Il peso corporeo, alcuni chiarimenti

feb 20th, 2009 | Di napoleon | Categoria:Appunti scienze motorie

Stiamo preparando una nuova sezione su SportBrain.it, dedicata interamente all’alimentazione, con riferimento ovviamente all’attività motoria. Per questo riportiamo un interessante articolo tratto da Wikipedia, l’enciclopedia libera, che chiarisce alcuni aspetti fondamentali che è sempre bene tener presente quando si parla di nutrizione, dieta e piu in generale di alimentazione.

variazionepesomortalitaw.png Il peso corporeo umano è determinato dalla massa di tessuti, di organi e di liquidi nel sistema. Il peso corporeo, o meglio lo spostamento del peso corporeo oltre i limiti ideali (peso forma), è un parametro importante in medicina e dietologia.

Un primo indicativo è dato dalla statura: il peso si sviluppa approssimativamente in proporzione al cubo della statura.

Il secondo indicativo è dato dalla quantità di liquidi ritenuti. Questo dipende essenzialmente da ormoni (ADH, aldosterone) e dal funzionamento del sistema linfatico.

Il terzo indicativo è dato dalle scorte energetiche (grasso bianco) che un organismo ha accumulato. La quantità di grasso dipende dalla quantità di cellule lipidiche (adipociti) che possiede al momento e dal loro riempimento. A seconda del regime alimentare seguito possono riempirsi o svuotarsi, mentre è ormai assodato che in età adulta non vengono generate nuove cellule lipidiche (adipociti).

Determinanti del peso corporeo

Fattori determinanti che influenzano il peso corporeo umano:

  • genetica: peso dei genitori
  • anatomia e fisiologia individuale
  • metabolismo individuale
  • gestazione, peso alla nascita
  • infezioni (p.es. l’adenovirus 36 e altri 6 microrganismi sono noti per creare adiposità)
  • malattie e disfunzioni ormonali
  • età
  • ambiente psicosociale
  • stile di vita

A oggi non è affatto chiara l’importanza dei vari fattori sul peso; da alcuni si sostiene che il ruolo principale è dato da fattori ormonali, ma la maggioranza dei ricercatori è propensa a credere che una cattiva alimentazione e la mancanza di attività fisica siano i maggiori responsabili dell’incremento ponderale.

peso_corporeomortalita.png Normopeso, sovrappeso, obesità, sottopeso

Sul peso corporeo esistono innumerevoli pareri, ma di scientificamente provato esiste poco. Alcuni studiosi si impegnano a studiarlo secondo un indice di mortalità, ma tali studi sono spesso inficiati dal fatto che i portatori di malattie croniche nel periodo precedente la morte sono stati oggetto di un evidente calo ponderale; inoltre è a tutti evidente il fatto che la maggior parte dei soggetti che superano gli 80 anni di età sono “magri”, almeno secondo la definizione più convenzionale del termine. Altri studiosi utilizzano tabelle come quella dell’OMS che sotto riportiamo. In ogni caso, sembra prendere sempre più piede la strada di valutare il peso corporeo in relazione alla qualità della vita del soggetto, con particolare riferimento alla diminuzione del rischio di malattie croniche più o meno invalidanti.

  • Indicativamente, rispetto al Peso forma si può fare la seguente classificazione:
    • > – 50 %: Morte per fame
    • - 50 %: Inedia gravissima (si raggiunge dopo 60-80 giorni di digiuno totale)
    • - 25 %: Inedia (si raggiunge dopo 30-40 giorni di digiuno totale)
    • - 10 %: Sottopeso (nel Terzo mondo è dovuto a denutrizione o malnutrizione [1] )
    • 100 %: Peso forma
    • + 10 %: Sovrappeso
    • + 25 %: Obesità
    • + 50 %: Obesità grave
    • > + 50 %: Obesità gravissima

Sottopeso

A livello sanitario essere “sottopeso” (IMC < 16) è critico, perché c’è un forte sospetto di:

  • anoressia o ortoressia, malattie mentali (provenienti di iperproduzione endorfinica) che finiscono spesso in modo letale per cachessia. Oppure ci sono problemi di:
  • deperimento organico patologico o di
  • tossicodipendenza: cocaina, morfina, anfetamina, alcol, …che sfasano la percezione dell’appetito come regolatore del peso corporeo.

Dopo aver chiarito le cause, occorrono interventi medici / psichiatrici.

