Questa domanda è ricorrente: "Cosa devo fare dopo la Laurea per fare questo o quel lavoro?"
La risposta (ovviamente è la mia opinione), si divide in 2 parti: una semplice ed una complessa.
Partiamo con il facile... quella semplice!
La domanda può avere un senso "legale". Molti mi chiedono infatti se questo o quel corso sono o meno "riconosciuti". Io di solito parto sempre a rispondere "Ma riconosciuti da chi???". Infatti in Italia, solo le università abilitano alle professioni, non certo le scuole private o le organizzazioni di master e corsi di specializzazione. Il fatto che poi tutte le volte queste organizzazioni o aziende, si inventino l'albo, il registro il titolo e il nome della nuova professione di turno, non vuol dire che siano "padroni" delle licenze per fare un lavoro che al massimo richiede, una laurea.
Quindi la risposta è semplicemente "NO!". Non abbiamo bisogno di ulteriori titoli per lavorare in palestra. Non ne abbiamo bisogno per fare i preparatori, ne per fare tutte quelle attività che sono specifiche per il nostro settore: le scienze motorie! Se qualcuno vuole smentire, per favore si metta in contatto con tutti i presidenti dei corsi di Laurea in Scienze Motorie Italiano, che ci Laureano in Scienze Motorie nel nome della Repubblica Italiana.
Passiamo al difficile...
Tutt'altra storia è il discorso sull'acquisizione di e l'aggiornamento delle nostre competenze, dopo la laurea. Tutto il discorso fatto prima infatti è relativo all'abilitazione o meno ad una professione. Che io mi rifiuto di credere possa essere garantito da enti privati, in barba alle lauree universitarie.
Escluso queste finalità, per lo più economiche e "lobbistiche", devo dire che valuto la formazione post universitaria, l'aggiornamento e l'esperienza pratica, dei passaggi fondamentali per potersi definire un professionista.
Non sono a conoscenza del segreto per poter senza errore stabilire la validità o meno di una proposta formativa. Diciamo che la nella mio percorso, ho avuto sia belle che brutte esperienze. E devo dire che tutte mi ha dato qualcosa; si anche quelle brutte.
In particolare quest'ultime mi hanno aperto gli occhi e hanno accresciuto lo spirito critico con il quale adesso valuto l'adesione o meno ad un corso di aggiornamento/formazione a cui sono interessato.
Sono molti i parametri da tener presenti; tra questi citerei sicuramente: i requisiti di accesso, il nome cognome e curriculum dei docenti, e anche la "personalità" dell'ente organizzatore.
Per fare un esempio pratico, diciamo che non mi ispirerebbe molto un corso con requisiti di accesso del tipo: "laurea, oppure passione per lo sport...", e ancor peggio sarebbe un corso del quale non si conosce il nome e il curriculum dei docenti. Infine ho imparato a riconoscere le organizzazioni il cui unico scopo è il lucro (che è sacrosanto!), ma a totale discapito della qualità. Una caratteristica comune di queste organizzazioni è l'invenzione di un "albo" di un marchio persino del nome di una "nuova professione", dalle caratteristiche incredibilmente affascinanti, ma purtroppo accessibile solo a chi paga e fa il loro corso...
Insomma la serietà conta. Certo la formazione post-laurea ha spesso un costo molto alto, ma devo dire che se ben organizzata può veramente dare poi un ritorno professionale. E per ben organizzata mi riferisco ESCLUSIVAMENTE ai contenuti. Se devo pagare un sacco di soldi, solo per acquistare la possibilità di potermi fregiare di un marchio registrato, non sto facendo un buon investimento. Il titolo ce l'abbiamo già: Laureati in Scienze Motorie
Per favore non chiediamoci più se questo o quel corso sono o meno "riconosciuti". Per favore iniziamo noi a riconoscere o meno quelli che sono corsi più o meno validi, sulla base del livello dei contenuti, dei docenti e della relativa organizzazione. Infondo quei corsi esistono per noi! Spesso ho quasi l'impressione che noi esistiamo per quei corsi... assurdo!!!

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