L'apprendimento della tecnica

Tutto ciò che riguarda la teoria e metodologia dell'allenamento, applicata ai vari sport e al fitness.

Re: L'apprendimento della tecnica

Messaggioda mauriziocastagna » 18 mar 2009, 23:22

purtroppo Roberto,lo sport è fortemente "in-scritto" nella società...vive,letteralmente,un ruolo sociale. Del resto ha avuto sempre questo compito,da quando,pare,serviva ad ammortizzare le tensioni che nascevano tra gli uomini,i clan,le tribù,le città stato o, più probabilmente,ad accreditare presso gli dei chi organizzava,in loro onore,i giochi e i ludi.
E,per questa sua peculiarità,ne assorbe inevitabilmente le manchevolezze e le deviazioni da new age... è così che la trasmissione del sapere è cambiata. E da una visione terribilistica,mi si passi il termine, dell'insegnamento,come era e non doveva essere, si è passati al processo opposto,come se chiunque venisse alla luce, fosse miracolosamente provvisto del sapere.Lavoro studio tecnica sono categorie che non impongono dura applicazione,severo impegno e merito nei risultati,perchè tutto è dovuto a tutti,indipendentemente dallo sforzo fatto per accedervi. E così vengono frustrati gli sforzi di tutti in nome di un assai malinteso diritto a...tutto. La vita poi distrugge i più ingenui e la frode viene smascherata con disperazione.
Quante volte si sente dire,da parte di genitori assolutamente privi di discernimento che il "ragazzo non va bene perchè è l'allenatore,ma potremmo dire l'insegnante,il docente,a non capire nulla, a trasmettere male la tecnica,a insegnare con i piedi, a tenerlo in antipatia"..... E allora si finisce per non insegnare,questo mondo sforna calciatori che non sanno calciare-e passi!-ma anche medici che non sanno come si diagnostica senza usufruire di ausili tecnologici...Non si nega la patente di esperto a nessuno e tu ti intestardisci ad insegnare la tecnica di base...ma Roberto....!
Guai a determinare una scale di valori,insegnando con competenza: se c'è il più bravo,o quello più studioso,inevitabilmente ci sarà uno meno bravo e quello meno studioso,e questo non va bene...e per tener tutti sullo stesso piano si frustra il migliore,ma si umilia e truffa anche chi,in un campo o nell'altro,non riesce a raggiungere il risultato migliore. Come se il vincitore fosse chi raggiunge la vetta e non colui invece che si propone di raggiungerla e magari non ce la fa...questo è un vincitore vero,la sua abnegazione,il suo coraggio di osare anche la sconfitta ne fanno un vero vincitore...se non passano questi messaggi,passa solo quello che impedisce l'insegnamento,sui campi da gioco come nelle aule sfornando individui senza capacità senza entusiasmo senza voglia di apprendere...dei veri sconfitti.
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Re: L'apprendimento della tecnica

Messaggioda Roberto Scandroglio » 19 mar 2009, 0:48

Caro Maurizio, è proprio per impedire che si sfornino individui senza capacità, senza entusiasmo e senza voglia di apprendere, che bisogna fare il possibile per dare la possibilità a chiunque abbia voglia di imparare, ma al momento giusto, non quando ormai è troppo tardi.
Se nelle Società c'è una selezione che sceglie quelli più predisposti e trascura le potenzialità nascoste di chi lo è di meno perchè non si ha tempo di aspettare, (o non si sà come si fà) per far emergere il talento di ogni bambino, l'insegnamento corretto della tecnica è fondamentale.
Da Psicomotricità in scena Milano 2000 : " L'atmosfera ludica non può e non deve ledere la componente tecnica dell'intervento educativo, ma deve rinforzarla".
saluti e grazie
Roberto
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Re: L'apprendimento della tecnica

Messaggioda mauriziocastagna » 19 mar 2009, 9:46

" L'atmosfera ludica non può e non deve ledere la componente tecnica dell'intervento educativo, ma deve rinforzarla".


caro Roberto, questa frase dovrebbe essere messa in cornice!
co 'sto fatto della componente ludica,del gioco come viatico,stiamo sicuramente "costruendo" bambini felici-ma chi l'ha detto che non possano esserlo anche a casa e,soprattutto, chi l'ha detto che non siano invece felici solo quando "apprendono"-ma non costruiremo più nè campioni nè atleti......
sottoscrivo tutto
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Re: L'apprendimento della tecnica

