Tesi sulla rieducazione in acqua: mi date un consiglio?

Richieste tecniche e di aiuto e tutto ciò che ancora non rientra nelle catogire presenti

Tesi sulla rieducazione in acqua: mi date un consiglio?

Messaggioda Marco » 2 giu 2010, 16:21

Ciao ragazzi, in questo periodo sono in crisi perchè, pur avendo cominciato a scrivere una tesi compilativa sulla rieducazione in acqua, mi sono accorto che adesso non so dove andare a parare, tale è la scarsità di materiale che riesco a trovare, sia cartaceo che online.
La tesi è per la specialistica di preventive e adattate.
Ho fatto per adesso un primo capitolo sulle proprietà fisiche dell'acqua, un secondo sugli aspetti generali della rieducazione funzionale in acqua, cose come le posture che si possono assumere, gli effetti fisiologici, le controindicazioni, il trattamento del paziente.

Capite voi che finora sono troppo vago e generico: adesso sarebbe il momento di dare un taglio verso un argomento specifico, e qui vengono i problemi: volevo uscire da cose dette e ridette come il ginocchio (LCA...), la spalla, la caviglia etc., il prof mi aveva consigliato di andare più su patologie cardiovascolari (che a quanto so io non ricevono un trattamento preferenziale in piscina) e allora ho dato un'occhiata all'ictus, che ha conseguenze neurologiche (tipo possibile emiplegia) trattabili in acqua, ma non è un quadro definito perchè gli esiti possono essere diversi.

Personalmente ho esperienza di piscina, a parte nuoto ho avuto anche disabili per brevi periodi, però non facevamo valutazione funzionale nè seguivamo protocolli; gli operatori ce li portavano e noi facevamo attività di vario tipo in acqua a seconda della disabilità, non c'era neanche il tempo di fare una minima valutazione del soggetto.
E poi capite che avrei bisogno di materiale fidato, protocolli accettati, esercizi specifici.

Sapreste darmi una mano per sbloccare questa situazione?
Grazie.
Avatar utente
Marco
 
Messaggi: 14
Iscritto il: 14 lug 2009, 15:30

Re: Tesi sulla rieducazione in acqua: mi date un consiglio?

Messaggioda Marco » 8 giu 2010, 14:44

Quanta gente!

Comunque, aggiorno il topic dicendo che sono andato a parlare della deambulazione, come rieducare persone con problematiche attraverso un'attività mirata e soprattutto adattata in acqua.
Il camminare è lo schema motorio di base per eccellenza e rappresenta, soprattutto per l'anziano, un importante elemento di autonomia nella vita quotidiana.

Di qui però un dubbio: secondo voi una tesi sulla rieducazione del cammino in acqua è ancora troppo generica? Sarebbe meglio parlare di un post-trauma o patologia?
Avatar utente
Marco
 
Messaggi: 14
Iscritto il: 14 lug 2009, 15:30

Re: Tesi sulla rieducazione in acqua: mi date un consiglio?

Messaggioda LiberoStile » 8 giu 2010, 16:06

Marco ha scritto:Quanta gente!

Comunque, aggiorno il topic dicendo che sono andato a parlare della deambulazione, come rieducare persone con problematiche attraverso un'attività mirata e soprattutto adattata in acqua.
Il camminare è lo schema motorio di base per eccellenza e rappresenta, soprattutto per l'anziano, un importante elemento di autonomia nella vita quotidiana.

Di qui però un dubbio: secondo voi una tesi sulla rieducazione del cammino in acqua è ancora troppo generica? Sarebbe meglio parlare di un post-trauma o patologia?


Stai facendo una tesi compilativa, che è generica per definizione. Si prende un argomento (in genere scelto con il relatore), si cerca tutta la bibliografia disponibile (in genere, anche questa concordata con il relatore) e con abile maestria "copia - incolla" (passami il termine) si scrive la tesi.
Più interessante, nel tuo caso, sarebbe stato lo studio di un "caso clinico", e quindi la tesi sperimentale, che è molto più complessa, se non altro per il tempo che devi perderci dietro.
NESSUNO FARA' PER TE CIO' CHE NEMMENTO TU VUOI FARE
www.runemotion.blogspot.com
Avatar utente
LiberoStile
Moderatore
 
Messaggi: 711
Iscritto il: 21 apr 2009, 13:35

Re: Tesi sulla rieducazione in acqua: mi date un consiglio?

Messaggioda Samuele Passigli » 8 giu 2010, 21:13

Marco ha scritto:Ciao ragazzi, in questo periodo sono in crisi perchè, pur avendo cominciato a scrivere una tesi compilativa sulla rieducazione in acqua, mi sono accorto che adesso non so dove andare a parare, tale è la scarsità di materiale che riesco a trovare, sia cartaceo che online.

