L'apprendimento della tecnica

Tutto ciò che riguarda la teoria e metodologia dell'allenamento, applicata ai vari sport e al fitness.

L'apprendimento della tecnica

Messaggioda sportbrain » 6 feb 2009, 9:03

Apro questo post, stimolato anche dai commenti lasciati sul sito nell'articolo http://www.sportbrain.it/scuola-calcio-il-processo-di-apprendimento-dei-fondamentali-palleggio-colpo-di-testa-passaggio.html .
Mi fa molto piacere vedere quanto il livello culturale di chi si occupa di queste cose sia alto. Non posso che ribadire di essere daccordo sul concetto generale ormai diffuso tra le nuove generazioni di allenatori di scuola calcio, che dona un grande valore all'apprendimento della tecnica con un approccio basato sul cosiddetto allenamento differenziale (proporre il maggior numero di "esperieze motorie" diverse tra loro). Tengo inoltre a sottolineare quanto sia importante il confronto sulle metodologie pratiche, che sono poi il mezzo attraverso il quale si concretizzano le nostre buone intenzioni e competenze!

;)
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Re: L'apprendimento della tecnica

Messaggioda Napoleon » 1 mar 2009, 23:28

Ci sono ragazzi di 10/12 anni che nella loro vita non hanno mai fatto una capriola!! Come possiamo pretendere da loro gesti tecnici di alto livello? La scuola calcio deve essere molto ma molto ma molto piu attenta riguardo a questi aspetti. Questo credo sia l'emblema della necessità di competenze che si richiedono a chiunque sia responsabile della formazione e dell'apprendimento di giovani atleti.
Le basi per un futuro brillante per l'italia sportiva, si costruiscono valorizzando la professionalità di istruttori comeptenti e preparati. Quello che sta cambiando davvero in questo mondo è che finalemte c'è una coscenza secondo la quale la passione e l'esperienza non sono piu le sole condizioni sufficienti per poter fare l'allenatore/preparatore in qualsiasi disciplina sportiva. Ad oggi sappiamo che certe competenze sono imprescindibili. Professionalità! :shock:
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Re: L'apprendimento della tecnica

Messaggioda Roberto Scandroglio » 4 mar 2009, 10:20

desidero rispondere a Napoleon, come ha sottolineato il nostro Francesco Martino: ..."quanto sia importante il confronto sulle metodologie pratiche ..." innanzitutto se non si è in grado di fare una capriola non posso pretendere di eeguire un gesto tecnico di alto livello.
Se si parte da zero cosa si deve insegnare per imparare a giocare a calcio? da dove si deve partire?
Premessa importante: i preparatori o insegnanti educazione motoria e gli istruttori tecnici , ( io sono allenatore di base)
devono andare d'accordo sull'insegnamento della tecnica che deve essere condiviso.
La coscienza secondo la quale la passione e l'esperienza non sono più le sole condizioni....mi trova un pò disorientato, come si fà ad essere realmente competente senza esperienza, certo che bsogna essere competenti e professionali ma dobbiamo avere il senso della realtà e quindi insegnare cose vere.
Partiamo da una piccola cosa, dobbiamo insegnare a calciare di piatto (interno piede), un bambino per cominciare dovrà dare un piccolo calcio alla palla? dobbiamo dirgli quale è il punto di impatto del piede che viene a contatto con la palla o dobbiamo farlo "giocare" e......aspettare.
Sulla rivista SDS del CONI N. 28-29 LUGLIO - DICEMBRE 1993 Articolo " evoluzione sviluppo delle abilità motorie" pag. 77- 78
"...le abilità motorie sono oggetto di apprendimento, quindi di esercizio, di esecuzione ripetuta.
Questa ripetitività del movimento, necessaria per l'apprendimento di una abilità nei bambini, può sembrare un elemento noioso, e come tale connotato negativamente, in quanto contrario alle caratteristiche del gioco.
...in realtà, nella prima fase di apprendimento di una abilità , che è completamente cosciente e non ancora automatizzata....il divertimento del bambino sta proprio nel ripetere le stesse forme di movimento , in maniere sempre più variate e rapide per il piacere di farlo ; "cosa fare" piuttosto che "come", quando, e perchè fare."
Quale è il punto preciso di impatto del piede per l'esecuzione di piatto, che viene a contatto con la palla? ...ufficialmente è il centro del piede (zona incavo) ma è vero? siamo sicuri?
La mia esperienza sul campo, mi ha portato a dire e a scrivere che il punto di impatto è il centro della caviglia sotto il malleolo, non il centro del piede.
Si è sempre detto che il piede portante deve fungere da mirino, la mia esperienza invece a dire e a scrivere che solo per due esecuzioni il piede portante funge da mirino per altre tre esecuzioni non funge da mirino.
La discussione è aperta per cercare di andare a fondo dei problemi, per unire le competenze e le esperienze e non per creare polemiche.
Cordiali saluti
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Ultima modifica di Roberto Scandroglio il 16 mar 2009, 19:52, modificato 1 volta in totale.
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Re: L'apprendimento della tecnica

