Premesso che nessuno possiede la verità assoluta, né in questo né in tutti gli altri campi che possono essere indagati e studiati, e che la mia conoscenza dell'argomento si limita alle informazioni ricevute da persone che stimo molto professionalmente ed umanamente, mi permetto di fare alcune precisazioni sull'approccio con il quale state discutendo la validità di questo strumento.
Spesso i risultati, soprattutto su un campione ristretto, non sono così diversi tra un approccio scientifico (tipico del mondo universitario) e un approccio "popolare" (tipico di guaritori, cartomanti, ecc...).
La differenza è tanto più palpabile quanto più ampio è il campione, il numero di variabili implicate e il lasso di tempo considerato per la valutazione dei risultati.
Una cosa però, è sempre inequivocabilmente differente, in modo netto, tra questi 2 mondi: ed è l'approccio con cui si studia, si valuta e si traggono conclusioni e giudizi.
Il mago d'arcella, dopo aver utilizzato un bel cornetto rosso contro la jella, e aver ottenuto degli ottimi risultati, non avrà dubbi nell'affermare che senza ombra di dubbio, i cornetti rossi, ovviamente solo quelli dati da lui, sono in grado di agire contro la jella.
Ma un ricercatore, un laureato, potrebbe affermare lo stesso? Certamente no. Non perchè non ci crede, ma perchè conosce (dovrebbe conoscere) la differenza tra osservazione e studio; tra studi randomizzati e studi osservazionali. Dovrebbe inoltre sapere che anche nel migliore dei casi, da nessuna delle 2 procedure è possibile ottenere certezze, bensì tendenze, indicazioni.
Io non so quale sia il miglior approccio tra i 2. Non so se nella vita avrà maggior fortuna il mago d'arcella o uno studioso laureato. Quel che so, è che le due sfere devono rimanere separate, per il bene di entrambe e per non creare pericolose ambiguità e confusione.
Come direi al mago di lasciar perdere studi randomizzati in doppio cieco per dimostrare la validità dei suoi cornetti, direi ugualmente al ricercatore di lasciar perdere affermazioni "miracolose" per dimostrare la validità scientifica e clinica di una determinata terapia.
La passione che anima le nostre attività è una cosa stupenda, a volte mi sembra un peccato perdersi in discussioni sterili, di cui davvero non c'è bisogno.
Fatto questo piccolo inciso, vi confermo i feedback positivi su questa terapia strumentale, da fonti più che autorevoli. Feedback certamente da approfondire e da valutare, anche su base temporale, con il massimo possibile di rigore ed oggettività.
Buona serata a tutti

