Come funziona il Kinesio Taping

feb 08, 2009 by

Questa tecnica di bendaggio neuromuscolare è ormai diventata molto diffusa e utilizzata sia in ambito sportivo che come strumento durante la riabilitazione di determinate patologie (soprattutto muscolo tendinee).
Ma molti ancora si chiedono, come funziona?

Una breve “rinfrescata” con informazioni direttamente dal sito ufficiale (www.kinesiotaping.com) e poi vi dico la mia opinione.

kinesiot.jpg Il kinesiotaping è un bendaggio applicato sul decorso dei muscoli per assistere supportare e prevenire l’ipercontrazione. La sua applicazione dona questo supporto lasciando alle articolazioni una totale libertà di movimento.
Viene spesso utilizzato nella prevenzione delle patologie da sovraccarico funzionale e da overuse, ritardando l’affaticamento muscolare attraverso il potenziamento del flusso linfatico. Le tecniche correttive in riabilitazione comprendono effetti meccanici, linfatici, tendinei, legamentosi, fasciali e funzionali. Nel recupero funzionale di patologie muscolo tendineee e osteo articolari viene spesso usato come coadiuvante di altre terapie, come crioterapia, tecar terapia, idrokinesiterapia, massaggio ed elettroterapia.
Il kinesiotaping produce effetti sull’attivazione neurologica dei muscoli e sul sistema circolatorio. I muscoli infatti, oltre alla loro funzione meccanica, svolgono un ruolo centrale per la circolazione venosa e linfatica, e per la termoregolazione. Attraverso il bendaggio elastico è possibile facilitare ed aiutare i muscoli a svolgere queste funzioni.

In sostanza quindi, questa tecnica riscuote grande successo negli sport di resistenza, come gare di corsa di fondo e mezzo fondo, ciclismo, nuoto ecc… Questo perchè con la sua azione risulta molto efficace nella prevenzione dei crampi, delle contratture da affaticamento muscolare, dei dolori da infiammazioni tendinee da sovraccarico. Questi benefici hanno inoltre un grande impatto motivazionale. E questo secondo me l’aspetto piu determinante e la maggior causa di successo di questa tecnica. Immaginatevi le vostre sensazioni durante una gara di fondo, una maratona. Quando cominciate a sentire la fatica, l’acido lattico che inizia ad accumalarsi nei muscoli delle gambe. Immaginatevi il sollievo, soprattutto psicologico, di sapere e sentire che qualcosa vi sta aiutando a ritardare e a smaltire piu efficacemente tutti i cataboliti che inevitamilmente state accumulando nei vostri muscoli. Il kinesiotaping da delle sensazioni estremamente positive durante lo sforzo fisico, e queste sensazioni creano un servomeccanismo che attraverso l’entusiasmo potenzia la determinazione e la resistenza allo sforzo.

Anche in fase di riabilitazione e di recupero funzionale, con le dovute proporzioni si ha un effetto simile. L’atleta sente i benefici di questa tecnica quando applicata 24 ore su 24. E questo gli dona un senso di “protezione” e di fiducia. Si sente “supportato e aiutato” dal bendaggio durante tutte le sue attività e chiunque lavori in questo ambito sa quanto questa sensazione sia importante ai fini del recupero della cosiddetta “fiducia” nelle proprie capacità.

Per concludere, ribadisco il mio parere estremamente positivo sulla tecnica kinesiotaping, certamente non un bendaggio miracoloso, ma davvero un ottimo strumento con innumerevoli applicazioni e benefici.

Aspetto commenti!!

N.

