Dolore anteriore di ginocchio, frequente complicanza dopo la ricostruzione del legamento crociato anteriore
Una frequente complicanza della chirurgia legamentosa è la problematica del DOLORE ANTERIORE DÌ GINOCCHIO . In un interessante lavoro di Sachs et al. del 1989 sono stati riportati i risultati della frequenza delle principali complicanze della chirurgia del LCA in uno studio multicentrico in cui hanno partecipato quaranta ortopedici. Le principali complicanze riportate da questo pool, nei loro ultimi casi operati, erano cosi distribuite:
- deficit quadricipitale 23% dei soggetti;
- contratture in flessione 24% dei soggetti;
- dolore anteriore di ginocchio 12%;
- dolore generico al ginocchio 10%;
- versamenti 2,5%,
- le altre complicanze intorno al 1%.
II risultato interessante di questo lavoro, confermato da una recente pubblicazione, è che le tre principali complicanze sono strettamente correlate; quindi si può avanzare l’ipotesi che la restrizione dell’estensione, aumentando la compressione a livello femoro‐rotuleo, possa essere la causa del dolore anteriore di ginocchio. L’insieme della rigidità e della problematica rotulea determinano il deficit muscolare sia del quadricipite che degli ischiocrurali, il 92 quale deficit condiziona i test funzionali come il test di salto in lungo monopodalico. Da questi dati, quindi, gli Autori ritengono che la causa primaria sia da attribuirsi alla contrattura in flessione che può instaurarsi come complicanza della chirurgia legamentosa. C’e da annotare che nel protocollo rieducativo di questo lavoro era previsto una immobilizzazione con ginocchio flesso a 30° per tre settimane, nelle successive tre‐cinque settimane era utilizzata una ginocchiera che limitava l’estensione a 30° (0° completa estensione). In un altro lavoro lo stesso Autore riporta una riduzione della irritazione patellare dal 7% allo 0% modificando l’angolo di immobilizzazione postchirurgico da 30° di flessione a 0°. Un recente lavoro che tende a confermare questa ipotesi patogenetica e quello di Rosemberg et al. del 1992; in questo lavoro viene riportata un’analisi delle complicanze dell’intervento di ricostruzione del LCA con tendine rotuleo in 10 soggetti, selezionati in modo random, ad un follow‐up di 17,9 mesi (min 12 max 24). Otto su dieci presentava un incremento dei crepitii retropatellari durante una estensione contro resistenza; otto su dieci dolore occasionale in relazione all’attività fisica; sei su dieci dolore durante la posizione seduta prolungata; cinque su dieci riportavano delle difficoltà a salire le scale; otto su dieci presentavano delle difficoltà ad inginocchiarsi; quattro su dieci presentavano radiologicamente una restringimento della linea articolare femoro‐patellare; otto su dieci presentavano radiologicamente una diminuzione di densità patellare; tre su dieci erano in grado di ritornare all’attività pretrauma; dieci su dieci erano negativi ai test di lassità. Questi dati sicuramente non sono incoraggianti considerando che siamo solo a due anni dall’intervento. Analizzando la rieducazione a cui questi soggetti sono 93 stati sottoposti riscontriamo che, per quanto questo lavoro sia del 1992 e gli Autori la definiscono “aggressiva”, nella fase post‐operatoria viene iniziato il carico a quattro‐sei settimane dall’intervento con una ginocchiera che evita l’estensione, per quanto tempo venga prescritta la completa estensione non viene riportata; la mobilizzazione passiva viene iniziata precocemente. Un altro dato che lascia dub‐bioso l’Autore della discussione del lavoro presentato, è l’importanza della rieducazione sulla frequenza di queste complicanze, vista soprattutto l’incidenza del 30% di un deficit di 5° dell’estensione. Nei casi con rigidità articolari è stato dimostrato che eliminando artroscopicamente la causa del blocco dell’estensione c’era un ripristino non solo della mobilità articolare ma anche la scomparsa della sintomatologia dolorosa anteriore di ginocchio. Un altro lavoro riporta la correlazione tra ricostruzione del LCA e dolore anteriore di ginocchio; in questo studio sperimentale utilizzando delle capre sottoposte a ricostruzione del LCA e stato riscontrato