L'apprendimento della tecnica

Tutto ciò che riguarda la teoria e metodologia dell'allenamento, applicata ai vari sport e al fitness.

Re: L'apprendimento della tecnica

Messaggioda stillpoint » 9 feb 2010, 11:22

scusate se m'intrometto ma mi sento di dover fare delle precisazioni:
1-la dicotomia insegnamento globale/insegnamento analitico è stata superata da un bel po' di tempo in virtù dell'insegnamento a "spirale", ossia una didattica che come alcuni di voi hanno scritto precedentemente, tenga conto di tutti e due gli aspetti nel rispetto però delle disponibilità all'apprendimento e delle risorse del singolo bambino e del contesto nel quale è inserito, cioè del gruppo squadra. in poche parole si demanda alla cultura e alla sensibilità dell'insegnante il processo formativo .. e qui casca l'asino, perché se l'insegnante è un allenatore/istruttore e il suo futuro lavorativo e il suo curriculum dipendono dalle vittorie nei tornei e non da altri parametri allora si entra in una dinamica conflittuale con quello che dovrebbe essere invece il senso dell'attività motoria e dello sport giovanile.
2-nessuno può confutare l'assunto per cui più ampie sono le basi motorie di un bambino più veloce e preciso sarà l'apprendimento di gesti tecnici complessi e specifici. Stiamo parlando di pedagogia e teoria e metodologia delle attività motorie come scienza. e non si discute ^_^
3-nessuno ha ancora confutato il gioco come mezzo di apprendimento, quindi i bambini DEVONO (scusate se strillo) giocare e devono farlo in maniera quanto più possibile libera. a questo proposito amo ricordare l'esperienza del basket dove la tecnica individuale si apprende e si modella su schemi sempre nuovi e originali sui playgrounds e non in palestra durante l'allenamento, dove al limite si curano gli aspetti tecnico-tattici del gioco di squadra .. è teoreticamente inaccettabile o è utopia ri-pensare lo sport giovanile in questi termini?
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Re: L'apprendimento della tecnica

Messaggioda Francesco Martino » 9 feb 2010, 11:36

una didattica che come alcuni di voi hanno scritto precedentemente, tenga conto di tutti e due gli aspetti nel rispetto però delle disponibilità all'apprendimento e delle risorse del singolo bambino e del contesto nel quale è inserito, cioè del gruppo squadra.

Quoto e rilancio

i bambini DEVONO (scusate se strillo) giocare e devono farlo in maniera quanto più possibile libera.

Quoto ma preciso che, almeno nella mia esperienza diretta. Non è vero ne tutto ne niente. Credo che per stimolare al meglio la plasticità del sistema nervoso del giovane sportivo, e soprattutto una sua risposta rapida ed efficace agli stimoli esterni, ci sia bisogno di una magica "mescolanza" di entrambe le scuole di pensiero. Metodo induttivo prescrittivo eccc... da soli non sono mai riusciti a motivare la loro bontà a prescindere. Forse stiamo cercando di dividere l'atomo, e probabilmente non ci riusciremo mai.

Ma se non usiamo troppo il microscopio, forse alcuni concetti riusciremo a fissarli...

Forse sono stato un po' troppo astratto... a volte mi capita! :D
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Re: L'apprendimento della tecnica

Messaggioda stillpoint » 9 feb 2010, 12:37

Credo che per stimolare al meglio la plasticità del sistema nervoso del giovane sportivo, e soprattutto una sua risposta rapida ed efficace agli stimoli esterni, ci sia bisogno di una magica "mescolanza" di entrambe le scuole di pensiero. Metodo induttivo prescrittivo eccc... da soli non sono mai riusciti a motivare la loro bontà a prescindere. Forse stiamo cercando di dividere l'atomo, e probabilmente non ci riusciremo mai.



sono d'accordo e ripeto, è questione di cultura e possibilità data all'istruttore di poter fare un certo lavoro, nel rispetto dei tempi e dei modi, solo che spesso tali tempi e modi non coincidono con le aspettative delle società sportive, tantomeno con le proiezioni personali di certi dirigenti e presidenti. per non parlare dei genitori .. hai presente "bellissima" con anna magnani?
Ho allenato per una quindicina d'anni il settore giovanile in ambito salesiano, e posso dirti che certi valori non contrastano minimamente con l'apprendimento .. anzi.
da soli i bambini non imparano, certo, ma se li segui e li stimoli a giocare (anche) liberamente poi vengono in palestra con altri livelli di motivazione.