AMPA

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32 Vecchi commenti per “Come funziona il Kinesio Taping”

  1. paolo pallavolista says:

    Buongiorno a tutti ,vi chiedo informazioni sull’applicazione del cerotto,c’è qualcuno che mi sa dire se è utilizzabile da soli o c’è bisogno di un aiuto fisioterapista, insomma più informazioni ci sono è meglio.
    grazie

  2. Paolo says:

    x Niccolò: dichiari che il kt sia utile nel trattamento dei muscoli "ipotonici" post immobilizzazione..articoli a riguardo? fondamenti teorici? cosa intendi per muscolo ipotonico post immobilizzazione?
    Inoltre sostieni che il kt possa cambiare l'assetto di un articolazione per raggiungere il ROM ideale..articoli? fondamenti teorici? quale sarebbe il ROM ideale?
    Grazie per le risposte

    x davide: da quello che so nessuno studio sul kinesio taping ha studiato l'accumulo e la rimozione dei cataboliti. La fatica è un fenomeno un bel po' complesso e ci sono tanti fattori che concorrono a generarla, non solo l'accumulo di cataboliti.

    • Francesco Martino says:

      Ciao Paolo, capisco bene il significato delle tue domande, e comprendo la tua necessità di ottenere supporti scientifici, o per lo meno dati oggettivi a supporto delle opinioni espresse.
      Ovviamente , sarebbe bello poter avere quanto più possibile dati ricerche e studi in materia, e non vedo l'ora di poter leggere i risultati del tuo studio.
      Ma tieni in considerazione che spesso anche le impressioni e le opinioni (ovviamente senza pretesa di valore scientifico) sono importanti e possono contribuire ad arricchire la conoscenza e l'esperienza sull'utilizzo di una metodica come questa!

      • Paolo says:

        si, è vero, soprattutto quando gli studi scientifici non sono cosi numerosi da poter coprire tutte le tecniche e metodi applicabili al corpo umano nel fisiologico e nel patologico.
        Il problema è che molto spesso si dice una cosa ma in realtà se ne intende un altra. O forse si fanno dei passaggi logici che in realtà non sono corretti. Sarà che io preferisco avere poche certezze piuttosto che tante indecisioni. Quindi chiedevo delle spiegazioni riguardo ai termini utilizzati.
        Per quanto riguarda il rom ad esempio, mi viene da pensare che quindi il kt possa sia aumentare il rom che diminuirlo, ponendolo entro i canoni del range articolare fisiologico, definito "ideale" quindi. Per carità, Yoshida et al su 30 soggetti sani hanno visto un aumento dell'escursione della flessione di tronco nel movimento di flessione a seguito di kt. Ma qui mi fermo.

      • Paolo says:

        Il kt viene utilizzato nel trattamento dei muscoli ipotonici post immobilizzazione. Si intende quindi che il kt aumenterebbe il tono muscolare? A seguito di immobilizzazione gli effetti muscolari sono decremento del numero di sarcomeri, incremento dell lunghezza del sarcomero, aumento del quantitativo di perimisio, accorciamento dell'endomisio, aumento del quantitativo di collagene, aumento del rapporto tessuto connettivo/fibre muscolari, perdita di peso e atrofia. Poi ci sono tutti gli effetti sullo schema motorio immagino, sull'alterata percezione, contrazione agonisti/antagonisti, ma non so se sia corretto utilizzare il kinesio taping nei muscoli "ipotonici" post immobilizzazione.

        Non voglio criticare nessuno ma troppo spesso si legge "favorisce la naturale guarigione del corpo" e tutto ciò profuma un po' troppo di "mistico". A volte sarebbe meglio attenersi ai fatti e alla loro solidità.

        Ad ogni modo questa discussione non è male. I dati te li farò avere più avanti. Riguardano principalmente la scala RPE di Borg sulla quantificazione soggettiva della fatica durante un attività anaerobica lattacida in questo caso.

  3. Davide says:

    Buon giorno, volevo farle una domanda, ho visto che questa tecnica lavora molto nel sistema linfatico per eliminare i cataboliti dell'attività fisica. Mi chiedevo allora, come tecnica di recupero dopo l'attività fisica svolta, può essere utilite un linfo massaggio per un recupero migliore?

