purtroppo Roberto,lo sport è fortemente "in-scritto" nella società...vive,letteralmente,un ruolo sociale. Del resto ha avuto sempre questo compito,da quando,pare,serviva ad ammortizzare le tensioni che nascevano tra gli uomini,i clan,le tribù,le città stato o, più probabilmente,ad accreditare presso gli dei chi organizzava,in loro onore,i giochi e i ludi.
E,per questa sua peculiarità,ne assorbe inevitabilmente le manchevolezze e le deviazioni da new age... è così che la trasmissione del sapere è cambiata. E da una visione terribilistica,mi si passi il termine, dell'insegnamento,come era e non doveva essere, si è passati al processo opposto,come se chiunque venisse alla luce, fosse miracolosamente provvisto del sapere.Lavoro studio tecnica sono categorie che non impongono dura applicazione,severo impegno e merito nei risultati,perchè tutto è dovuto a tutti,indipendentemente dallo sforzo fatto per accedervi. E così vengono frustrati gli sforzi di tutti in nome di un assai malinteso diritto a...tutto. La vita poi distrugge i più ingenui e la frode viene smascherata con disperazione.
Quante volte si sente dire,da parte di genitori assolutamente privi di discernimento che il "ragazzo non va bene perchè è l'allenatore,ma potremmo dire l'insegnante,il docente,a non capire nulla, a trasmettere male la tecnica,a insegnare con i piedi, a tenerlo in antipatia"..... E allora si finisce per non insegnare,questo mondo sforna calciatori che non sanno calciare-e passi!-ma anche medici che non sanno come si diagnostica senza usufruire di ausili tecnologici...Non si nega la patente di esperto a nessuno e tu ti intestardisci ad insegnare la tecnica di base...ma Roberto....!
Guai a determinare una scale di valori,insegnando con competenza: se c'è il più bravo,o quello più studioso,inevitabilmente ci sarà uno meno bravo e quello meno studioso,e questo non va bene...e per tener tutti sullo stesso piano si frustra il migliore,ma si umilia e truffa anche chi,in un campo o nell'altro,non riesce a raggiungere il risultato migliore. Come se il vincitore fosse chi raggiunge la vetta e non colui invece che si propone di raggiungerla e magari non ce la fa...questo è un vincitore vero,la sua abnegazione,il suo coraggio di osare anche la sconfitta ne fanno un vero vincitore...se non passano questi messaggi,passa solo quello che impedisce l'insegnamento,sui campi da gioco come nelle aule sfornando individui senza capacità senza entusiasmo senza voglia di apprendere...dei veri sconfitti.