Ma se non usiamo troppo il microscopio, forse alcuni concetti riusciremo a fissarli...



secondo me certi concetti sono già fissati se vogliamo bambini che facciano sport in maniera sana inseriti in un contesto altrettanto sano, se poi si vogliono formare (e selezionare) piccoli campioni che ci facciano vincere il campionato regionale, che ci facciano fare bella figura agli occhi del presidente che poi magari l'anno successivo può ritoccarci il contratto, o più semplicemente se vogliamo proiettare sui nostri allievi ciò che non siamo riusciti a realizzare noi quando eravamo atleti, allora è un altro discorso. sembra un'ovvietà ma non lo è..in italia funziona così. sullo sport e sui successi sportivi ci si poggia un sacco di altra roba, oltre ai soldi.
il punto è: c'è differenza tra un istruttore laureato in scienze motorie con tesserino federale e un istruttore certificato solo dal CONI? a mio parere sì e pure tanta..IMHO



Forse sono stato un po' troppo astratto... a volte mi capita! :D



assolutamente no, i tuoi interventi sono sempre lucidi e concreti ^_^
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Re: L'apprendimento della tecnica

Messaggioda Francesco Martino » 9 feb 2010, 14:42

Grazie Stillpoint! ;) Devo dirti che questo post mi ha insegnato molto, quindi grazie a tutti quelli che hanno contribuito! A presto.
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Re: L'apprendimento della tecnica

Messaggioda Roberto Scandroglio » 9 feb 2010, 22:50

Se l'insegnante è un allenatore/istruttore e io dico anche educatore, il suo futuro non dipende dalle vittorie nei tornei, ma nell'aver trasmesso il suo saper far fare per riuscire a tirare fuori le effettive capacità che i bambini, chi più chi meno, possono avere.
Da psicomotricità in scena Milano 2000 : " Non c'è gioco senza abilità" .
Nel calcio, le abilità quali sono? Si parla di gesti tecnici complessi e specifici , si può fare un esempio? tenendo presente che è il movimento che determina il gesto tecnico e che non c'è gesto tecnico senza un movimento che lo precede.
Da una dispensa di una grossa squadra di serie A del 2003: " I mass media specializzati hanno riscontrato carenze di base nei giocatori italiani anche di alto livello", e Bruno Bolchi, Consigliere Federale in un articolo del 2003 su " L'Allenatore " organo ufficiale AIAC: " Quasi tutti gli allenatori dei settori giovanili, hanno sposato le nuove idee, abbandonando l'insegnamento della tecnica".
Se i bambini giocano e non si vede nessuna abilità, non è meglio, insegnare loro le basi necessarie?
o dobbiamo limitarci a guardare aspettando che imparino da soli? dobbiamo spiegare cosa e come devono fare per non consolidare gli errori che fanno in continuazione?
Dobbiamo saper insegnare correttamente la tecnica di base e applicata che comprende tutte le abilità motorie specifiche individuali e di collaborazione.
Se il gioco del calcio stà peggiorando, non serve prendersela con gli allenatori/istruttori del Coni e della Figc, e fare paragoni con i laureati in scienze motorie, in tutte le categorie ci sono quelli più competenti e meno competenti.
Il cuore della questione è risolvere il problema dell'insegnamento- apprendimento, cosa insegnare, come e perchè?
Tutti gli addetti ai lavori, allenatori, istruttori, educatori, preparatori, devono, assieme, definire quali siano le esercitazioni specifiche individuali e collettive che determinano un sicuro apprendimento verificabile oggettivamente.
saluti
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Re: L'apprendimento della tecnica