Obesità

L’obesità non è definita in modo uniforme. In psicologia è classificata come disturbo dell’alimentazione. Sono comunque più importanti il fattore circonferenziale (> 1.1) e gli sbalzi di peso (> +/- 10% all’anno) dell’IMC. Secondo le tabelle di mortalità per adulti, i seguenti valori IMC sono ritenuti come limite all’obesità:

  • in donne: IMC > 36
  • in uomini: IMC > 32

aumenta la mortalità. L’obesità è meno letale del sottopeso, ma va tenuta sotto controllo. Dopo aver chiarito le cause, si tenta di modificare le condizioni psicosociali e di mantenere il peso attuale, cosa che con gli anni abbassa il rischio cardiovascolare.

Peso corporeo e mortalità

Peso corporeo e mortalità

La mortalità è minima con un indice di massa corporea IMC (BMI) tra 25 e 35 kg/m2. Lancet 2006

Tabella di magrezza dell’OMS (1998)

Valutazione IMC, BMI (kg/m2)
Sottopeso < 18,5
Normale Da 18,5 a 24,9
Sovrappeso Da 25 a 29,9
Obeso Da 30 in su

Diete restrittive e cure dimagranti

Percorso di cure dimagranti

Se per alcuni studiosi il tentativo di cambiare a lungo termine l’indice di massa corporea non ha senso, perché, Peso corporeo durante cura dimagrante biologicamente, il numero di cellule lipidiche può solo aumentare nel tempo e mai diminuire e quindi il raggiunto è raggiunto, per altri è fondamentale che il riempimento delle cellule lipidiche (e quindi il grasso corporeo) resti limitato per evitare patologie vascolari, ortopediche e metaboliche.
La definizione di una dieta dimagrante è molto complessa; di fronte al riscontro che alcuni soggetti diminuiscono il loro peso e restano magri per il resto della loro vita, mentre altri continuano a dimagrire e a ingrassare nuovamente (effetto yo-yo) con grave danno per la salute.

In campo medico molto duro è il dibattito di chi sostiene l’utilità delle diete e chi invece la nega; entrambi i partiti adducono ricerche contraddittorie e non ancora definitive.

Fonti

Variazioni di peso e mortalità
  • Andres R.: Effect of obesity on total mortality. International Journal of Obesity 1980/4 p. 381 ff.
  • Sorlie et al.: Body build and mortality: the Framingham Study. Journal of the American Medical Association 1980/243 p. 1828 ff.
  • Troiano R.P.; Frongillo E.A.Jr.; Sobal J. et al.: The relationship between body weight and mortality. A quantitative analyzis of combined information from existing studies. Int.J.Obesity 1996/ pp. 63 – 75
  • Seidel J.S.; Verschuren M.M.; van Leer E.M et al.: Overweight, underweight and mortality. Arch.Intern.Med 1997/ pp. 958 – 963
  • Dorn J.; Schistemarin E.E.; Winkelstein W. et al.: Body mass index and mortality in a general population sample of men and women. Am.J.Epidemiol. 1997/146 pp. 919 – 931
  • Brenner H.; Arndt V.; Rothenbacher D.; Schuberth S.; Fraisse E.; Hindner T.M.: Body weight, pro-existing disease and allcause mortality in a cohort of male employees in the German construction industry. J.Clin.Epidemiol.1997/50 pp. 1099 – 1106
  • Bender R.; Trautner C.; Spraul M.; Berger M.: Assessment of excess mortality in obesity. Am.J.Epidemiol. 1998 pp. 42 – 48
  • Flegal KM et al: Excess deaths associated with underweight, overweight, and obesity. JAMA 2005/293/S.1861-1867
  • Dimagrire come fattore rischio (Finlandia):
    • Sørensen TIA, et al.: PLOS Medicine 2005 2(6): e171.
    • Stampfer M.: PLOS Medicine 2005;2(6): e181.

Note

  1. Una popolazione mediamente in sottopeso si definisce sottoalimentata (si tratta di sottoalimentazione cronica).
  2. Romero-Corral Abel et al.: Association of bodyweight an mortality … ; Lancet 2006; 368:666-78

Bibliografia

  • Pschyrembel: Klinisches Wörterbuch, Gruyter, Walter de GmbH, September 2004
  • M. Wabitsch, J. Hebebrand, W. Kiess, K. Zwiauer (Hsgb.): Child and Adolescent Obesity: Causes and Consequences, Prevention and Management. Springer 2004
  • Worm, Nicolai: Diätlos glücklich; Hallwag 1998; ISBN 3-444-10513-4

Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License. Esso utilizza materiale tratto dalla voce di Wikipedia: “Peso Corporeo Umano”.

 

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