Diete Miracolose: cosa fare?

feb 7th, 2010 | Di Francesco Martino | Categoria: Fitness

Vi presento un bellissimo articolo che il Prof. Maurizio Castagna ha scritto per noi. Perché “bellissimo”? Anche per i concetti, ma non solo. Un esempio di analisi critica, di valutazione “differenziale” di quelle che spesso vengono presentate alle masse come “verità assolute”, o peggio: di novità scientifiche in grado di risolvere i problemi dell’umanità. Non esistono verità assolute. Esiste un bagaglio di conoscenze, esistono tendenze, evidenze scientifiche più o meno ripetibili. Esiste soprattutto un certo tipo di approccio, critico e responsabile, che non possiamo non adottare se vogliamo davvero essere riconosciuti come categoria professionale di Laureati in Scienze Motorie. Buona lettura, quindi, di questo articolo dalla doppia valenza didattica!

Autore: Maurizio Castagna

Da tempo si discute sul progetto di alimentazione che l’uomo moderno dovrebbe seguire in risposta alla sua vita sedentaria.

Più ancora che gli atleti, sono i frequentatori di palestre e piscine, piste d’atletica e ciclabili, che comprendono la necessità di correlare l’attività motoria con un percorso di vita sana che includa un’alimentazione il più possibile naturale.

Ma cosa vuol dire naturale?

Per non affrontare l’impervio percorso che porta al dibattito sulla genuinità degli alimenti e alla diatriba tra biologico e no, geneticamente modificato o meno, ci atteniamo al buon senso del vecchio padre di famiglia.

Benchè gli studenti di Scienze Motorie dovrebbero avere accesso ad una conoscenza più vasta del problema alimentare e invece, ad onta della presenza nel piano di studi di una esagerata messe di nozioni cliniche, manca, clamorosamente, in alcuni Corsi di Laurea, un insegnamento di dietetica clinica (ma al primo docente a spasso… intelligenti pauca).

Ci troviamo davanti un’ illustratissima e documentata brochure di una marca italiana di cibo alternativo, che più alernativo, appunto, non si può… ricordate la vecchia dieta Scarsdale, dal noto medico americano che la propugnò, finchè non morì con le arterie devastate dal grasso? Si, la famosa dieta “americana” tutta grassi e proteine… Rinasce con un business ancora più subdolo. Con la preparazione industriale di cibi che scimmiottano i carboidrati. Infatti un noto professore di una università italiana firma un dottissimo articolo che in sostanza invita a non mangiar più carboidrati e a sostituirli con cibo somigliante. Cioè spaghetti, pane, riso, pasta e legumi all’apparenza, ma di fatto cellulosa e crusca (fibre vegetali) e proteine vegetali… Per ottenere una buona risposta organolettica la…”dieta”… consiglia di condire il…manufatto con mascarpone, panna, margarina, besciamella, mortadella, pancetta et similia.

Partendo dal presupposto che quando vengono assunti assieme carboidrati e grassi la via metabolica che utilizza i primi per l’attività motoria e di relazione stocca i secondi in riserva. Tutto giusto,infatti si consiglia di solito di non assumere assieme zuccheri semplici e grassi per evitare questo fenomeno, e soprattutto quando si fa scarsa attività fisica e si ha bisogno di dimagrire. E sappiamo che ciò è in qualche modo legato alla produzione di insulina e alle conseguenze della sua secrezione. Ma ci chiediamo? Perché, allora, non limitare i grassi? Visto anche che la scelta della via metabolica da seguire (bruciare grassi o zuccheri) dipende dalla velocità di combustione dei primi e dei secondi (beta ossidazione dei grassi e legame tra acido grasso e CoA con formazione di acil coenzima A, per l’utilizzazione, in presenza di ossigeno, dei grassi: quindi una via metabolica più lenta rispetto all’utilizzazione degli zuccheri nello stesso ciclo ossidativo).

Le attività, specialmente prestative, ma anche e spesso della vita di relazione hanno bisogno di zuccheri, utilizzando la via energetica più veloce. Il trasporto del glucosio nelle cellule veicolato da un trasportatore specifico e la sua successiva fosforilazione a glucoso 6-P, fruttoso-6 P, e infine a Piruvato.

E in ogni caso l’esperienza ci insegna che il lavoro muscolare intenso genera un tempo di compensazione nel quale i grassi vengono costantemente utilizzati per provvedere al ripristino delle condizioni di base, ma anche per creare situazioni organiche e strutturali più favorevoli alla ripetizione dello stress da lavoro.

Ma la cosa più incredibile, alla fine del lungo articolo dedicato all’assoluta necessità di smettere di assumere carboidrati se si vuol dimagrire, è il consiglio di reintrodurre di tanto in tanto un’alimentazione normoglucidica per …”evitare una eccessiva riduzione dell’efficacia delle vie metaboliche predisposte all’utilizzo degli stessi zuccheri e una risposta insulinica eccessiva”… OHIBO!, c’era parso che l’essere umano ne potesse fare tranquillamente a meno…

Sappiamo invece che il combustibile principale per il cervello risulta essere il glicoso,per i muscoli il glicoso stesso e il glicogeno e che questi sono l’unica forma di energia per l’eritrocita, grazie alla glicolisi anaerobica. Sappiamo che il piruvato derivante dal metabolismo del glicogeno viene convertito in acetilCoA, intercettando le molecole di acidi grassi che verranno utilizzate quando lo sforzo muscolare risulterà meno intenso. Quindi vale l’antico detto che i “grassi bruciano al fuoco dei carboidrati”. MA non solo. E’ vero che lo scheletro carbonioso delle proteine viene utilizzato per la conversione in glicogeno, nel fegato, o nel muscolo trattandosi di BCAA, quando l’organismo si allerta per una sua mancanza. MA non riusciamo a comprendere cosa l’organismo ci guadagni nel perseguire una via così impegnativa. E’ lo stesso organismo che nelle fasi di compensazione post-allenamento provvede a far risparmiare carboidrati utilizzando minor glicoso e più grassi, in una prova successiva svolta alla medesima intensità.