L'idrokinesiterapia rappresenta, indubbiamente, uno degli argomenti più discussi e presenti in letteratura biomedica.
Ad esempio, se effettui una ricerca in PubMed utilizzando come parole chiave "aquatic therapy" ottieni 1138 articoli, di cui ben 261 revisioni...
Puoi provare anche su Medline e PEDro.
Saluti ;)
Avatar utente
Samuele Passigli
 
Messaggi: 60
Iscritto il: 4 mar 2009, 12:09
Località: Etere

Re: Tesi sulla rieducazione in acqua: mi date un consiglio?

Messaggioda Marco » 8 giu 2010, 21:32

LiberoStile ha scritto:
Marco ha scritto:Quanta gente!

Comunque, aggiorno il topic dicendo che sono andato a parlare della deambulazione, come rieducare persone con problematiche attraverso un'attività mirata e soprattutto adattata in acqua.
Il camminare è lo schema motorio di base per eccellenza e rappresenta, soprattutto per l'anziano, un importante elemento di autonomia nella vita quotidiana.

Di qui però un dubbio: secondo voi una tesi sulla rieducazione del cammino in acqua è ancora troppo generica? Sarebbe meglio parlare di un post-trauma o patologia?


Più interessante, nel tuo caso, sarebbe stato lo studio di un "caso clinico", e quindi la tesi sperimentale, che è molto più complessa, se non altro per il tempo che devi perderci dietro.

Hai ragione ma proprio per motivi di tempo devo abbozzare una compilativa, che sicuramente sarà più banale e meno utile di quanto avrei potuto fare con una sperimentale.
buddy ha scritto:
Marco ha scritto:Ciao ragazzi, in questo periodo sono in crisi perchè, pur avendo cominciato a scrivere una tesi compilativa sulla rieducazione in acqua, mi sono accorto che adesso non so dove andare a parare, tale è la scarsità di materiale che riesco a trovare, sia cartaceo che online.

L'idrokinesiterapia rappresenta, indubbiamente, uno degli argomenti più discussi e presenti in letteratura biomedica.
Ad esempio, se effettui una ricerca in PubMed utilizzando come parole chiave "aquatic therapy" ottieni 1138 articoli, di cui ben 261 revisioni...
Puoi provare anche su Medline e PEDro.
Saluti ;)

Grazie ci darò un'occhiata, anche se preferirei risorse nella nostra lingua.
Poi già la parola "terapia" esula un po' dal nostro campo e da quello che volevo trattare.
Avatar utente
Marco
 
Messaggi: 14
Iscritto il: 14 lug 2009, 15:30

Re: Tesi sulla rieducazione in acqua: mi date un consiglio?

Messaggioda Samuele Passigli » 9 giu 2010, 13:36

Puoi utilizzare altri termini per la ricerca, in relazione a ciò che cerchi.
Ho utilizzato i termini in oggetto poichè avevi parlato di patologia e post-trauma.
Cmq la letteratura scientifica in italiano è pressochè inesistente.
Buono studio ;)
Avatar utente
Samuele Passigli
 
Messaggi: 60
Iscritto il: 4 mar 2009, 12:09
Località: Etere

Re: Tesi sulla rieducazione in acqua: mi date un consiglio?

Messaggioda Giulia » 14 giu 2010, 22:38

Ciao, sono Giulia, eh eh, hai scelto un argomento non faceile, in quanto non c'è molto ed è stato fatto poco sperimentalmente parlando. Cmq. vedi gli articole che ti ha suggerito Buddy, possono essere utili.Io sono 10 ani che lavoro nel campo dell'acqua, acquafitness ecc ecc. e mi sto approcciando alla rieducazione in acqua, ma i corsi che si occupano di queysto sono pochi..Lo so che affrontare la riabilitazione dei traumi (legamenti ginocchio, spalla, anca ecc) sono scontati, ma sono quelli che poi capitano di piu durante una lezione. Secondo me affrontare un argomento come l'ictus, non è facile..potresti trovare molto poco in merito all'argomento, e poi non ci sono tesi simile che hano afrontato la cosa sperimentalmente. Per contro, affrontare solo il della deambulazione, forse sarebbe troppo generico. Cmq , se ti posso dare un'aiuto, io ho del materiale sulla rieducazione in acqua che ha fatto in un corso, ma riguardano i traumi generici, (spalla, anca , ginocchio), la varie posizioni in acqua. Per quanto riguarda la rieducazione alla deambulazione, ricordati che in acqua gli schemi motori che il soggetto conosce a terra, vengono praticamente annulati(, sono totalmente diversi(sia perchè non hai un punto fisso, un appoggio che può essere la terra,sia perchè si lavora con le forse contrarie alla gravità), per cui il soggetto normale che entra in acqua, è come se dovesse imparare a muoversi in un ambiente nuovo, senza riferimenti, e per di più non c'è solo la posizione in verticale, ma seduta,allungati sul fianco, proni, supini... ela difficoltà nel muoversi in acqua è accentuata nei pazienti che hanno subito danni neurologici o cose simili, è come se dovessero imparare a muoveri di nuovo. Cmq. sulla attività benefica che può dare l'attività in acqua, dovresti trovare qualche articolo, e io per esempio, ho un paziente con 3 by-pass e senza un rene che esegue un'attività molto aerobica senza strafare. Se posso esserti d'aiuto fammi sapere!!!
Avatar utente
Giulia
 
