La pratica a scienze motorie

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La pratica a scienze motorie

Messaggioda Fabio Marino » 9 nov 2010, 16:44

Mi è sorta questa perplessità oggi dopo aver parlato con un istruttore in palestra che si lamentava del fatto che nella mia facoltà si facesse poca pratica. Io ho risposto che la pratica si dovrebbe fare maggiormente in sede di specializzazione ma effettivamente devo dire che se dal punto di vista teorico mi sento molto preparato, sono al 3°anno, di pratica ne ho fatta poco e nulla. Secondo voi è normale che sia così o è una pecca della mia facoltà?
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Re: La pratica a scienze motorie

Messaggioda LiberoStile » 9 nov 2010, 19:47

Fabio Marino ha scritto:Mi è sorta questa perplessità oggi dopo aver parlato con un istruttore in palestra che si lamentava del fatto che nella mia facoltà si facesse poca pratica. Io ho risposto che la pratica si dovrebbe fare maggiormente in sede di specializzazione ma effettivamente devo dire che se dal punto di vista teorico mi sento molto preparato, sono al 3°anno, di pratica ne ho fatta poco e nulla. Secondo voi è normale che sia così o è una pecca della mia facoltà?


Dovrebbero esserci corsi "a scelta dello studente" dove ogni persona può scegliere di seguire l'approfondimento che più gli aggrada. Lavorare intensamente sulla pratica di ogni disciplina sportivae parallelamente sulla teoria in maniera approfondita la vedo un po' dura, se non altro per motivi di tempo. Sono comunque convinto che, con ottime basi teoriche, sia facile poi costruirsi la pratica semplicemente lavorando.
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Re: La pratica a scienze motorie

Messaggioda Roberto Scandroglio » 10 nov 2010, 21:40

.....con ottime basi teoriche, sia facile costruirsi la pratica semplicemente lavorando... (sono d'accordo che lavorando si acquisisce esperienza.)

Ma i maestri che trasmettono l'esperienza "pratica" ci sono in ogni ambito delle scienze motorie o bisogna fare anche da soli?
Io penso che la trasmissione e la condivisione di esperienze pratiche sia fondamentale, solo in questo modo è possibile avere delle basi precise,condividerle, migliorarle, andare avanti ed innovare.
Ogni teoria deve poter essere praticata nel modo migliore.
Non è un ambito che mi compete molto, e mi scuso, spero possa servire per far continuare il dibattito.
saluti
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Re: La pratica a scienze motorie

Messaggioda LiberoStile » 11 nov 2010, 11:33

Roberto Scandroglio ha scritto:.....con ottime basi teoriche, sia facile costruirsi la pratica semplicemente lavorando... (sono d'accordo che lavorando si acquisisce esperienza.)

Ma i maestri che trasmettono l'esperienza "pratica" ci sono in ogni ambito delle scienze motorie o bisogna fare anche da soli?
Io penso che la trasmissione e la condivisione di esperienze pratiche sia fondamentale, solo in questo modo è possibile avere delle basi precise,condividerle, migliorarle, andare avanti ed innovare.
Ogni teoria deve poter essere praticata nel modo migliore.
Non è un ambito che mi compete molto, e mi scuso, spero possa servire per far continuare il dibattito.
saluti


Vero, però non possiamo delegare tutto alla formazione universitaria che, dalla mia esperienza, peraltro, unisce ottime conoscenze teoriche ad una base, ad una infarinatura pratica sufficiente, a mio avviso, ad un inserimento nel mondo lavorativo per acquisire esperienza e rinforzare le competenze necessarie. Ovviamente tutto può essere (deve essere) migliorato, non credo che sia questa la mancanza più grave della facoltà di Scienze Motorie, e dell'università italiana in genere.
Ciao
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Re: La pratica a scienze motorie

Messaggioda stefano pasotti » 12 nov 2010, 14:40

Ciao Fabio, ciao Libero...
Credo che l'argomento sia meno semplice dell'apparenza...
Sono assolutamente dell'idea di Libero, ma sono necessarie analisi specifiche, se per pratica intendiamo pratica di sport o gesti specifici, necesseriamente ci deve essere un minimo di proposta universitaria.
Un Banale Crunch credo meriti almeno l'esperienza dell'averlo provato... concetto importante quando ci si pone come trainer, visto che spesso l'efficacia della comprensione di un esercizio passa attraverso l'esempio,( pratico) per l'appunto....