un aumento delle lesioni della cartilagine femoro‐patellare in elementi immobilizzati rispetto ai non immobilizzati senza però riscontrare una correlazione con la rigidità articolare. Tale dato viene parzialmente confermato dal lavoro in vivo di Scaglione et al. che valutano a 38,5 mesi di media delle ricostruzione del LCA con utilizzo del semitendinoso. Questo lavoro riporta una incidenza del 27,8% di complicanze con dolore anteriore di ginocchio senza pero riscontrare nessuna correlazione con dei deficit di mobilita articolare (40,2% di limitazioni in flessione, 6,9% di limitazione in estensione). Anche in questo caso analizzando il protocollo rieducativo post‐chirurgico riscontriamo un’ immobilizzazione gessata per sei settimane con ginocchio in flessione di 30°‐40°; dopo questo periodo veniva ripresa gradualmente la mobilità articolare utilizzando una ginocchiera articolata che permetteva il movimento solo da 30° a 90°. II completo range di movimento veniva dato solo al quarto‐quinto mese. Anche Aglietti et al. riscontra una notevole correlazione tra problematiche di dolore anteriore di ginocchio (5% di gravi e 20% di moderate) e la rieducazione post‐chirurgica, anche se, in accordo con Sachs, ritiene che la limitazione articolare sia la causa principale delle problematiche rotulee

. Noi riteniamo che il lavoro di Sachs affronta una delle cause della complicanza rotulea, ma in realtà, l’articolazione femoro‐rotulea è un’articolazione molto complessa e come tale presenta tanti altri elementi che possono determinare, alterando il delicato equilibrio articolare, il dolore anteriore di ginocchio. Va sottolineato che la lesione del LCA e già una predisposizione al dolore anteriore di ginocchio. In un recente studio è stato dimostrato che su cinquecento soggetti operati di in stabilità antero‐mediale o antero‐laterale cronica, centosessantuno (32%) presentavano al momento dell’intervento dei vari gradi di condromalacia di rotula; esiste una correlazione positiva con il tempo intercorso dal trauma e con precedenti interventi falliti; non c’e correlazione diretta con i test di instabilità oggettivi. A riguardo del tipo di trapianto utilizzato, molti Autori concordano che l’utilizzo del tendine rotuleo partecipi maggiormente all’instaurarsi di dolore anteriore di ginocchio, rispetto all’utilizzo del semitendinoso e gracile. L’incidenza del dolore anteriore di ginocchio nell’intervento di ricostruzione del LCA con utilizzo del tendine rotuleo varia dal 12% di Johnson et al., al 22% di Kornblatt o ancora al 28% di Brient et al. fino al 35% e al 55% riportato rispettivamente da Clancy et al e da Arendt et al. Utilizzando il semitendinoso le percentuali riportate in letteratura non sono molto dissimili, variando dal 15% di Straub a Hanter fino al 27,8% di Scaglione et al. Queste percentuali sono molto variabili anche per il differente metodo di valutare la problematica femoro‐rotulea, infatti mentre alcuni inseriscono anche i saltuari crepiti altri considerano solo i casi con manifesta sintomatologia. Noyes e Barberi riscontrano, in un gruppo di sessantotto soggetti operati di ricostruzione del LCA con tessuto (fascia lata e tendine rotuleo) omologo a distanza di sette anni, in sedici soggetti (24%) dei moderati crepitii rotulei e in un soggetto (1%) severi problemi femoro‐rotulei. Confrontando la valutazione fatta agli stessi soggetti ad un follow‐up di due‐quattro anni con quella effettuata a sette anni di media si riscontra un incremento del 19% di problematiche di dolore anteriore di ginocchio. Shino et al. Confrontando artroscopicamente un gruppo di soggetti operati con tendine rotuleo autogeno prelevato dal ginocchio leso con un gruppo operato con tendine achilleo omologo prelevato da cadavere, non ha dimostrato nessuna differenza significativa tra i due gruppi per le lesioni cartilaginee. Due recenti lavori in vitro hanno valutato le modifiche, in termini di area di contatto e di pressione a livello dell’articolazione femoro‐rotulea, apportate 96 dalla sottrazione dello stampo del tendine rotuleo normalmente utilizzato nella plastica del LCA. I risultati non dimostrano nessuna diminuzione di area o aumento