Messaggioda stillpoint » 9 feb 2010, 23:51

Roberto Scandroglio ha scritto:Se il gioco del calcio stà peggiorando, non serve prendersela con gli allenatori/istruttori del Coni e della Figc, e fare paragoni con i laureati in scienze motorie, in tutte le categorie ci sono quelli più competenti e meno competenti.
Il cuore della questione è risolvere il problema dell'insegnamento- apprendimento, cosa insegnare, come e perchè?
Tutti gli addetti ai lavori, allenatori, istruttori, educatori, preparatori, devono, assieme, definire quali siano le esercitazioni specifiche individuali e collettive che determinano un sicuro apprendimento verificabile oggettivamente.
saluti



anzitutto voglio scusarmi con te se ho usato un tono che poteva essere interpretato come polemico .. non era mia intenzione irritarti in alcun modo, ma considera il fatto che il luogo che ospita questo forum è una comunità di professionisti (sottolineo) storicamente maltrattati, sottopagati, sfruttati in maniera ignominiosa, in costante diatriba con il CONI per quanto concerne la "palma" di responsabili della formazione di una coscienza collettiva nel campo del movimento e dello sport e, da sempre, perdenti. Ci può stare un po' di "ISEF pride" nelle mie parole, non me ne volere :-)
Ti rispondo in poche parole..
nel mio modo di vedere le cose il gioco del calcio non è peggiorato, sicuramente è cambiato come d'altra parte tutti giochi sportivi, il basket e la pallavolo soprattutto. Sono diventati molto più "atletica giocata" che non puro giuoco com'era una volta, oggi un giocatore come Rivera (detto l'abatino) contro difensori di un metro e novanta per ottantacinque chili di muscoli che fanno i 100 in 11" avrebbe poche possibilità. E questo è un primo dato. Il secondo, come precedentemente espresso, è che i bambini non "giocano più" .. non li vedi più giocare per strada sui campetti improvvisati, non esiste più il playground, il gioco per il gioco. Esiste l'allenamento, nel quale di sicuro c'è anche una parte di gioco che però non è la stessa cosa.
Tu continui a chiedere quali siano le esercitazioni specifiche che assicurino un sicuro apprendimento oggettivabile ed io continuerò a dirti che non si può ridurre la questione in termini di quantificazione, perché è un piano differente .. tu mi chiedi matematica ed io continuerò a proporti letteratura. Le esercitazioni continueranno ad essere l'oggetto della ricerca dell'apprendimento mentre a mio parere aver tolto la possibilità di giocare è la chiave della storia. tutto qui.
Giocare ed allenarsi, avere modo di apprendere la tecnica attraverso l'allenamento (e qui ogni allenatore avrà i suoi drills preferiti, la sua filosofia, il proprio bagaglio tecnico) ma anche il giusto spazio per usare poi quella tecnica in modo forse improprio ma creativo e inaspettato durante il gioco.
Ti dirò .. quando allenavo mi proponevo un solo obbiettivo da raggiungere in quella seduta, un solo fondamentale, tralasciavo le correzioni e le ramanzine su tutto il resto, focalizzavo la seduta solo su quella cosa e pian piano mi rendevo conto che i fondamentali gradualmente li imparavano e li facevano propri. Lasciavo molto spazio al gioco libero, all'uno contro uno e li incoraggiavo a giocare tra loro appena potevano (qualora avessero finito i compiti) .. in questo modo sono cresciuti giocatori che poi hanno fatto anche una discreta carriera ma non credo che questo sia stato merito delle esercitazioni proposte durante l'allenamento quanto più che altro la relazione che abbiamo intessuto, l'amore per il gioco e per lo sport che ho saputo far emergere, quell'amore che poi gli ha permesso di sopportare quei duri allenamenti pallosi subiti non appena saliti di categoria.
spero di essere stato chiaro e scusami di nuovo se non lo sono stato prima.
un saluto
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Re: L'apprendimento della tecnica