    • Francesco Martino says:

      Direi proprio di si Davide! Un linfodrenaggio ben eseguito dopo un sforzo soprattutto di tipo "lattacido" può sicuramente essere determinante nel recupero precoce della fatica!
      Anche il Kinesio taping viene usato in questo senso, in molte discipline sportive…

  4. NICOLò says:

    CIAO,l'effetto cromatico non è indifferente ma sicuramente non è determinante. Con il kt si possono trattare,o meglio,integrare i trattamenti,di innumerevoli problematiche.Si possono infatti trattare muscoli contratti come muscoli ipotonici post immobilizzazione o non uso, cambiando il verso di applicazione per cambiare il verso del richiamo elastico;si possono "scaricare" i tendini e sostenere legamenti, ma anche cambiare l'assetto di un'articolazione per ricercare il ROM ideale;si può inoltre favorire lo scorrimento fasciale in caso di cicatrici o aderenze e non ultimo esiste un effetto linfodrenante. Ovviamente ogni applicazione richiede tecniche differenti cioè tagli e tensioni diverse del tape.A seconda della tensione infatti si puù ricercare uno o degli effetti ben noti,ma non tutti,ad esempio,nell'abbassare la rotula per mantenere in leggero allungamento il quadricipite femorale,la tensione del tape è molto elevata e si perde quindi l'effetto elastico.Per concludere credo che gli effetti maggiori di questa tecnica siano la stimolazione propriocettiva,il drenaggio linfatico e la capacità di aiutare le miofibrille a tornare alla lunghezza contrattile ideale;l'effetto cromatico è in secondo piano a mio parere..anche perchè se applicato nella parte posteriore del corpo non potrà mai influenzare la motivazione tramite la vista del colore..eppure funziona ugualmente!!!! OTTIMA TECNICA PER INTEGARE E MIGLIORARE L'EFFICACIA DI ALTRE TECNICHE,CIAO A TUTTI

    • Francesco Martino says:

      Caro Niccolò, devo dire che condivido pienamente la tua sintesi. Esprime una grande conoscenza di questa tecnica. Ti invito, qualora tu lo volessi, a condividere con tutti queste idee con un articolo. Magari anche solo condendo con qualche esempio il testo di questo commento!
      Grazie per aver condiviso la tua opinione, se vuoi contattami a info@sportbrain.it

  5. Francesco Martino says:

    Bene Paolo, non vedo l'ora! Se vuoi contattami direttamente a info@sportbrain.it per concordare la pubblicazione!

  6. Paolo says:

    a breve se volete vi manderò i dati oggettivi da cui ho tratto le mie conclusioni.

  7. sportbrain says:

    Puoi mandarci qualche dato oggettivo sul tuo studio? Una piccola relazione con i test utilizzati ed i principali risultati sarebbe l'ideale!

  8. Paolo says:

    rieccomi.
    Per quello che hai detto all'ultimo punto del tuo discorso ti posso dire che, attualmente, da una mia sperimentazione, non sembra che il kt funzioni nelle attività anaerobiche lattacide come riduttore della fatica, sia quella oggettiva (come variazione di forza espressa) che soggettiva (scala di percezione dello sforzo).

  9. admin says:

    Conosco il Kinesio Tex Gold, e ti dico che a parer mio è quello di qualità migliore. L’effetto cromoterapico è a parer mio un effetto secondario a quelle che sono le reali finalità del kinesio taping. In particolari sportivi assume però un valore molto alto, non solo con il colore, ma anche con quello che io chiamo “effetto presenza”, soprattutto in sportivi impauriti dal rientro agonistico dopo un infortunio. Ovviamente questi effetti sono difficilmente misurabili e quantificabili, e dipendo molto dalla personalità e dalla situazione emotiva dei singoli.
    Per quanto riguarda l’aspetto preventivo, l’effetto linfodreanate di cui parli, non pensi che potrebbe essere molto utile anche nella prevenzione di problemi dovuti all’affaticamento muscolare con conseguenze accumulo linfatico? Penso soprattutto a sport di “resistenza” come fondo, mezzo fondo, ciclismo ecc…

  10. Paolo says:

    le mie “esperienze” sono inerenti alla marca Kinesio Tex Gold e alla Rehatape e quantomeno dal punto di vista tattile nell’applicarlo sono abbastanza differenti, ma non so nulla della loro efficacia.

