Corpo libero o macchinari

mag 08, 2008 by

Vi propongo questo articolo da me scritto sperando di aprire una discussione:

Corpo libero o macchinari

Spesso nelle palestre istruttori poco volenterosi tendono a programmare il work-out del loro cliente nella quasi totalità con macchinari (ad esempio pectoral machine, leg extension, e leg curl per fare tre esempi), che indubbiamente sono più semplici da utilizzare e da spiegare e danno alla sala quel senso di riempimento e di tecnologia che tanto attira.

lat Io non sono del tutto contrario all’utilizzo di tali macchine che sono indispensabili sia in una fase iniziale di programmazione quando il neofila deve ambientarsi all’ambiente palestra, sia per esigenze particolari dovute difficoltà ad eseguire certi movimenti per mancanze fisiche o dovute ad infortuni.

Tuttavia lo sviluppo fisico deve essere quanto più naturale e completo possibile, e con esercizi liberi andiamo a lavorare anche su quei muscoli ausiliari per il movimento che stiamo eseguendo, traendo beneficio maggiore per l’allenamento e andando a stimolare la coordinazione e l’equilibrio nei movimenti che poi noi facciamo nella nostra vita quotidiana.

I macchianari possono essere utilizzati in un work-out con pre-affaticamento in cui anteponiamo ad esempio una pectoral machine ai piegamenti su panca piana o una leg-extension ad uno squat, o in un work-out con post affaticamento seguendo posponendo una leg-curl a stacchi a gambe semitese o i precendeti esempi per il pre-affaticamento.

Per gli esercizi liberi è di fondamentale importanza la cintura lombo-addominale, bisogna infatti andare a allenare con costanza i lombari (con iperestensioni in una fase iniziale anche senza sovraccarico) e gli addominali (con i vari tipi di esercizi quali il crunch, il crunch inverso, o utilizzando i cavi ma potrei citarne molti altri). Per quello che riguarda gli addominali c’è da ricordare che in un crunch l’angolo in cui lavora maggiormente il muscolo è quello tra 0° e 30° mentre per il crunch inverso è quello tra 90° e 120°.

Concludendo sono convinto che i macchinari debbano essere un corollario non il fulcro dell’allenamento come spesso invece accade.


Luca Trotta
, studente di scienze motorie dell’Università di Pisa.

Bibliografia: Weineck J.- L’allenamento ottimale – edizione italiana (2001), Calzetti-Mariucci

Comettì G.- Metodi moderni di potenziamento muscolare, aspetti pratici- edizione italiana (1998), Calzetti-Mariucci

Fitness

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2 Vecchi commenti per “Corpo libero o macchinari”

  1. Luca Trotta says:

    Ho scritto questo articolo perchè una persona che si vuole avvicinare al fitness ovviamente viene estasiato da tutti quei macchinari che promuovono in tv o dalle palestre ricche di questi…quando invece dovrebbe affidarsi solamente ad un addetto ai lavori competente…

  2. napoleon says:

    Argomento mooooolto interessante.A mio avviso la validità delle macchine isotoniche è indubbia. Come è indubbio che le schede 3×15 di tutto non servano a niente! Ovviamente le macchine non possono considerarsi da sole sufficienti per un allenamento completo ed armonico. Sono importanti strumenti in mano al preparatore che sapientemente saprà sfruttarne le potenzialità. Come hai giustamente citato te il metodo del pre-affaticamento sono un esempio lampante di utilizzo funzionale delle macchine isotoniche!
    Butto li un altra idea di utilizzo funzionale: l’utilizzo delle macchine isotoniche per test di valutazione (ottima riproducibilità del carico e delle condizioni!)
    ;) N