Remo Chirone ha scritto:Adesso passiamo al concetto di "valutazione isoinerziale". Anche qui ho visto che questo termine è contrapposto a quello di "valutazione isocinetica" e viene usato quando la valutazione è effettuata ad una macchina isotonica, o quando il muscolo lavora in regime isotonico. Quindi "isoinerziale" va a braccetto con "isotonico".
In effetti sembra che nessuno dica mai per bene la definizione (boh, forse non esiste!)
Io credo che l’isoinerziale rappresenti l’evoluzione dell’isocinetica sfruttando i principi dell’isotonica: permette una valutazione ai vari gradi articolari offrendo una resistenza proporzionale alla forza espressa. Rispetto alle comuni macchine isotoniche permette di effettuare ad ogni ripetizione un’espressione massimale e rispetto all’isocinetica permette di sfruttare un movimento più simile a quello fisiologico; viene anche "adorata” per le proprietà ottimali sull’eccentrico.
Secondo me il grande problema in questi temi è che anche diversi professionisti del settore “giocherellano” un po’ con dati e valutazioni per favorire questo o quel macchinario, o che semplicemente alcuni ricercatori si fanno risucchiare dalle mode e cavalcano l’onda, anche se magari in buona fede.
(mi sa che so andato un po’ troppo a spasso fuori tema, vabbè...)