Messaggioda LiberoStile » 10 feb 2010, 8:53

stillpoint ha scritto:
Roberto Scandroglio ha scritto:Se il gioco del calcio stà peggiorando, non serve prendersela con gli allenatori/istruttori del Coni e della Figc, e fare paragoni con i laureati in scienze motorie, in tutte le categorie ci sono quelli più competenti e meno competenti.
Il cuore della questione è risolvere il problema dell'insegnamento- apprendimento, cosa insegnare, come e perchè?
Tutti gli addetti ai lavori, allenatori, istruttori, educatori, preparatori, devono, assieme, definire quali siano le esercitazioni specifiche individuali e collettive che determinano un sicuro apprendimento verificabile oggettivamente.
saluti



anzitutto voglio scusarmi con te se ho usato un tono che poteva essere interpretato come polemico .. non era mia intenzione irritarti in alcun modo, ma considera il fatto che il luogo che ospita questo forum è una comunità di professionisti (sottolineo) storicamente maltrattati, sottopagati, sfruttati in maniera ignominiosa, in costante diatriba con il CONI per quanto concerne la "palma" di responsabili della formazione di una coscienza collettiva nel campo del movimento e dello sport e, da sempre, perdenti. Ci può stare un po' di "ISEF pride" nelle mie parole, non me ne volere :-)
Ti rispondo in poche parole..
nel mio modo di vedere le cose il gioco del calcio non è peggiorato, sicuramente è cambiato come d'altra parte tutti giochi sportivi, il basket e la pallavolo soprattutto. Sono diventati molto più "atletica giocata" che non puro giuoco com'era una volta, oggi un giocatore come Rivera (detto l'abatino) contro difensori di un metro e novanta per ottantacinque chili di muscoli che fanno i 100 in 11" avrebbe poche possibilità. E questo è un primo dato. Il secondo, come precedentemente espresso, è che i bambini non "giocano più" .. non li vedi più giocare per strada sui campetti improvvisati, non esiste più il playground, il gioco per il gioco. Esiste l'allenamento, nel quale di sicuro c'è anche una parte di gioco che però non è la stessa cosa.
Tu continui a chiedere quali siano le esercitazioni specifiche che assicurino un sicuro apprendimento oggettivabile ed io continuerò a dirti che non si può ridurre la questione in termini di quantificazione, perché è un piano differente .. tu mi chiedi matematica ed io continuerò a proporti letteratura. Le esercitazioni continueranno ad essere l'oggetto della ricerca dell'apprendimento mentre a mio parere aver tolto la possibilità di giocare è la chiave della storia. tutto qui.
Giocare ed allenarsi, avere modo di apprendere la tecnica attraverso l'allenamento (e qui ogni allenatore avrà i suoi drills preferiti, la sua filosofia, il proprio bagaglio tecnico) ma anche il giusto spazio per usare poi quella tecnica in modo forse improprio ma creativo e inaspettato durante il gioco.
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spero di essere stato chiaro e scusami di nuovo se non lo sono stato prima.
un saluto


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Re: L'apprendimento della tecnica