Messaggi: 9
Iscritto il: 27 set 2009, 17:36

Re: Tesi sulla rieducazione in acqua: mi date un consiglio?

Messaggioda fisio2010 » 15 giu 2010, 10:01

Marco vorrebbe scrivere una tesi di propria competenza "scienze motorie" senza sconfinare nell'idrochinesiterapia/riabilitazione.

Poi già la parola "terapia" esula un po' dal nostro campo e da quello che volevo trattare.


C'è differenza tra acquafitness e riabilitazione in acqua di pazienti con patologie; Marco lo ha capito, quanto a Giulia..

Il post di Giulia mi sembra quantomeno inappropriato, dal momento che parla di pazienti! patologie, riabilitazione etc..

Ciao, sono Giulia, eh eh, hai scelto un argomento non faceile, in quanto non c'è molto ed è stato fatto poco sperimentalmente parlando. Cmq. vedi gli articole che ti ha suggerito Buddy, possono essere utili.Io sono 10 ani che lavoro nel campo dell'acqua, acquafitness ecc ecc. e mi sto approcciando alla rieducazione in acqua, ma i corsi che si occupano di queysto sono pochi..Lo so che affrontare la riabilitazione dei traumi (legamenti ginocchio, spalla, anca ecc) sono scontati, ma sono quelli che poi capitano di piu durante una lezione. Secondo me affrontare un argomento come l'ictus, non è facile..potresti trovare molto poco in merito all'argomento, e poi non ci sono tesi simile che hano afrontato la cosa sperimentalmente. Per contro, affrontare solo il della deambulazione, forse sarebbe troppo generico. Cmq , se ti posso dare un'aiuto, io ho del materiale sulla rieducazione in acqua che ha fatto in un corso, ma riguardano i traumi generici, (spalla, anca , ginocchio), la varie posizioni in acqua. Per quanto riguarda la rieducazione alla deambulazione, ricordati che in acqua gli schemi motori che il soggetto conosce a terra, vengono praticamente annulati(, sono totalmente diversi(sia perchè non hai un punto fisso, un appoggio che può essere la terra,sia perchè si lavora con le forse contrarie alla gravità), per cui il soggetto normale che entra in acqua, è come se dovesse imparare a muoversi in un ambiente nuovo, senza riferimenti, e per di più non c'è solo la posizione in verticale, ma seduta,allungati sul fianco, proni, supini... ela difficoltà nel muoversi in acqua è accentuata nei pazienti che hanno subito danni neurologici o cose simili, è come se dovessero imparare a muoveri di nuovo. Cmq. sulla attività benefica che può dare l'attività in acqua, dovresti trovare qualche articolo, e io per esempio, ho un paziente con 3 by-pass e senza un rene che esegue un'attività molto aerobica senza strafare. Se posso esserti d'aiuto fammi sapere!!!


E non voglio aggiungere altro.
Avatar utente
fisio2010
 
Messaggi: 99
Iscritto il: 20 feb 2010, 14:23

Re: Tesi sulla rieducazione in acqua: mi date un consiglio?

Messaggioda LiberoStile » 15 giu 2010, 11:03

fisio2010 ha scritto:Marco vorrebbe scrivere una tesi di propria competenza "scienze motorie" senza sconfinare nell'idrochinesiterapia/riabilitazione.

Poi già la parola "terapia" esula un po' dal nostro campo e da quello che volevo trattare.


C'è differenza tra acquafitness e riabilitazione in acqua di pazienti con patologie; Marco lo ha capito, quanto a Giulia..

Il post di Giulia mi sembra quantomeno inappropriato, dal momento che parla di pazienti! patologie, riabilitazione etc..

