Il concetto di Catena Cinetica
La prima definizione di catena cinetica e la sua suddivisione in aperta e chiusa risale al 1955 quando Steindler notò le differenze nel reclutamento muscolare e nel movimento articolare a seconda che il segmento distale dell’arto incontrasse o meno una considerevole resistenza. Definì catena cinetica chiusa (CCC) la condizione in cui la mano o il piede incontrano una resistenza tale da impedire o limitare il movimento. In questo caso il reclutamento muscolare avviene prima a livello distale e poi prossimale, al contrario della catena cinetica aperta (CCA) in cui il segmento distale si muove liberamente e l’attivazione muscolare si sussegue dalla parte prossimale a quella distale.
Negli anni ’70 il concetto di catena cinetica è stato definito come un sistema di collegamenti in cui le articolazioni connettono una serie di segmenti rigidi sovrapposti (ossa). In un sistema a CCC ogni segmento corporeo riceve una o più forze, le trasferisce a quello adiacente in modo tale da poter influenzarne il movimento oppure, a sua volta, da poter esserne influenzato.
Per esempio un piegamento sulle ginocchia è un movimento compiuto in CCC mentre se colpisco con un piede un pallone e, quindi, lo calcio eseguirò un movimento in CCA.
Possiamo dire che tutti i movimenti degli arti avvengono mediante l’utilizzo della catena cinetica.






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