Messaggioda Roberto Scandroglio » 10 feb 2010, 9:27

Assolutamente non ti devi scusare se ti ho dato l'impressione di essermi irritato, sono io che mi scuso.
Io sono allenatore di base dal 2000, prima avevo il tesserino di istruttore giovani calciatorei del CONI e prima avevo la mia esperienza: all'età di 10 anni al NAGC (Nucleo addestramento giovani calciatori) di Gallarate, conseguii il Brevetto di Eccellenza e fui mandato 10 giorni premio a Coverciano, l'esaminatore di allora erail Campione del Mondo Sig. Giovanni Ferrari e il mio istruttore il Sig. Carlo Facchini ex allenatore della Lazio con cui sono ancora in contatto, ho giocato in serie D e in Eccellenza.
Il nostro dialogo sarà una base per approfondire maggiormente.
E' vero il calcio di strada non esiste più, ma non lo puoi riprodurre solo con il gioco,( lo sparviero, i 4 cantoni ecc. ecc.anche se servono per altri sviluppi motori) ora per imparare il calcio i bambini devono GIOCARE a calcio, e la tecnica deve essere insegnata correttamente.
L'ho già scritto tante volte, con la scusa del gioco e della specializzazione precoce non si insegna più la tecnica calcistica, si dice anche che è più facile insegnare la tattica e che è più difficle insegnare la tecnica di base, così si fà selezione.
Ho scritto anche che la tecnica calcistica va di pari passo con lo sviluppo degli schemi motori di base, non bisogna avere fretta e lavorare.
Io non chiedo quali siano le esercitazioni specifiche, sò già quali sono, le devo solo proporre e se sono valide, farle condividere.
Per la musica, le note musicali, sono fondamentali, le esercitazioni musicali si fanno con le note.
Per la letteratura le lettere dell'alfabeto sono fondamentali, se si vuole scrivere, comporre frasi, le esercitazioni le devi fare con le lettere dell'alfabeto.
E per il calcio, quali sono le note musicali? sono i movimenti fondamentali, che insieme formano gli schemi di gioco,e quindi le esercitazioni specifiche non sono altro che l'applicazione dei Movimenti Fondamentali individuali e di collaborazione, le esercitazioni si fanno sempre con questi movimenti, si possono comporre all'infinito con qualsiasi misura di lunghezza e larghezza .
Anche se il gioco dei bambini è scomparso, si possono recuperare tutte le abilità motorie con la palla e quindi si possono allenare e velocizzare tutti i movimenti individiuali e di collalborazione, sviluppare una geometria precisa, verificare il lavoro svolto e correggere immediatamnente quando si sbaglia.
ciao
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Re: L'apprendimento della tecnica

Messaggioda ruosi.s » 11 mar 2010, 10:39

Roberto Scandroglio ha scritto:Per la musica, le note musicali, sono fondamentali, le esercitazioni musicali si fanno con le note.


allora le capacità coordinative sono il pentagramma! cioè la base!!

un bambino può imparare perfettamente a superare l'avversario con la palla tra i piedi ma se avrà giocato a sparviero (e compreso le strategie) probabilmente si sarà divertito di più e apprenderà la tecnica più velocemente.

ATTENZIONE io sostengo che le due cose vadano di pari passo, ci deve essere integrazione tra sviluppo coordinativo e tecnico. Io sono tecnico Coerver, scuola che fa dell'analitico un monumento ma credo che se abbinato allo sviluppo motorio possa dare ancora più risultati.
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Re: L'apprendimento della tecnica

Messaggioda Roberto Scandroglio » 11 mar 2010, 22:21

I movimenti fondamentali individuali e di collaborazione sono la base per sviluppare le capacità coordinative per il gioco del calcio, curando analiticamente la sequenza dei movimenti complessivi (movimenti preliminari e gesti tecnici).
Tutti abbiamo capacità coordinative, chi di più, chi di meno, certo, sono una base di partenza per svilupparle ulteriormente.
Sul " Calcio Illustrato " gennaio 2006, Organo Ufficiale LND, c'è un articolo del sottoscritto: " Il Ritorno della Tecnica" dove ho menzionato Wieil Coerver, il quale in " Scoren Opleid voor attractief en productief voetbal (titolo originale) afferma che: " I movimenti eseguiti nel corso di una partita di calcio, possono essere suddivisi in movimenti base, finte ed aggiramenti, descrivendoli separatamente sarà possibile chiarire la natura di ciascun movimento, anche se in pratica risulta " impossibile " scinderli."
Il Metodo dei Movimenti Fodamentali (MF) proprio perchè fondato sulla precisa conoscenza dei movimenti legati ai gesti tecnici, consente in pratica questa "scindibilita"o componibilità modulare, auspicata, ma ritenuta impossibile fino ad oggi.
Non solo, questa scindibilità, proprio perchè fondata su una geometria precisa e variabile, ha permesso di elaborare una teoria e pratica degli smarcamenti facile da comprendere e da integrare al modulo di gioco....
saluti
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