di pressione sia suturando che non suturando il tendine rotuleo rimasto. Alcuni Autori riportano come complicanza del prelievo una rotula bassa, fonte di dolore anteriore di ginocchio, anche se i dati in letteratura non confermano una diminuzione di lunghezza del tendine rotuleo anche quando la breccia viene suturata. Altri Autori hanno riscontrato una correlazione tra abbassamento della rotula ed intervento eseguito in artrotomia seguito da immobilizzazione in gesso per quattro settimane. Sono stati riportati recentemente i dati dell’evoluzione di un ginocchio donatore del tendine rotuleo pro‐legamento, però con il LCA sano. In questo lavoro è stata valutata la risposta del ginocchio con LCA sano donatore del tendine rotuleo per stabilizzare il ginocchio controlaterale con LCA lesionato, in venti soggetti. Non sono presenti a due anni di distanza delle complicanze tipo rigidità e dolore anteriore di ginocchio; L’infiammazione del tendine rotuleo e presente nel 55% dei casi a sei mesi dall’intervento ma tende a regredire completamente dopo un anno. Questi ultimi lavori danno l’idea della complessità dell’argomento che rimane ancora ben distante dall’essere completamente chiarito. La sintomatologia rotulea è classificabile: 1) attraverso il crepitio presente durante un’estensione attiva; 2) dolorabilità risvegliata dalla palpazione dell’interlinea mediale e laterale; 3) intensità del dolore nell’eseguire compiti della vita quotidiana quali salire le scale, sedersi ecc. Uno dei sintomi più frequenti legati all’irritazione rotulea e l’idrartro. Sicuramente il subentrare di una complicanza rotulea crea degli annosi quesiti a chi deve gestire il programma rieducativo, quesiti che bisogna risolvere in proprio visto che non esistono pubblicazioni a proposito. Frequentemente il dolore anteriore di ginocchio si verifica al variare dell’intensità dei carichi rieducativi o a volte al reinserimento di un nuovo esercizio. E opportuno sottolineare quello che Paulos et al. hanno definito il “paradosso dell’esercizio”; se per evitare eccessivi stress tensionali sul neolegamento e consigliato lavorare con il ginocchio in flessione a tale posizione articolare la rotula e sottoposta alle maggiori forze compressive e quindi ai maggiori sovraccarichi. Di solito si consiglia di ridurre l’intensità dei carichi e di eliminare le esercitazioni che possono biomeccanicamente sovraccaricare la rotula. E sconsigliato fermare completamente il paziente aspettando che si riassorba l’idrartro. II problema delle condropatie femoro rotulee è un problema molto complesso dal punto di vista rieducativo che va affrontato da più parti; di solito viene consigliato di potenziare i muscoli che tendono a medializzare la rotula (VMO, ischio crurali mediali) ed allungare le strutture che tendono a lateralizzare la rotula: ischio crurali, fascia lata, legamento alare esterno.
Bibliografia
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sono il papà di un ragazzo di 19 anni, si opera di riallineamento della rotula,vorrei sapere quante probabilità ha di ritornare a giocare a calcio a buoni livelli,anche dopo una lunga riabilitazione?
Non siamo medici e non possiamo rispondere in alcun modo a queste domande. Le consiglio di rivolgersi al suo medico di fiducia o al chirurgo che eseguirà l'intervento.
Ciao Francesca. La valutazione medica, spetta ovviamente ad un ortopedico, e questo comprende anche ovviamente la prescrizione del tutore e delle stampelle. Per quanto riguarda la preparazione all'intervento invece, ti invito caldamente a valutare insieme ad un professionista un piano di lavoro muscolare e coordinativo compatibile con la tua situazione attuale. Un lavoro preparatorio ottimale, garantisce una sensibile riduzione dei tempi di recupero dopo l'intervento, e a volte è cruciale anche nella prevenzione di eventuali deficit post operatori.
Non esitare a contattarci per qualsiasi ulteriore consiglio!
Francesco Martino
Buongiorno. Ho 36 anni e pratico sport (sci-telemark) a livello agonistico.
Il 26 agosto ho avuto un incidente in scooter. Ho lesionato LCA LCP e PLC, per cui subirò un intervento di ricostruzione da donatore il 20 gennaio 2010.
