Il corso di laurea in scienze motorie
Scienze motorie è la denominazione di un corso di Laurea o di facoltà universitaria. Tale denominazione, il cui parto è stato particolarmente travagliato, è nata in sostituzione della vecchia I.S.E.F. (Istituto Statale Educazione Fisica, di tipo parauniversitario), a seguito del decreto legislativo 8 maggio 1998 che rese obbligatoria la laurea per insegnare nelle scuole.
In base al n° 178, istitutivo della laurea in Scienze Motorie, settimo comma dell’articolo 2:” il diploma di laurea in scienze motorie non abilita all’esercizio di attività professionali sanitarie di competenza dei laureati in medicina e chirurgia, e di quelle di cui ai profili professionali disciplinati ai sensi dell’articolo 6 comma tre del D.L. 30 dicembre 1992 n. 502 e successive modifiche ed integrazioni”.
Durata del corso
Il corso di laurea aveva inizialmente, negli anni di transizione da I.S.E.F. a corso di Laurea, una durata di 4 anni per i nuovi iscritti, mentre per i diplomati ISEF che volevano conseguire il pieno titolo di laureati furono attivati, in quel periodo, dei corsi integrativi con esami e una tesi finale. Circa il rigore di quelle procedure, messe in piedi spesso senza un controllo procedurale sufficiente, vi furono numerose contestazioni. A seguito della riforma dell’università anche questo corso di laurea è stata omologato alla modalità 3+2, ossia 3 anni di laurea di base e 2 di laurea specialistica/magistrale, prevedendo per quest’ultima 3 distinti percorsi: Bio-Medico (Attività Motorie Preventive ed Adattate) e Economico-Manageriale (Management delle attività Motorie e Sportive) e Scientifico-Tecnico (Scienze e Tecniche dello Sport). Esiste poi la SSIS, la quale a seconda delle leggi che si sono succedute nel tempo, era prevista per gli aspiranti docenti nelle scuole dapprima dopo la sola laurea triennale, in seguito necessariamente dopo la laurea specialistica/magistrale)
Materie di studio
Il corso di Laurea prevede un numero estremamente ampio di discipline, peraltro variabile in qualità e quantità da università ad università, pratiche (inerenti al settore motorio e sportivo) e teoriche (inerenti al settore biomedico, giuridico, economico, della metodologia didattica e dell’allenamento, psico-pedagogico e musicale). Tra le discipline pratiche svolte in molti dei corsi di laurea disseminati tra gli atenei italiani, citiamo a titolo non esaustivo i principali sport di squadra italiani (calcio, pallavolo, basket, pallanuoto), mentre nel secondo anno lo studio viene spostato agli sport individuali come l’atletica, il nuoto, la scherma, la ginnastica artistica e quella ritmica. Tutti questi corsi sono conclusi con esami teorico (orali e/o scritti)-pratici.
Dibattiti circa lo sviluppo e l’identità della disciplina
Acceso, ma forse in Italia non abbastanza, il dibattito circa l’identità scientifica del settore delle Scienze Motorie. Per motivi storici infatti, il settore è stato soggetto ad un ritardo di sviluppo che, se in altri paesi europei sembra da anni quasi del tutto scomparso a seguito dell’elevazione della disciplina a dignità universitaria, in Italia permane anche a causa degli svariati interessi corporativistici che gravitano attorno a questo settore così particolare e multidisciplinare del sapere e del vivere umano. Proprio per la multidisciplinarietà e la particolarità insite nelle Scienze Motorie, di così difficile definizione (sapere? arte? salute?) si è più volte visto il prevalere di saperi storicamente più forti che attorno ad esse gravitano: Medicina su tutti, ma anche ad esempio Psicologia, Pedagogia, Fisiologia, Diritto.
In Italia son poche le Facoltà di Scienze Motorie, mentre prevalgono i corsi di Laurea, in gran parte accorpati alle Facoltà di Medicina, delle quali essi sono quindi subalterni.
Quasi inesistenti le possibilità date agli studenti in Scienze Motorie di accedere al sistema di Carriera Universitario al fine di diventare docenti essi stessi di materie-chiave con un certo peso in termini di crediti e di accesso ai sistemi decisionali dei corsi/facoltà.
Eppure avere docenti con una formazione nativa in Scienze Motorie è presupposto fondamentale per l’affrancamento della disciplina da altri nuclei di interesse quali sono quelli portati avanti da Medici, Psicologi, Giuristi, Pedagogisti, Ortopedici, Biochimici, Fisiologi, i quali hanno interesse, comprensibilmente, a far prevalere il peso delle loro discipline nel novero di quelle insegnate in Scienze Motorie, anziché promuovere uno sviluppo indipendente delle Scienze Motorie stesse. Quest’ultimo è un nodo da sciogliere che sta alla base del problema.
In alcuni corsi di Laurea in Scienze Motorie, istituiti presso talune Facoltà di Medicina, le materie pratiche motorie e sportive sono ridotte per quantità e qualità se non addirittura eliminate, mentre gran peso è dato a materie mediche.
Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License. Esso utilizza materiale tratto dalla voce di Wikipedia: “Scienze motorie”.






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giulia vorrei una scuola che si studia solo scenze motorie
Ciao Annalisa, gli sbocchi professionali sono moltissimi, in diversi ambiti quali sportivo, fitness, preventivo, adattativo ecc… Come puoi capire però leggendo i vari post sul forum e diversi articoli sul blog, la situazione professionale del laureato in s.c. è del tutto precaria. Questo è dovuto in larga parte al contesto (Italia) generale del mondo del lavoro. Il problema è comune a tantissimi giovani laureati, chein si ritrovano a scegliere tra contratti frustranti per non dire pessimi e la disoccupazione.
Il fisioterapista è una professione diversa, quindi la scelta è a monte. Se vuoi scegliere l’università in base al futuro professionale che ti garantisce, ti consiglio di valutare che purtroppo ormai è diventato molto difficile ottenere contratti dignitosi anche per una professione sanitaria come quella del fisioterapista. Guarda sul forum o apri un nuovo post, chiedi, leggi e fatti un idea di quello che vuoi fare. Fai bene a considerare anche la situazione professionale/legislativa della professione che vorresti intraprendere, ma ti consiglio di non lasciarti abbagliare da false sirene come scorciatoie per diventare un quasi fisioterapista non laureato… te lo dico per esperienza personale, punta sulla cultura!
Gradirei sapere se con la laurea,compresa di specializzazione, ci sono realmente sbocchi professionali che non siano solo l’insegnamento in palestre…mi sarebbe piaciuto entrare in fisioterapia,ma è impossibile,ho visto che con alcune specilizzazioni o master è possibile svolgere attività simili al fisioterapista,è vero?vorrei informazioni al riguardo..grazie
Ciao, non ho sicuramente le competenze per rispondere con precisione a questa domanda. In via del tutto informale posso dirti che per quanto ne so io, è necessario frequentare le cosiddette S.S.I.S. ovvero Scuola di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario. Ti consiglio di postare la domanda sul forum, ci sarà sicuramente qualcuno piu esperto di me per risponderti con precisione…
Gradirei sapere se con laurea in scienze motorie 3+2 sia possibile ancora oggi insegnare educazione fisica nelle scuole superiori (nel senso della possibilita inerentre numero di posti disponibili) e se sia possibile insegnare la materie di psicologia (visto che nel piano studi ne sono previste anche quali complementari a scelta). Nel DM inerente le classi concorso non c’è alcuna previsione in merito la relativa classe 29/A e 30/A. Distinti saluti.