Messaggioda Francesco Martino » 4 mar 2009, 16:32

Ciao Roberto è un piacere trovarti qui.
Sono daccordo con entrambi, sia con la visione molto astratta e concettuale di Napoleon, che con la tua, grande esempio pratico di come l'esperienza e la conoscenza non solo di cio che si insegna ma anche di come va insegnato sia determinante ai fino dell'apprendimento.
Quello di cui si parla molto ad oggi è se dia maggiori risultati insegnare un gesto tecnico sulla base di un modello prestativo considerato "ideale" o se sia meglio stimolare l'autoapprendimento. Sinceramente non credo che la risposta sia molto ovvia, trovo ottimi esempi dall'una e dall'altra parte...
Francesco Martino
Laurea in Scienze Motorie, Specialistica in Scienze e Tecnica dello Sport
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Re: L'apprendimento della tecnica

Messaggioda Napoleon » 4 mar 2009, 17:34

In effetti Roberto la tua passione e l'approfondita conoscenza dell'argomento che traspare da quello che scrivi è rassicurante. Il problema, però è chi ci dice che il gesto che stiamo insegnando debba proprio essere fatto in quel modo? Non dico il metodo di insegnamento, ma proprio l'esecuzione del gesto.
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Re: L'apprendimento della tecnica

Messaggioda Roberto Scandroglio » 4 mar 2009, 22:29

Carissimi Francesco e Napoleon, esistono modelli precisi dei Movimenti Fondamentali del gioco del calcio: Movimenti complessivi, (preliminari e gesti tecnici).
La loro conoscenza porta a insegnarli correttamente.
Se Napoleon chiede se il gesto tecnico che stiamo insegnando debba proprio essere fatto in quel modo, io rispondo che se lo stò insegnando è perchè lo conosco nei minimi particolari e devo essere in grado ad ogni richiesta di spiegazione di poterlo fare, ma quando si parla di "modelli ideali" ci si deve riferire ai movimenti complessivi, quindi ad ogni gesto tecnico deve corrispondere un preciso movimento preliminare.
Tutti i movimenti individuali e di collaborazione sono stati codificati, schematizzati e verbalizzati, sono perfettamente allenabili e velocizzabili, si possono comporre e scindere con infinite abilità motorie, potendo verificare oggettivamente il lavoro svolto.
Stimolare l'autoapprendimento (dopo aver insegnato i movimenti ) va benisssimo, l'insegnamento non determina l'immediato apprendimento, ci vuole il tempo necessario, e quando c'è la conoscenza dei movimenti si deve cercare prima di tutto la precisione, poi la velocità di esecuzione, questo è l'obiettivo fondamentale, ma ci si deve arrivare gradualmente con l'allenamento.
Cordiali saluti
Roberto Scandroglio
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Re: L'apprendimento della tecnica

Messaggioda Napoleon » 4 mar 2009, 22:47

Devo dire che anche se per indole sono votato all'autoapprendimento, e alla stimolazione di adattamenti che permettono di riprodurre i gesti tecnici nella loro totalità (senza scomposizione), il metodo di cui parla roberto sia quella via di mezzo tra i 2 tipi di approccio che finora ha dato i maggiori risultati. Se non ho capito male, il gesto completo rimane il modello e le varie scomposizioni i picchetti su cui si fissa l'apprendimento, lavorando poi in un secondo momento sulla velocità di esecuzione e di risposta agli stimoli esterni, che cambiano sempre.
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Re: L'apprendimento della tecnica

Messaggioda Roberto Scandroglio » 4 mar 2009, 23:17

Caro Napoleon, ho appena finito di scrivere e mi hai già risposto, una cosa im portante: non 'c'è la scomposizione dei gesti tecnici, ma dei movimenti, è il movimento complessivo il " modello" non il gesto completo.
Purtroppo si è fatta una grande confusione tra movimenti e gesti, i movimenti sono gli spostamenti del corpo nello spazio, sono sempre tattici e non hanno il contatto con la palla, il gesto tecnico è lo spostamento dei piedi per eseguire una conduzione, una ricezione e una trasmissione e ha sempre il contatto con la palla.
Ti faccio un esempio, devo eseguire un movimento in avanti e indietro: calcio la palla in avanti (gesto tecnico) la raggiungo, la sorpasso e mi giro di 180° (movimento), calcio la palla indietro (gesto tecnico) ecc. ecc. ......ciao
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Re: L'apprendimento della tecnica

