La capacità di reazione nei portieri di calcio: ricerca su un campione di interesse nazionale

apr 06, 2010 by

E’ per un onore presentarvi questo bellissimo lavoro, oggetto di tesi del collega Gabriele Mascherini. L’onore è in parte dovuto al valore culturale di questo abstract, e in parte alla grande stima che nutro nei confronti dell’autore. Gabriele Mascherini, laurea specialistica in Scienze  Tecnica dello Sport presso l’Università di Firenze, è stato uno studente brillante, e adesso è un professionista stimato. Collaborare con lui è sempre piacevole e istruttivo. Lo ringrazio per aver condiviso con noi questo articolo, che ovviamente vi invito a leggere e commentare! Buona lettura…

Mascherini G.*, Castellini E.**, Levi Micheli M.**; Marella M.**
*Collaboratore Laboratorio **Laboratorio Metodologia dell’Allenamento e Biomeccanica

La visione nel portiere di calcio

allenamento portieri calcioLe esigenze visive del portiere di calcio si differenziano notevolmente dal resto dei giocatori, infatti il portiere deve ricorrere all’uso del piede per passare, per ricevere, per calciare molto meno frequentemente dei compagni. E’ scontato che il portiere debba avere delle abilità visive complete, dato che un suo errore di calcolo ha come conseguenza un gol subito. (Uriondo L.F., 2002)

La reazione del portiere è influenzata dalla capacità di percepire la traiettoria del pallone, che a sua volta è in molti casi basata su una capacità di anticipazione che permette di conoscere la traiettoria finale già mentre il pallone viene calciato dall’avversario. (Uriondo L.F., 2002)

In uno studio M. Deridder (1985) ha evidenziato la differenza della durata e delle zone di presa di visione in un portiere di pallamano. L’autore ha potuto costatare che esiste una differenza significativa (p>0.001) tra i portieri non esperti e quegli esperti nella presa di visione del giocatore che tirava il penalty, l’analisi dimostra che il soggetto esperto presenta un comportamento esploratorio visivo automatizzato in cui mette in azione delle strategie percettive precostituite che favoriscono l’elaborazione di una decisione. (Deridder M., 1985)

Effetti del lavoro muscolare sulla capacità di reazione

Gli effetti dell’ambiente termico sulle attività psico-senso-motorie sono stati oggetto di numerose ricerche con risultati spesso contraddittori. Gli effetti del calore vanno considerati in rapporto a due aspetti dell’attività lavorativa: da una parte la reattività e la rapidità (soglia sensoriale di percezione, rapidità della risposta, tasso di percezione dei segnali, quantità dei movimenti) e dall’altra, la qualità e la precisione (regolarità delle risposte, precisione delle risposte, omissioni).

La precisione viene sempre deteriorata: il numero di errori e di omissioni è sistematicamente più alto al caldo che in condizioni neutre; l’abitudine riduce il tasso medio di errori e di omissioni ma persiste tuttavia una differenza rispetto alle condizioni di neutralità.

La reattività, per contro, subisce fluttuazioni più complesse. Queste ultime possono essere dovute a diversi livelli di attivazione dipendenti dalla situazione di lavoro. Il livello di attivazione influenza i livello della prestazione in quanto un grado di vigilanza troppo basso o troppo elevato diminuisce la prestazione, la quale è migliore in condizione intermedia. Il grado di vigilanza dipende a sua volta dalla complessità del compito: in rapporto all’attitudine del soggetto, certe attività inducono una vigilanza elevata (per esempio il calcolo mentale), altre una vigilanza ridotta (percezione di segnali poco frequenti). (Scherrer J., 1984)

Szmodis nel 1977 afferma che il tempo di reazione, in quei carichi fisici nei quali troviamo un livello di sforzo crescente, è soggetto ad allungarsi e, quindi, se si migliora lo stato di allenamento della resistenza si manifesta una tendenza ad una diminuzione del tempo di reazione. Da questo punto di vista, il fenomeno della maggiore frequenza di infortuni nelle fasi conclusive delle partite dei grandi giochi sportivi, può essere ricondotto alla diminuita capacità di reazione, dovuta all’aumento dell’affaticamento.

Bula e Chmura (1984) invece affermano che il tempo di reazione migliora dopo circa undici – dodici minuti di una fase di carico: occorre tenerne conto nel riscaldamento che precede una gara, una partita. Gli atleti debbono entrare in campo vigili e non perdere le migliori occasioni per segnare o per acquisire punti sull’avversario, né devono essere sorpresi dall’avversario nei primi minuti, solo perché la capacità di reazione non è stata portata al livello necessario.

