Un aspetto determinante (a mio giudizio) del kinesiotaping

Il recupero funzionale dello sportivo dopo l'infortunio, la riabilitazione e la riatletizzazione

Re: Un aspetto determinante (a mio giudizio) del kinesiotaping

Messaggioda Francesco Martino » 23 dic 2009, 16:01

Caro Francesco,
vista la mia prima formazione (ISEF),oltre a fisioterapista e il successivo campo di lavoro molto proiettato nell'ambito della riabilitazione sportiva, mi aspettavo di essere interpellato per il corso che stai organizzando, però questa è un'altra cosa, che non centra con l'argomento, ..... ci sono rimasto male.


Caro Rosario, mi dispiace che tu ci sia rimasto male. Sportbrain è una COMMUNITY. Tutti sono invitati a contribuire con le proprie esperienze, e non solo. Siamo sempre a disposizione per dare supporto tecnico e mediatico alle idee dei colleghi. Lo scopo finale è quello di formare una comunità culturale di riferimento nell'ambito delle scienze motorie.

Il corso in programma per il prossimo febbraio, è progettato proprio in questa ottica, e devo dire che per noi è motivo di grande orgoglio l'essere riusciti a coinvolgere soggetti e società molto importanti nel settore, per realizzare un evento culturale, non commerciale.
E' un movimento che nasce dalla comunità, da un interesse comune. Come sempre, se vuoi, la tua presenza come quella di tutti gli altri colleghi è ben accetta. La regola è sempre la stessa, contribuire allo sviluppo con la condivisione. Se vuoi contattami e parliamo in privato di queste cose, adesso torno "on topic.."

Quando parlando dell'effetto cromoterapico dici
penso che non è una motivazione psicologica, ma che segue il loro principio kinesiologico
non sono d'accordo. Diciamo nemmeno in disaccordo sugli effetti Kinesiologici del colore, che a mio giudizio non sono commensurabili allo stato attuale delle conoscenze. A tal proposito invito chiunque voglia approfondire la questione a cercare in internet gli studi di Niels Finsen nell'ambito della fototerapia.
Certo, nemmeno l'impatto psicologico è valutabile in modo "metrico", ma è sicuramente più "percepibile" empaticamente, soprattutto da preparatori atletici con esperienza e conoscenza approfondita dei propri atleti.

Riguardo agli studi che stai facendo in ambito sportivo, sulla performance, ovviamente mi piacerebbe conoscere meglio i dettagli e le tendenze che emergono. Devo dire che la mia esperienza sulla valutazione delle performance in ambito sportivo non sono del tutto "lineari". Soprattutto negli sport di squadra, le quantità di variabili, soprattuto ambientali e motivazionali, sono tali da rendere praticamente impossibile ogni tipo di analisi qualitativa. La discussione in questo ambito è molto accesa. Nell'articolo che ho pubblicato insieme ad altri colleghi l'anno scorso sul British Journal Of Sport Medicine http://bjsm.bmj.com/content/42/1/42.short nonostante il discreto numero del campione analizzato, gli ottimi risultati ottenuti, e la grande disponibilità tecnologica non siamo stati in grado di oggettivare dati sulla performance. Anzi, nemmeno di evidenziare tendenze, che al momento possono solo essere immaginate o percepite in modo empatico.

Concludo l'intervento con una citazione: Il Prof. Fiorini, a cui devo molto, spesso ripete che "le sensazioni dell'atleta sono un dato a cui non si può mai rinunciare...", a mio giudizio le chiavi di lettura di questa semplice e all'apparenza banale frase sono l'articolo "un" e le parole "mai rinunciare". ;)

Saluti a tutti
Francesco Martino
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Re: Un aspetto determinante (a mio giudizio) del kinesiotaping

Messaggioda belliarosario » 26 dic 2009, 5:07

Francesco Martino ha scritto:Grazie Rosario, apprezzo molto la tua voglia di condividere, si sposa alla perfezione con lo spirito di questo blog! ;)

Dopo questa "sviolinata" almeno un "segnale", penso era auspicabile. :roll:

Mi limito a dare la mia opinione sull'esperienza fatta da Pagolo con l'applicazione di un bendaggio che chiama "inibente" per testare la forza sviluppata con la macchina di isocinetica.
Secondo il mio modo di procedere: durante l'attività fisica e in particolare la competizione, la modalità che utilizziamo è solo "stabilità", poichè ci sarebbe una scoordinazione fra lo stimolo richiesto al muscolo e quello che induce il taping, con i rischi che potrebbe comportare.
A tal proposito cito il lavoro che stiamo facendo con i lanciatori di baseball, misurando le differenze con la macchina che misura la velocità di lancio. Chiaramente siamo aperti a tutti i lavori che possano testare l'efficacia di questa tecnica, però applicata in modo corretto, seguendo le regole fondamentali.
La visione personale che ho di questa tecnica è "flessibile", ancora tanto è da sperimentare e ci porterà a nuovi sviluppi applicativi, certamente le regole base sono molto rigide quindi bisogna procedere nel rispetto di questi "paletti", che spesso non tutti conoscono.
Un'altro lavoro interessante, che non ho citato, è quello che stiamo conducendo con dei "musicisti professionisti".
Questo studio è molto ambizioso e spero tanto che riusciremo a terminarlo nella maniera in cui è stato ipotizzato.
I primi risultati sono molto incorraggianti, i mezzi scientifici usati per misurazione dei dati sono di alto profilo nel campo della neurofisiologia.

Sicuramente l'applicazione in soggetti sani con azione preventiva, differisce notevolmente dalle modalità che vengono utilizzate nella rieducazione e quindi in presenza di patologie specifiche.

Rispetto sempre la professionalità di tutti e quindi accetto le applicazioni che usano dei colleghi con impostazioni metodologiche a me sconosciute, specie se riferiscono di avere risultati positivi; certamente è difficile mettere "nero su bianco". come fà il sottoscritto, pubblicando articoli con tanto di documentazione fotografica e protocollo riabilitativo utilizzato.
Saluti, Rosario.
belliarosario
 

Re: Un aspetto determinante (a mio giudizio) del kinesiotaping

Messaggioda Francesco Martino » 27 dic 2009, 23:04

Dopo questa "sviolinata" almeno un "segnale", penso era auspicabile.


Non era una sviolinata! Ma un sincero apprezzamento. Apprezzo il tuo lavoro, almeno per quello che ho potuto vedere o sentire in giro. Come ti ho ribadito anche prima, la tua collaborazione sarebbe certamente bene accetta e apporterebbe nuove risorse alla nostra community. Come sai, gli scopi che perseguiamo con sportbrain.it, mettono in secondo piano l'aspetto "commerciale"... ;)

In merito all'argomento, mi limito ad aggiungere, che la misurazione e la standardizzazione di parametri legati alla prestazione e performance sportiva hanno tutti (chi più e chi meno) il grande limite di NON essere "sovrapponibili" al reale gesto sportivo.

Un esempio classico: la misurazione della espressione di forza muscolare in modalità isocinetica, permette di ottenere dei numeri. Noi possiamo studiare questi numeri, possiamo confrontarli con le medie, con gli effetti di un lavoro specifico e di una tecnica, possiamo lavoraci in buona sostanza. Tutto questo non deve farci dimenticare che la contrazione isocinetica non esiste in natura, ed è certamente lontana dal gesto sport-specifico! infondo... è l'aspetto affascinante dello sport... :)
Francesco Martino
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Re: Un aspetto determinante (a mio giudizio) del kinesiotapi

Messaggioda marco17 » 12 nov 2011, 18:14

salve a tutti
ho la bandelletta ileotibiale purtroppo il mio fisioterapista è andato all'estero per lavoro per 2 mesi e mi ha detto di continuare con il kinesio tape. premetto che mi ha fatto vedere nei minimi dettagli come applicarlo tuttavia non so di che marca e colore prenderlo. qualche consiglio?
grazie in anticipo
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Re: Un aspetto determinante (a mio giudizio) del kinesiotapi

Messaggioda LiberoStile » 14 nov 2011, 10:19

... la bandelletta ileotibiale la abbiamo tutti... ;-) :-)
NESSUNO FARA' PER TE CIO' CHE NEMMENTO TU VUOI FARE
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Re: Un aspetto determinante (a mio giudizio) del kinesiotapi

Messaggioda marco17 » 14 nov 2011, 11:25

ahahah mi è scappato infiammazione :D
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