    Quello che però mi pare importante capire è quanto l’effetto che tu chiami “cromoterapico” incida sull’effetto citato dai produttori (e su effetti riportati in acuni studi in letteratura, sebbene la maggiorparte di essi siano pilot study).
    Perchè se questo effetto cromoterapico fosse preponderante la scelta fra una marca e l’altra passerebbe in secondo piano, cosi come tutti i tipi di tensione e di applicazione.

    Inoltre a livello sportivo, usato in atleti sani, non so quanto l’uso del KT possa incidere mentre sono molto più favorevole ad accettare un effetto drenante a livello linfatico (effetto fra l’altro facilmente misurabile).

  11. admin says:

    Ciao Paolo. Con la parola Kinesiotaping non mi riferisco al tipo di tape ma alla tecnica, appunto, Kinesiotaping. Ne esistono di simili (tecniche), taping neuromuscolare ad esempio. Più o meno che io sappia i principi sono simili.
    L’aspetto psicologico o effetto cromoterapico è uno degli aspetti, non certo quello “core”. Hai ragione tendo ad enfatizzarlo molto, solo forse perchè do per scontato la comprensione del meccanismo d’azione primario.
    Per quanto riguarda i tipi di tape, io mi trovo davvero molto bene con il Kinesio Tape, è quello forse più costoso, ma io, forse erroneamente, lo considero il migliore! Se hai esperienze con altri tipi saremo contenti se tu volessi condividerle con noi!

  12. Paolo says:

    Buongiorno a tutti.
    E’ il secondo articolo che leggo e noto che l’attenzione è più che altro rivolta verso gli effetti “psicologici” del KT.
    Che poi KT voi quale intendete, in quanto ci sono molte marche produttrici del KT, come il Kinesio Tex, ma anche la Rehatape realizza un prodotto simile al KT chiamato NylonTape credo (suppongo per problemi di copyright). A questo punto mi viene da chiedermi, rimanendo sul vostro discorso, se la presenza di un bengaggio colorato sia di per se sufficiente a dare quell’effetto psicologico soprattutto durante una prestazione di uno sportivo. E a questo punto a domandarmi se un tape da bengaggio funzionale, o se un Leukotape colorato non possa fornire gli stessi vantaggi.

  13. sereno variabile says:

    VOLEVO DIRE …DI OTTIMO LIVELLO…SCUSATE!

  14. sereno variabile says:

    io mi stacco un po ‘ dal coro( se mi e ‘ permesso)credo che il k.taping, sia un’ottimo, compagno di viaggio quando l’atleta rientra da un ‘infortunio importante, non tanto per la tenuta del nastro,e indi del taping, ma per dare un ‘aiuto, “molto”, psicologico all’atleta medesimo! e’ ,secondo il mio modesto avviso, intuitivo che traumi distorsivi, che causano una sintomatologia (cosidetta di FRA CASTORO…cioe’ rubor ,calor.tumor,e infine functio lesa), tale da avere come l’amico Riccardo, una caviglia che si gonfia immediatammente( e sappiamo, che se il versante e ‘ esterno-peroniero, e un danno, se e’ quello interno-tibiale e un ‘altro), da ‘ subito l’idea di un trauma di 1/2 grado(anche se la nomenclatura sui gradi, e ‘ usata in modo personalistico da alcuni medici), ma anche se fosse di 1 grado, non e ‘ possibile tornare in un paio di giorni a svolgere attivita’ sportive, dove la caviglia esprime forze di un certo livello,per cui il K.TAPING, non puo’ (sempre a mio modesto avviso), essere impiegato, non avrebbe ,e sistema di contenzione, per il danno muscolo-legamentoso che sicuramente c’e’ stato(data la buona estensibilta’a del nastro, per cui permetterebbe la pressoche , tenuta dell’articolazione). un saluto, ad una redazione di un WEB, QUELLO VOSTRO, estremamente interessante! fate …e spero continuerete a fare informazione specifica di ottiomo! un saluto ..SERENO… livello

  15. admin says:

    Ciao Silvia, se ci dici di che zona sei magari riesco a darti delle indicazioni!