Infine, anche J. Bangsbo nel 1998 consiglia di aumentare la fase di riscaldamento perché la capacità di reazione oculo-motoria, nei portieri di calcio, migliora con l’aumentare della fatica.

Mezzi e metodi

Test per la capacità di reazione

Partendo dalle affermazioni di Bangsbo J. (1998) viene effettuato uno studio sulla capacità di reazione agli stimoli visivi nei portieri di calcio, in particolare viene analizzato come i tempi di reazione variano dopo un carico di lavoro. Lo schema che segue ha il solo scopo di introduzione:

test reazione portieri calcio

Sui due palloni laterali il portiere deve effettuare una parata in tuffo, mentre sugli altri tre viene effettuata un’uscita sul pallone a terra.Si avrà così una variabilità tra cinque possibili diverse situazioni che avvengono molte volte durante una partita di calcio: si uniscono i gesti tecnici dell’uscita con quelli della parata.Come detto sono cinque le possibili variabili: viene imposta quindi una elevata concentrazione. Essendo un test simile alle condizioni di gara anche la motivazione sarà elevata: concentrazione e motivazione sono due aspetti essenziali per la capacità di reazione.Avendo gli stimoli visivi posizionati nell’arco di 160°, anche il campo visivo viene sollecitato quasi totalmente.

Mezzi

Lo spazio occupato per il test è semplicemente quello dell’area piccola, in quanto viene svolto tutto nel raggio di tre metri dal centro della porta.

Si hanno cinque luci posizionate ogni 45° ad una distanza di circa 4 metri da dove è collocato il portiere (centro porta): soltanto una luce delle cinque si illumina, il portiere in azione dovrà effettuare il gesto tecnico sul pallone corrispondente alla luce accesa.

Per le due luci più periferiche (sono poste quasi ai 180° del campo visivo) corrispondono due palloni legati alla traversa ad un’altezza di circa venti centimetri da terra. Su questi palloni i portieri devono effettuare una parata in tuffo con deviazione. Quando si accendono invece le luci poste più frontalmente il gesto tecnico da effettuare sul pallone corrispondente sarà un uscita bassa.

Così riusciamo a ricavare i tempi di reazione che sono dati da tre momenti:

  • accensione della luce;
  • contrazione muscolare, quindi inizio del movimento;
  • arrivo sul pallone corrispondente.

Quando si accende una luce qualsiasi il tempo inizia a scorrere, abbiamo due tempi intermedi:

  • il primo intermedio viene dato dalla contrazione muscolare, in quanto il portiere indossa degli elettrodi a livello prossimale di entrambi i quadricipiti femorali.
  • Il secondo tempo intermedio invece e dato dall’arrivo sulla palla: i due palloni legati alla traversa hanno posizionato su di loro un sensore a vibrazione, che al tocco della palla arresta il tempo; per gli altri tre palloni posizionati a terra invece sono state disposte delle fotocellule prima del pallone stesso.

Si riesce quindi ad avere:

  • i tempi di reazione dei portieri, in quanto viene quantificato il cosiddetto periodo di latenza, cioè quel tempo necessario affinché la percezione di uno stimolo diventi movimento;
  • il tempo di lavoro, dove l’inizio è dato dalla contrazione muscolare e la fine dall’arrivo sul pallone

Protocollo

Il test consiste nell’effettuare il gesto tecnico sul pallone corrispondente alla luce che si accende nel minore tempo possibile.

E’ stato seguito il seguente protocollo:

  • riscaldamento blando, inteso con streetching e corsa a bassa intensità,
  • prima ripetizione del test,
  • lavoro muscolare del portiere testato: 10” di skip, 10” di riposo, 10” di saltelli sul posto, 10” di riposo, 10” di skip, 10” di riposo, per un tempo totale di 1’30”.
  • seconda ripetizione del test, con le stesse modalità della prima ripetizione.

Ad ogni ripetizione si accendono in totale dieci luci alternativamente, con una pausa tra l’una e l’altra di dieci secondi: in totale il nostro portiere effettua dieci gesti tecnici, due per ogni stazione, facendo quindi 4 parate in tuffo e 6 uscite basse. La prima ripetizione del test si differenzia dalla seconda per la sequenza di accensione delle luci stesse, questo per non provocare qualsiasi forma di adattamento al test stesso, quindi per escludere dalla rilevazione dei tempi di reazione una possibile influenza della capacità di anticipazione motoria

Gruppo campione

Il campione preso in esame per questo test è composto da 18 portieri della Nazionale Italiana giovanile di calcio. Sono stati testati 15 ragazzi di cui 4 di 16 anni, 6 di 17 anni, 3 di 18 anni e 2 di 19 anni. Hanno eseguito i test anche 3 portieri della Nazionale femminile maggiore. Per i portieri delle Nazionali giovanili sono stati rilevati i dati antropometrici, i valori di forza esplosiva ed esplosiva elastica.