Da Cambiare a mio avviso invece dovrebbe essere la pretesa di avere sempre la pratica a disposizione di un po' tutto, mi spiego meglio: se voglio lavorare come preparatore atletico ad esempio non posso aspettarmi che l' università dedichi tempo a sviscerare ogni tecnica di allenamento nella pratica...
Voglio dire che la teoria di base va conosciuta, l'imput specifico va dato ma la pratica deve necessariamente diventare esperienza provando e riprovando da soli, in sede di tirocinio, o con modalità simili.
Forse a volte dal percorso universitario si pretende un po troppo la pappa pronta? che ne pensate???
Mentre secondo me, si dovrebbe pretendere con più tenacia docenti entusiasti e capaci e forse anche più selettivi.
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Ideatore del primo Centro di Individual Training di Pavia.
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Re: La pratica a scienze motorie

Messaggioda LiberoStile » 12 nov 2010, 16:33

stefano pasotti ha scritto:Ciao Fabio, ciao Libero...
Credo che l'argomento sia meno semplice dell'apparenza...
Sono assolutamente dell'idea di Libero, ma sono necessarie analisi specifiche, se per pratica intendiamo pratica di sport o gesti specifici, necesseriamente ci deve essere un minimo di proposta universitaria.
Un Banale Crunch credo meriti almeno l'esperienza dell'averlo provato... concetto importante quando ci si pone come trainer, visto che spesso l'efficacia della comprensione di un esercizio passa attraverso l'esempio,( pratico) per l'appunto....

Da Cambiare a mio avviso invece dovrebbe essere la pretesa di avere sempre la pratica a disposizione di un po' tutto, mi spiego meglio: se voglio lavorare come preparatore atletico ad esempio non posso aspettarmi che l' università dedichi tempo a sviscerare ogni tecnica di allenamento nella pratica...
Voglio dire che la teoria di base va conosciuta, l'imput specifico va dato ma la pratica deve necessariamente diventare esperienza provando e riprovando da soli, in sede di tirocinio, o con modalità simili.
Forse a volte dal percorso universitario si pretende un po troppo la pappa pronta? che ne pensate???
Mentre secondo me, si dovrebbe pretendere con più tenacia docenti entusiasti e capaci e forse anche più selettivi.


Perfettamente d'accordo. Parto dal presupposto, giusto o sbagliato che sia, che chi si iscrive a sc. motorie abbia un più o meno vasto e variegato bagaglio sportivo alle spalle, e che, quindi, una infarinatura dei movimenti base dell'attività motoria ci sia... ;)
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Re: La pratica a scienze motorie

Messaggioda Fabio Marino » 12 nov 2010, 17:22

Io faccio calcio da una vita, è la mia più grande passione, è chiaro che se mi dici come insegnare il rovescio nel tennis non saprei da dove cominciare, pur avendo studiato tennis senza mai averlo però praticato, ma parlami di calcio e posso dirti vita, morte e miracoli. Il problema secondo me è che spesso, dall'esterno, ci identificano come una sorta di tuttofare quanto in realtà è normale essere specialisti in un determinato settore. Se uno è un pediatra di sicuro non sarà chirurgo...
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Re: La pratica a scienze motorie

Messaggioda LiberoStile » 13 nov 2010, 11:13

Fabio Marino ha scritto:Io faccio calcio da una vita, è la mia più grande passione, è chiaro che se mi dici come insegnare il rovescio nel tennis non saprei da dove cominciare, pur avendo studiato tennis senza mai averlo però praticato, ma parlami di calcio e posso dirti vita, morte e miracoli. Il problema secondo me è che spesso, dall'esterno, ci identificano come una sorta di tuttofare quanto in realtà è normale essere specialisti in un determinato settore. Se uno è un pediatra di sicuro non sarà chirurgo...


Infatti la nostra facoltà NON deve formare tecnici dello sport. Deve essere evidente che, però, tu pur non avendo mai praticato tennis, qualora un tennista chiedesse la tua prestazione per affrontare la preparazione, l'allenamento, la riatletizzazione... tu devi essere in grado di dargliela (affiancato dal tecnico), ti documenti, approfondisci, ma questo è il tuo lavoro.
Ciao
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