Come mi devo comportare nel periodo di tempo da qui all'intervento? Fino ad oggi ho tenuto un tutore ROM, devo continuare fino a gennaio? Posso camminare senza stampelle o guidare?
L’ortopedico che ti ha operato è la prima persona a cui rivolgere questa domanda.
Sparando alla cieca, e anche alla luce di quanto esposto in questo studio, ti ripeto che i dolori tendinei (al tendine rotuleo) sono piuttosto frequenti dopo un intervento di questo tipo, soprattutto nei primi 12 mesi, per i motivi appunto esposti nella tesi. Il fatto che siano frequenti non vuol dire che siano irrisolvibili, ma la prima cosa da fare è capirne la causa. Ti consiglio di parlarne con il chirurgo il fisioterapista e il preparatore che stanno seguendo il tuo recupero funzionale. Se leggi bene l’articolo vedrai che una delle cause più frequenti è un deficit nella capacità di controllo neuromuscolare, o controllo propriocettivo dell’arti inferiore leso.
Ti ripeto comunque a scanso di equivoci che ogni caso è un caso apparte, e solo un’accurata valutazione ortopedica può aiutarti ad individuare l’origine del dolore che senti e che non devi assolutamente trascurare!
p.s. queste domande vanno postate sul Forum!!
Ciao,
ho subito un intervento di ricostruzione del LCA a dicembre.
La fase riabilitativa è andata alla grande, ma nella fase di potenziamento muscolare ho cominciato ad avvertire un dolore nella parte laterale del ginocchio nelle estensioni a freddo (es. dopo essere stato seduto per almeno 20 min.).
Potete aiutarmi a capire di cosa si tratta? E’ normale?
ciao e grazie
…. è così, piangere sul latte versato non serve a nulla. Ma qualche soluzione prima o poi la devo trovare.
La bella tesi di Francesco Martino l’avevo letta e attraverso la suo bibliografia sono arrivato a questo sito.
Due settimane fa ho fatto un reintervento in artroscopia che mi ha ripulito dai tessuti sinoviali (cicatriziali) che si erano formati sotto la rotula. Avevo proprio la speranza che finalmente si sbrigliasse il movimento.
Sono molto vigile, lo so è presto, qualcosa è cambiato ma la rotula sento non scorre ancora come e dove dovrebbe.
Credo che avrò bisogno di un centro ortopedico e radiologico che mi scannerizzi per bene, facendo uno studio comparativo dei due arti che ancora nessuno mi ha voluto fare.
Se avete dei centri referenziati sono in ascolto
grazie
Ciao Giorgio. Al di la delle statistiche e dei protocolli ogni caso fa storia a se. Non puoi sapere come saresti stato scegliendo un trattamento conservativo, ma probabilmente se hai optato per un trattamento chirurgico il medico che ti ha consigliato questa scelta avrà avuto i suoi buoni motivi. Se leggi attentamente l’articolo (e ti consiglio di scaricare la tesi completa direttamente da qui http://www.sportbrain.it/wp-content/uploads/scarica/TESI%20SPECIALISTICA%20FRANCESCO%20MARTINO.pdf ) lo studio in questione evidenzia che spesso un deficit del controllo propriocettivo è tra le principali cause del dolore anteriore di ginocchio dopo questo tipo di interventi. Ovviamente ti ripeto ogni caso fa storia a se, e il consiglio è sempre quello di rivolgersi e affidarsi ad un professionista, che dopo aver valutato la tua situazione specifica potrà programmare al meglio il tuo recupero funzionale. Individuare il problema, programmare il recupero e valutare in itinere gli adattamenti indotti per correggere ed ottimizzare.
Molto interessante. Ma è tardi avrei dovuto leggerlo prima dell’intervento. Dopo la ricostruzione lca subita con il mio rotuleo quasi due anni fa, la mia rotula non risponde adeguatamente alla sollecitazione muscolare andando in iperpressione. Di conseguenza la mia autonomia motoria è limitatissima. In pratica rimpiango il mio crociato rotto.
Se avete qualche ipotesi di SOLUZIONE inviatemi qualche ulteriore riferimento. Sono nel nord-est , ma per una valida soluzione andrei ovunque.
Avrei piacere di conoscere anche dei risultati statistici più recenti.
Grazie
giorgio