Messaggioda mauriziocastagna » 4 mar 2009, 23:46

Napoleon ha scritto:Devo dire che anche se per indole sono votato all'autoapprendimento, e alla stimolazione di adattamenti che permettono di riprodurre i gesti tecnici nella loro totalità (senza scomposizione), il metodo di cui parla roberto sia quella via di mezzo tra i 2 tipi di approccio che finora ha dato i maggiori risultati. Se non ho capito male, il gesto completo rimane il modello e le varie scomposizioni i picchetti su cui si fissa l'apprendimento, lavorando poi in un secondo momento sulla velocità di esecuzione e di risposta agli stimoli esterni, che cambiano sempre.

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credo che questa di napoleon sia una buona "reductio ad unum".La descrizione di un lavoro progressivo che può dare risultati,scolasticamente, e produrre automatismi che rispondono ad una tecnica ideale,ma razionalizzata dall'insegnamento.
Dunque non dovrei più aprir bocca,se il motivo del contendere fosse questo. E probabilmente al succo : è questo. Posso solo aggiungere qualcosa,come portato della mia personale esperienza e conoscenza. Del resto la provenienza da un sistema che ha prodotto regole che hanno creato artefatti motori come gli stili acquatici mi ha portato a fare più di una valutazione. Innanzitutto che una cosa è conoscere un fatto; altra è farne esperienza; e una delle due non esclude l'altra; e,ancora,in ogni caso si può arrivare ad essere ottimi insegnanti. Ancora: esiste sempre un quid non trasmissibile dall'insegnante all'allievo; ed esiste quello che noi chiamiamo senso dell'acqua ma che potremmo anche chiamare senso dell'appoggio,visione del gioco, senso dell'equilibrio e capacità di pre-vedere la direzione della palla,o predeterminarla,o prevedere lo spostamento sul campo di compagni ed avversari...Qualcosa che mai,se non in momenti di grazia ed empatia,un istruttore può trasmettere all'atleta.La globalità dell'evento motorio nel suo adeguamento alla complessità fisica e psicologica dell'essere umano che lo esegue,viene "descritto" in modo netto ed inconsapevole nella corteccia motoria. La specificità dell'atto motorio così ben descritto,ripeto scolasticamente,ma è un complimento non un rimprovero,nelle sue diversissime componenti strutturali e temporali,si deve adeguare a dati di fatto quali il luogo-proprio quello fisico- e lo spazio risultano solo due delle variabili. Altre possono essere l'ansia;la condizione fisiopatologica propria dell'atleta; il senso del giudizio e del pregiudizio che avvolge psichicamente l'esecuzione dell'atto e l'attore stesso;l'interesse ,la motivazione,la distrazione causata da accadimenti piacevoli o drammatici.E ancora la condizione attuale. Perciò compito primo dell'istruttore è, come ben detto,avere la cognizione dell'atto motorio dal punto di vista tecnico-il gesto in sè è caratteristica dell'atto motorio complesso,come l'atomo della molecola,ma queste sono discussioni di scuola e sono altro da ciò che intendo trasmettervi; conoscerlo-quell'atto motorio- nelle sue componenti, avendo intelligenza di rivederlo scomposto e ricomposto secondo dinamiche di attuazione proprie; averne fatto esperienza-che sia pratica o teorica; avere un bagaglio di esperienza dell'insegnamento tale da saper anche insegnare ad insegnare; conoscere i principi pedagogici che sono alla base dell'educazione dell'apprendimento in senso lato e della tecnica sportiva in senso specifico. Dare proprie regole al processo di insegnamento ed esserne profondamente convinto:le ansie e le certezze si trasmettono facilmente all'allievo,che non deve perdere la stima nel docente( ad esempio se è vero che il metodo globale specie nell'insegnamento del nuoto è stato valutato più adatto,non vuol dire che certi percorsi non possano esser rivisti scomposti in fasi e che talvolta possa essere di beneficio un allenamento più graduale). Insomma nessuno ha dinanzi la tavola della verità,ma auguriamoci di avere spesso dinanzi quei famosi atleti con "dentro" il famoso senso dell'acqua ,del gioco,dell'equilibrio,delle pre-visioni dinamiche dell'atto motorio,i talenti insomma. In bocca al lupo a tutti.
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Re: L'apprendimento della tecnica

Messaggioda Napoleon » 5 mar 2009, 10:09

Non avrei saputo esprimere meglio quest concetto. Quoto in pieno :o
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