Roberto Scandroglio ha scritto:Desiderrei aprire un dialogo che spesso non viene accettato dagli addetti ai lavori.
Dall'ottobre 2007 avevo aperto una discussione, uno spunto da un articolo suilla guida della palla e
dato che in 18 mesi non c'è stato nessun intervento, ho voluto riproporre il tema in questione.
Era scritto:...che è indispensabile che ogni giocatore possieda la capacità di guidare la palla.. .....Ok
Ma cone si fà ad acquisire tale capacità? cosa si deve insegnare?
la guida libera con indicate parte del piede non ha senso se non si insegna per ogni " parte" come si fà.
Siamo davvero sicuri che la guida in avanti di esterno (sempre consigliata) sia giusta?
Se ci pensiamo un attimo , si ripetono sempre da decenni le stesse cose.
Per esempio e mi ripeto, la guida della palla di piatto nella nostra letteratura non esiste e si è sempre consigliato l'esterno.
Se si tira di piatto , se si stoppa di piatto, bisogna anche saper condurre di piatto.
Se vado a sinistra col piatto destro, devo anche sapere andare diritto.
E inserire progressivamente maggiori difficoltà non ha senso se la coordinazione di base (di piatto) non viene sviluppata correttamente.
Riflettiamo un attimo, l'esterno piede è all'esterrno del corpo, se devo eseguire in avanti di esterno destro, devo girare la punta verso sinistra, e dato che i piedi hanno una direzione naturale di spinta: il destro spinge sempre a destra e il sinistro a sinistra , si posizionerebbe la punta del piede destro nella direzione opposta a quella naturale e la coordinazione non è corretta.
Sballando la coordinazione di base, si perde lo sviluppo della corretta geometria che parte dai nostri piedi.
Provate a girare intorno ad un quadrato in senso antiorario (da destra verso sinistra) potete farlo con l'esterno destro?
Non si può fare, solo quando si parte si può fare, ma quando si ritorna all'angolo di partenza non si può più fare perchè si deve andare a sinistra col piatto destro.
Cosa significa questo? che andare a sinistra o andare diritti con il piatto del piede è la stessa cosa, la coordinazione è identica.
Le coordinazioni da fermo devono corrispondere alle coordinazioni effettuate in movimento e non viceversa.
Saluti
Roberto Scandroglio
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caro roberto riporto il tuo messaggio perchè desidero porre attenzione ai tuoi riferimenti e risponderti in scienza e coscienza,in un campo dove culturalmente potrei attingere ma mai con la tua esperienza emozionale.
Ti ricordo un nome,Bernstein, colui che "distrusse" la biomeccanica classica,forse sarebbe diventato un precursore acclamato come genio se avesse prodotto in altri campi ciò che ha determinato nel nostro.
Bernstein accosta campo motorio e visivo in funzione dello spazio geometrico circostante,e dunque tu sembreresti aver ragione!
Ma ancora dichiara che il "campo motorio" ha chiara preferenza per le categorie topologiche rispetto a quelle metriche perchè,ad esempio, è indifferente alla direzione quando è chiaramente influenzata dalla posizione; oppure per la sua inconsapevolezza di linee rette e della differenza tra linee rette e linee curve,ed infine di linee stabili e identiche,perchè mai i movimenti ciclici possono infatti essere, e nemmeno una volta, ripetuti in forma esattamente coincidente.
L'engramma in Bernstein è la rappresentazione dell'atto motorio come lo raffigura-lo raffigura,si proprio cosi'- la corteccia motoria; e dunque l'engramma superiore,formato da ciscun engramma inferiore che determina la dinamica strutturale degli interventi muscolari di ogni singola variante dell'atto motorio in pre-visione e ri-adattamento, non dimostra quasi nessuna somiglianza con gli schemi motori muscolo-articolari. Basta così. Perchè ci sarebbe da rileggere Bernstein!,ma ora volevo solo estrapolarne una delle idee geniali,verificate dalla fisiologia,quella che dichiara che alla base del movimento umano non può esservi solo una teoria meccanicista-così come in tutti i campi,dall'economia alle scienze sociali-ma per forza un quid che comprende il caleidoscopico mondo esperenziale, emozionale, filogenetico ed ontogenetico, neurale e psichico, di ogni singolo irripetibile essere umano...non avremmo in modo differente potuto veder correre e vincere impettito come un lord un quattrocentista afroamericano alle olimpiadi,o parare in modo sgraziato ma efficace campioni del calcio,o regalarci emozioni un nuotatore napoletano che nuota diciamo "non benissimo"... La fantasia corticale motoria esula da schemi biomeccanici e l'adattamento neurale risponde a regole che violano la geometria classica e l' idea "logica" che è alla base degli artefatti della tecnica sportiva. Ma incredibilmente hai ragione tu! E' doveroso insegnare secondo schemi appresi e consolidati,solo in tal modo il genio può essere messo nella condizione di esasperare un movimento; annullare gradi superflui di libertà articolare,per se stesso inutili quanto necessari agli altri; dimostrare che leggi innaturali erano alla base di comportamenti stancamente ripetuti e le prove dell'evento nuovo servivano solo a dichiarare che alla conoscenza è sempre inutile porre limiti-pensate al Flosbury....Ma ce ne fossero di tecnici come te così attenti e così tenacemente presi dal gusto dell'insegnamento:l'unica cosa, che ti ha ricordato anche francesco,attenzione a non reprimere il genio,ad accettare che anche un atteggiamento motorio sbagliato possa consentire a qualcuno di diventare un giorno....Maradona.
saluti