Alex Buoite Stella ha scritto:In conclusione, il rappresentate ministeriale ha dimostrato che non hanno minimamente idea di cosa sia la realtà delle cose e delle professioni e dell'università, chiusi nei loro uffici e la loro paga mensile assicurata. Dimenticandosi che il leitomotiv "Exercise is Medicine" non è una frase da volantino, ma è un motto comune sviluppato con l'American College of Sports Medicine. E scusa se è poco!
Alex
Ciao Alex, c'ero anch'io a Firenze ed effettivamente l'intervento del rappresentante ministeriale è stato probabilmente l'unico neo di questo bell'evento.
E' riuscito a farci cadere le...braccia...con un solo intervento. Innanzitutto facendo un'enorme confusione tra sport ed esercizio fisico (e questo lo possiamo accettare dato che anche diversi laureati SM ad oggi non conoscono la differenza), storpiando la frase "Exercise is Medicine" e arrivando a dire qualcosa come "lo sport non è una medicina" (ma và? infatti noi parliamo di esercizio fisico, non sport!)
Inoltre è riuscito a dire qualcosa di completamente fuori luogo come (vado a memoria, correggimi se sbaglio): "Si è vero che una persona se viene in palestra può stare meglio, ma può succedere che un soggeto entri sano ed esca con qualche patologia..."
In ogni caso qualcosa si sta muovendo, a rilento ma si sta muovendo. Parlando con il prof. Zanuso (che è stato mio docente l'anno scorso) è venuto fuori come fino a 10-15 anni fa discorsi come quelli tenuti al convegno non esistevano. Il nostro stesso corso di laurea magistrale è piuttosto giovane. Dobbiamo sgomitare e scalciare in modo da evitare che un settore che ci compete ci venga negato da altre figure professionali.
Un obiettivo è arrivare ad avere delle palestre accreditate (dalla regione) che rispondano a determinati requisiti:
- presenza del laureato magistrale
- presenza di attrezzature di un determinato tipo (es. defibrillatore)
- presenza di macchinari di un determinato tipo
In tali palestre il medico dello sport (ma anche il cardiologo, il diabetologo e chi più ne ha più ne metta) potrà inviare i propri pazienti per seguire un protocollo di lavoro che in ogni caso sarà supervisionato dal medico, ma che concretamente verrà sviluppato e concretizzato da noi.
Alessio