  16. admin says:

    Ciao Riccardo, la tua domanda non è affatto stupida! Se il kinesiotaping è quello impermeabile puoi anche farti la doccia. Normalmente quello impermeabile è quello colorato, quello non impermeabile è beige, per lo meno funziona così con il kinesio tex, che è la marca che uso io. Ti consiglio comunque di asciugarlo “tamponando” e non strofinando l’asciugamano.
    La tua sensazione di “accelerazione nel riassorbimento dell’ematoma” trova piena conferma nei principi di applicazione del kinesiotaping. E’ davvero molto funzionale in casi come questo!

  17. silvia says:

    Tecnica molto interessante. . . Dove organizzano corsi per impararla? potete darmi qualche riferimento x avere informazioni? grazie!

  18. riccardo says:

    ciao…ascoltate..probabilmente cio che vi chiedo è una stupidata…io ho avuto una istorsione alla caviglia e il fisioterapista a deciso di non immobilizzarla ma di operare appunto il kinesiotaping…ora mi chiedo: ho praticamente il piede e la caviglia tutti pieni di questo “nastro” ed alcuni arrivano fino a dietro al ginocchio…se bagno questi “nastri” mentre faccio una doccia incontro rischi chesi stacchino o resistono?
    In ogni caso seppur sia la prima volta che usa questa tecnica noto che è assolutamete positiva…e ha acclerato il mio recupero considerevolmente…ed anche il gonfiore già dopo un giorno è diminuito molto!! Diciamo che è un esperienza davvero positiva!

  19. admin says:

    Beh se guardi quello che è successo nel nuoto… la tua idea non è del tutto strampalata! Quando sono usciti i costumi in neoprene nessuno avrebbe pensato che un giorno sarebbero stati messi in discussione come “doping”!

  20. Andrea says:

    Articolo interessante su un prodotto che nn ho mai potuto provare….se le cose stanno come scrivi in questo articolo e se qualcuno lo usa in gara, forse in fututo lo potrebbero vietare per il suo effeto “dopante” no?
    magari è solo una mia idea strampalata ma mi andava di scriverla
    Bye bye

    • Emmanuele W. Wallace Riosa says:

      Il "Doping" è: la somministrazione o l’assunzione di farmaci o di sostanze biologicamente o farmacologicamente attive e l’adozione o la sottoposizione di pratiche mediche idonee a modificare le condizioni psicofisiche dell’organismo, al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti, ovvero dirette a modificare i risultati dei controlli sull’uso di tali farmaci o sostanze. (legge 376/2000)

      Inoltre il problema del Doping, oltre alle implicazioni etiche, è il DANNO che provoca alla salute! E dato che la Rep. Italiana tutela con L'art. 32 la salute come diritto fondamentale, chi lede in un qualsiasi modo la salute commette REATO.

      Se non c'è danno non si può parlare di Doping! Al massimo possiamo parlare di etica…

  21. admin says:

    Grazie per i complimenti Giusy, continua a seguirici e a contribuire quando vuoi, siamo una grande community!

    • Massimo says:

      Buongiorno, sono uno sportivo e sono molto interessato a questo sistema di bendaggio soprattutto per i suoi effetti benefici. Volevo sapere se per caso può aiutare nelle problematiche legate al piede: esempio riposizionamento dita del piede e limitazione della loro postura errata (dita a martello, alluce valgo ecc.). Siccome che nonostante tutto lo sport che pratico, negli anni si è accentuata questa problematica ( che per ora mi crea solo disagi estetici) e che l'unica lternativa che mi propongono è l'intervento chirurgico, volevo vedere se esitono metodi alternativi evitando convalescenze di un paio di mesi. Grazie in anticipo.

  22. giusy says:

    davvero interessante, grazie per la vostra professionalità:D