Ciao a tutti,
premetto che Francesco è un ottimo amico e professionista, ma eccessivo nei complimenti
Non conosco nei dettagli l'offerta formativa in questione, ma ho espresso in precedenza alcuni dubbi ai quali non ho ottenuto risposte.
In particolare, credo che la scelta di un qualsiasi evento formativo, soprattutto se richiede un importante investimento in termini di energia, tempo e risorse, sia connessa alla scelta del corpo docente. Sono i docenti, con la loro preparazione (consultabile nei curriculum), che determinano la validità di un percorso; non l'organizzatore e la sede... Nel caso in oggetto, non esiste traccia di alcun corpo docente, neppur dopo numerose richieste di chiarimenti.
Se posso aggiungere un altro giudizio personale, sono sorpreso dall'incontro degli organizzatori e dalla scelta di un percorso formativo abbreviato (tre anni) rispetto a quello che vuole essere (o cmq cerca di divenire) lo standard formativo per l'osteopatia in Italia. Per carità, non è nel mio interesse entrare nel merito della necessità di "spalmare" la formazione in osteopatia in 6 anni part-time, ma se ciò è la direzione attuale che il 90% delle scuole hanno adottato, non capisco perchè creare casi isolati che si discostano dalle direttive del ROI. Dato che l'osteopatia non è disciplina ad oggi riconosciuta, e ciò è importante soprattutto per chi diviene osteopata senza appartenere ad una categoria sanitaria per titolo pregresso, perchè non entrare nel ROI e cercare di ottenere il giusto riconoscimento invece che proporre percorsi abbreviati che, a mio avviso, hanno il solo scopo di attirare iscritti?
Pareri ed opinioni personali.
Saluti