Ciao, sono Giulia, eh eh, hai scelto un argomento non faceile, in quanto non c'è molto ed è stato fatto poco sperimentalmente parlando. Cmq. vedi gli articole che ti ha suggerito Buddy, possono essere utili.Io sono 10 ani che lavoro nel campo dell'acqua, acquafitness ecc ecc. e mi sto approcciando alla rieducazione in acqua, ma i corsi che si occupano di queysto sono pochi..Lo so che affrontare la riabilitazione dei traumi (legamenti ginocchio, spalla, anca ecc) sono scontati, ma sono quelli che poi capitano di piu durante una lezione. Secondo me affrontare un argomento come l'ictus, non è facile..potresti trovare molto poco in merito all'argomento, e poi non ci sono tesi simile che hano afrontato la cosa sperimentalmente. Per contro, affrontare solo il della deambulazione, forse sarebbe troppo generico. Cmq , se ti posso dare un'aiuto, io ho del materiale sulla rieducazione in acqua che ha fatto in un corso, ma riguardano i traumi generici, (spalla, anca , ginocchio), la varie posizioni in acqua. Per quanto riguarda la rieducazione alla deambulazione, ricordati che in acqua gli schemi motori che il soggetto conosce a terra, vengono praticamente annulati(, sono totalmente diversi(sia perchè non hai un punto fisso, un appoggio che può essere la terra,sia perchè si lavora con le forse contrarie alla gravità), per cui il soggetto normale che entra in acqua, è come se dovesse imparare a muoversi in un ambiente nuovo, senza riferimenti, e per di più non c'è solo la posizione in verticale, ma seduta,allungati sul fianco, proni, supini... ela difficoltà nel muoversi in acqua è accentuata nei pazienti che hanno subito danni neurologici o cose simili, è come se dovessero imparare a muoveri di nuovo. Cmq. sulla attività benefica che può dare l'attività in acqua, dovresti trovare qualche articolo, e io per esempio, ho un paziente con 3 by-pass e senza un rene che esegue un'attività molto aerobica senza strafare. Se posso esserti d'aiuto fammi sapere!!!


E non voglio aggiungere altro.


Ciao fisio. Bentornato... ;)

Condivido il senso del tuo post, ma non vorrei tornare sempre al solito discorso fisioterapia vs sc. motorie. Facciamo che la nostra Giulia, nell'enfasi e fretta di scrivere (visto che ha scritto tardi), non ha dato troppa importanza ai termini, ma ha voluto solo dare una mano a Marco, e per questo le facciamo un plauso.
Non apriamo altre polemiche e cerchiamo di dare il meglio di noi... ;)
Ciao a tutti... :mrgreen:
NESSUNO FARA' PER TE CIO' CHE NEMMENTO TU VUOI FARE
www.runemotion.blogspot.com
Avatar utente
LiberoStile
Moderatore
 
Messaggi: 711
Iscritto il: 21 apr 2009, 13:35

Re: Tesi sulla rieducazione in acqua: mi date un consiglio?

Messaggioda Marco » 17 giu 2010, 23:43

Ciao ragazzacci, scusate l'assenza di qualche giorno dal forum.
E grazie per le dritte, in particolare a Giulia, che è stata molto gentile e sono sicuro conosce benissimo la differenza fra una riabilitazione del malato e un'attività motoria in acqua utile al recupero/miglioramento di uno schema motorio fondamentale come il camminare.

Purtroppo sono "costretto" a stare generico per adesso per quanto riguarda la tesi, difatti non faccio riferimento ad una specifica disabilità o esito di patologia ma mi sono posto l'intento di definire nella tesi un percorso "ideale" che una persona che viene da noi in piscina e che presenta problematiche nella deambulazione può affrontare, del tipo:

- "anamnesi", valutazione funzionale
- inquadramento in una scala di valutazione della deambulazione, tipo la walking handicap scale
- discesa in acqua, aspetti psicologici, ambientamento in acqua
- esercizi di deambulazione
- esercizi integrativi di mobilizzazione articolare arti inferiori, propriocettiva, rinforzo muscolare

Talvolta ho usato il termine "paziente", ma per due semplici motivi:

- può capitare che la persona che viene in piscina sia reduce da un più ampio processo riabilitativo post-patologia o trauma (causa-intervento medico farmacologico o chirurgico-intervento fisioterapico a secco...) e le sia consigliata dal medico stesso o semplicemente di sua spontanea volontà un'attività leggera in acqua (e ovviamente ad un anziano che non ha mai messo piede in vasca non puoi iniziare con le nuotate!),dalla quale può trarre giovamento lavorando in scarico, mobilizzando etc.; da qui il termine paziente perchè viene da trattamenti di tipo sanitario
- perchè vi giuro ripetere in continuazione, paragrafo dopo paragrafo, i termini "soggetto" e "persona" diventa leggermente ripetitivo!! (non scherzo!)

In ogni caso si sta parlando di persone in fase stabilizzata.

Sono aperto comunque a opinioni dfferenti e sono curioso di sapere cosa ne pensate!
Avatar utente
Marco
 
Messaggi: 14
Iscritto il: 14 lug 2009, 15:30

Prossimo

Torna a Varie e Off Topic

 


  • Discussioni simili
    Risposte
    Visite
    Ultimo messaggio

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 0 ospiti