E infine considerato il ruolo attivo di molti amminoacidi nelle funzioni di trasporto e come precursori, e dunque nelle reazioni redox per la formazione di altre molecole importanti per il raggiungimento dell’equilibrio compensato post esercizio, ci sembra poco “intelligente”, usarli come precursori del glicogeno.

Ma il fatto più grave in questa dieta-furbata (tutti noi sappiamo che una buona dieta cosiddetta proteica è capace di far perdere qualche chilo d’acqua spacciato per grasso,ma sappiamo anche essere impegnativa per alcuni organi del nostro corpo),è proprio quello della vendita contestuale e “necessaria” di questi manufatti spazzatura. Un eccesso di fibre e materiale indigeribile non migliora la peristalsi. La peristalsi migliora con una dieta sana ed equilibrata che comprenda “anche” un certo quantitativo di alimenti integrali, ma sorbirsi chili di materiale indigeribile riesce solo, nel tempo, ad assicurare gravi forme patologiche prima al grosso intestino e poi a tutto il sistema digerente. Grosse concentrazioni di fibre possono sfiancare i plessi nervosi di Meissner e Auerbach e la muscolatura intrinseca, che garantiscono il normale transito intestinale, favorendo l’instaurarsi di una situazione prepatologica e infine di grave infiammazione locale. Non è lecito dire che, IN ASSOLUTO, la crusca fa bene all’intestino perché ci sono gravi patologie che rendono assolutamente sconsigliato un regime di tal fatta. Un megacolon,una forma idiopatica di colite, la colite ulcerosa, diverticoli, un Crhon, una pseudo ostruzione, polipi intestinali sono già condizioni di limite. Ma anche un colon leggermente sensibile agli stati psicologici non sopporterebbe un tal carico di fibra indigerita. ATTENZIONE AGLI AVVERTIMENTI CORAM POPULO E VAGLIAMOLI COL NOSTRO MEDICO O CON UN TECNICO PREPARATO.

Infine invito tutti a segnalare queste assurde indicazioni anche per l’alto valore diseducativo che comportano. L’individuo deve controllare se stesso anche nel rapporto con il cibo ed è indegno lo si inviti a scorciatoie innaturali. Figuratevi che questi signori fanno anche “una NUTELLA” alternativa di materiale indigeribile… ma si può?

Estote parati, ragazzi, vegliate e come dottori in Scienze Motorie cercate di essere buoni consiglieri, il vostro percorso di studi almeno possa servire anche a questo…

MAURIZIO CASTAGNA


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3 commenti
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  1. Chapeu Prof….
    l'alimentazione è qualcosa che interessa tutti e le "masse" sono ancora di più attratte se viene proposto loro qualcosa di miracoloso, che può essere ottenuto senza fatica e senza consapevolezza di ciò che stai facendo…fa bene perchè l'ha detto la TV (o in questo caso internet…)
    Quando chiedono il mio parere io faccio sempre l'esempio del neonato…cosa mangia?
    Il latte (unico alimento con Carboidrati, Proteine e Grassi)…e poi?
    Omogenizzati di carne e verdura (o frutta)….quindi carboidrati e proteine con filo d'olio.
    E questo cosa può insegnarci? Che il nostro organismo, per funzionare bene (e niente funziona meglio di quello di un bambino in crescita) necessita dei 3 macronutrienti scegliendoli tra quelli "buoni"…
    La cosa importante è che come descritto dal prof Castagna non venga invitata la gente ad eliminare completamente i carboidrati dalla propria dieta convincendola che questa soluzione sia la panacea dei propri mali, senza rendersi conto che un corretto apporto glucidico sia importantissimo per mantenere una scorta glicogenica muscolare fondamentale per l'energia a breve termine (correre per prendere l'autobus, rincorrere il bambino scappato, ecc..) anche in azioni di vita quotidiana e non solo sportiva…
    Inoltre anche i grassi servono, se non altro perchè sono il carburante a maggior rendimento di ATP (e qui sono in parziale disaccordo con il prof, visto che ritengo lo sfruttamento dei grassi come "base metabolica", tendendo quindi a preservare i glucidi per le prestazioni di maggior importanza e per un rilascio immediato in caso di necessità)….l'importante è che quelli che ingeriamo siano grassi "buoni" (olio d'oliva o frutta secca) evitando i grassi industriali (margarina e olio di semi) e limitando quelli animali (burro, panna ecc)…
    Un saluto e a presto, convinto che questo argomento possa darci grandi spunti di riflessione (Marto aspettiamo il seminario!!!)

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