Messaggioda Roberto Scandroglio » 19 mar 2009, 21:13

Maurizio, grazie, i bambini sono felici e si appassionano quando apprendono e diventano capaci sentendo dentro di loro che con limpegno possono sempre migliorarsi.
Ciao
Roberto
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Re: L'apprendimento della tecnica

Messaggioda sportbrain » 20 mar 2009, 10:27

Questo post è stato veramente molto interessante. Abbiamo deciso di chiuderlo, per evitare che diventi troppo lungo e quindi illeggibile a chi non ha seguito dall'inizio. Chiudendolo restarà comunque a disposizione di tutti, anzi, data la qualità della discussione sarebbe oppurtuno ricavarne anche un articolo da pubblicare sul blog. Se volete aggiungere qualcosa, lo lasceremo ancora aperto per un po. In alternativa, aprite un altro post, cliccando su nuovo argomento!

Ciao a tutti.
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Re: L'apprendimento della tecnica

Messaggioda Roberto Scandroglio » 23 mar 2009, 9:17

Caro Maurizio, colgo l'occasione per terminare il discorso prendendo spunto dal Tuo commento quando dici che ...guai a determinare una scala di valori insegnando con competetenza.... e per tenere tutti sullo stesso piano si frusta il migliore...ma si umilia...anche chi non riesce a raggiungere i risultati migliori...
Il problema oltre ad essere quello che affermi è che il rapporto di forza tra chi possiede l'informazione e l'innovazione che avanza, fà si che si mantenga lo " status quo" e non si va avanti, non si dialoga volutamente (si snobba) per mantenere le proprie convinzioni e posizioni.
Ora si può capire, che se ci sono novità, inevitabilmente affermazioni o prese di posizioni precedenti possano far fare brutte figure,( Ti ricordi quando si fasciavano le gambe ai bambini) mi sembra che riconoscerle e discuterle per la ricerca della verità sia giusto, e se c'è, si dia il merito a chi ce l'ha, non cercando di appropriarsi delle idee altrui.
Si è detto che nel calcio non c'è più nulla da inventare,( è vero) ma sembra ci sia ancora tanto da scoprire.
Sempre da psicomotricità in scena Milano 2000 " Non c'è gioco senza abilità ".
Saluti
Roberto
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Re: L'apprendimento della tecnica

Messaggioda mauriziocastagna » 23 mar 2009, 9:33

si roberto, ma questo è un guaio che appartiene al nostro mondo: in tutti i campi del sapere e del potere. Chu ha in mano una possibilità che lo leghi al successo personale o all'autoaffermazione,non molla....ricordi l'immenso Totò col suo "...siamo uomini o caporali?". Ecco che le conoscenze non vengono lasciate sulla vetrina delle idee del mondo per essere a disposizione di tutti. MA credi sia facile? Ogni volta che scrivo,e quindi metto in comune quello che so,ma soprattutto quello che non so,mi rimetto in gioco indefinitamente,come ricominciassi sempre daccapo. L'essere escluso da certi giochi,anche all'interno della mia federazione,mi brucia e mi costa,ma non pago con compromessi. Sono un eretico che però non ha la possibilità di portare un contributo,magari anche sbagliando.
Le tavole della legge,i processi di allenamento,così come imposte dai tecnici di vertice e dei vari settori di istruzione tecnica delle federazioni, paiono create per far morire i dibattiti sul nascere. Io credo con te sia necessario dialogare anche aspramente-come,di solito, fanno i veri amici!-ma essere pronti ad ascoltare e imparare. Non hai idea da quando vi leggo,quanto abbia imparato e quali idee nuove sia riuscito ad elaborare. Chiudersi in una turris eburnea non serve a nulla.
grazie amici
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Re: L'apprendimento della tecnica

