzionale

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