Messaggioda Roberto Scandroglio » 23 mar 2009, 10:38

Caro Maurizio, grazie a Te, ho avuto la possibilità di esprimere il mio pensiero, il nostro dibattito serve per aprire, per costruire, se porto avanti anche con Te questo discorso, è proprio perchè ho sentito "imposizioni" che non quadravano con quello che ho scoperto sul campo, che spero, e siano, convinzioni maturate nell'ambito delle proprie esperienze che però purtroppo non quadrano con la mia.
La verità se c'è, non si può cercare di non farla emergere perchè fà comodo, prima o poi con l'impegno, e la forza della ragione deve venir fuori, questo è il compito di ogni insegnante, in tutti i campi.
Saluti
Robetto
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Re: L'apprendimento della tecnica

Messaggioda Roberto Scandroglio » 3 giu 2009, 18:19

Riprendo dall'apprendimento della tecnica per continuare il discorso.
Mi è capitato di leggere sul Web l'articolo del Corriere della sera di qualche anno fà.
" la matematica insegna il rigore perfetto"
Si scrive che alcuni scienziati della Johm Morese University di Liverpool hanno trovato una formula.....che consente di andare tranquilli sul dischetto.
Per il matematico inglese che ha partecipato alla ricerca bisogna:
- colpire la palla con la parte interna della scarpa (più volgarmente tirare di piatto)..
..per la rincorsa effettuare 4 - 6 passi....
Però non basta osservare i calciatori, bisogna fare esperienza con i propri piedi , conoscendo precisamente come ci si deve coordinare.
La mia esperienza: Per imparare a tirare i rigori bisogna eseguire:
- di piatto destro a destra (alla sinistra del portiere).
- di interno collo destro a destra.
- di interno collo destro a sinistra.
Mai eseguire di piatto destro a sinistra (alla destra del portiere).
Viceversa per i mancini.
Queste sono le uniche esecuzioni di base per imparare e ottenere sicurezza esecutiva valide per tutti.
Per queste esecuzioni sono fondamentali i punti di impatto del piede che vengono a contatto con la palla, non la parte della scarpa o la parte del pallone che deve essere colpita come spesso si afferma.
Ufficialmente il punto di impatto del piatto del piede è il centro del piede (zona incavo), la mia esperienza invece il centro della caviglia sotto il malleolo.
Per l'interno collo esiste un preciso punto di impatto sull'alluce del piede, ufficialmente una zona di impatto che parte dall'alluce al malleolo interno.
Nella nostra letteratura calcistica la conduzione di piatto non esiste e si consiglia di condurre la palla con l'esterno.
Invece la conduzione di piatto nei cambi di direzione (a 90°) e di senso ( a 180°) è fondamentale.
Per tornare al rigore: si decide prima dove tirare, si guarda il portiere alla partenza della rincorsa, poi si guarda la palla e si tira.
Un tiro forte e preciso che in caso di intercettamento metterà in difficoltà il portiere.
La sicurezza esecutiva si ottiene con l'allenamento corretto e continuo delle esecuzioni di base che ho appena elencato che portano nel tempo a sbagliare sempre di meno.
Dopo si potrà guardare meglio il portiere e rendere più fantasiose le esecuzioni, ogni giocatore ha le sue.
cordiali saluti
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Re: L'apprendimento della tecnica

Messaggioda mauriziocastagna » 3 giu 2009, 19:15

figurati se ho da contestare,anzi mi pare tutto frutto di studio, applicazione pratica, conoscenza dei fondamentali, esperienza ed esperienza motoria,elaborazione delle sensazioni,attitudine all'osservazione.
Però lo hai detto anche tu Roberto,magari l'hai fatto intuire,c'è sempre quel quid che nasce della capacità di emozionarsi o sentire suggestioni che vanno oltre la pragmatica esecuzione di un'azione motoria così particolare. La tua convinzione che il punto anatomico di impatto sia appena sotto il malleolo e non poco più avanti nasce sicuramente da un intimo percorso esperenziale,sottilmente rielaborato dai centri corticali superiori,fino a ri-costruire un atteggiamento a calciare assolutamente di "tua proprietà".
Puoi venire a tirare i rigori nel Napoli,per favore?
ciao
maurizio
p.s. lascia stare le st...upidate degli anglosassoni,che evidentemente avendo denari a palate possono permettersi di elaborare inbecillità(per far progredire la scienza,quella vera, ci rubano i cervelli......................)
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