Gruppo di controllo

Per verificare che i dati relativi ai tempi di reazione misurati non siano influenzati da un’eventuale adattamento data dall’apparecchiatura utilizzata è stato utilizzato un gruppo di controllo di cinque persone (tre maschi e due femmine) che praticano sport a livello non professionistico di età compresa tra i 22 ed i 25 anni.

Trattamento dei dati

Da questo protocollo si ricavano due tempi totali per ogni gesto tecnico ad ogni ripetizione, questo tempo viene poi suddiviso nel tempo di reazione e nel tempo di lavoro.

Di ogni atleta viene considerata la media dei due valori registrati per il singolo gesto tecnico, avremo così 18 dati (15 maschi e 3 femmine) per lo stesso gesto tecnico, da questi viene ricavata la media e la deviazione standard.

Il trattamento dei tempi totali, di reazione e di lavoro è il medesimo e le due ripetizioni vengono studiate separatamente.

Le due ripetizioni vengono paragonate in seguito per constatare se l’esercizio fisico interposto ha provocato delle variazioni che sono quantificate in percentuale.

Inoltre vengono confrontati:

  • i tempi dei 10 portieri con dominanza laterale destra con in tempi dei 5 portieri con dominanza laterale sinistra,
  • i tempi dei 15 portieri maschi con i tempi dei 3 portieri femmine.

Conclusioni

Dall’analisi dei dati rilevati non è emerso un grado di significatività statistica, comunque il protocollo di lavoro sperimentale attuato permette di effettuare considerazioni per quanto riguarda i tempi di reazione, i tempi di lavoro ed i tempi totali.

Tempi di reazione

Il calcolo effettuato sui tempi di reazione riguarda il campione maschile, quello femminile ed un paragone tra questi due.

Maschi – Il confronto dei tempi di reazione ottenuti nelle due ripetizioni, mette in evidenza un miglioramento nella seconda ripetizione. Questo miglioramento avviene in modo omogeneo nei cinque settori, con percentuali che variano dal 7% all’11,50% nel settore centrale, quest’ultimo dato è probabilmente imputabile alla maggiore concentrazione prestata agli stimoli periferici nella prima ripetizione (erano evidenti i movimenti della testa verso le luci periferiche).

All’interno del campione maschile è stato effettuato un paragone tra i 13 portieri con dominanza laterale destra con i 5 con dominanza laterale sinistra: è emerso che sia nella prima che nella seconda ripetizione i portieri mancini avevano tempi di reazione più bassi. Questo forse è dovuto alla singolarità del campione esaminato, necessita quindi di ulteriori studi.

Femmine – Anche il campione femminile evidenzia un sostanziale miglioramento dei tempi di reazione in tutti i settori. Questo miglioramento ha un andamento più fluttuante rispetto a quello del campione maschile, con percentuali che variano dal 21,50% (U sx) al 4% (T dx), forse perché il campione femminile è composto da tre portieri, numero che a livello statistico può lasciare un certo grado di soggettività.

Confronto maschi – femmine Anche il confronto tra il campione maschile con quello femminile mette in evidenza alcuni aspetti:

  • i portieri femmine focalizzano sempre meglio l’attenzione verso gli stimoli ottici centrali, questo fatto è interpretabile in una maggiore esperienza (l’età media del campione femminile è superiore a quella maschile), quindi anche una maggiore tranquillità davanti a nuove situazioni.
  • per entrambi i sessi l’esercizio fisico interposto tra le due ripetizioni del test ha provocato miglioramenti dei tempi di reazione in tutti e cinque i settori.

Tempi di lavoro

Maschi-I tempi di lavoro nei portieri maschi sono minori nei settori dei tuffi, tendono poi ad un aumento nel settore delle uscite laterali, per poi avere una nuova flessione nelle uscite centrali. Il tempo maggiore di Usx e di Udx rispetto ad Uc è interpretabile in una breve fase necessaria ad indirizzare la corsa verso i palloni laterali.

Nella seconda ripetizione del test i tempi sono maggiori in tutti i settori, con le percentuali d’incremento maggiori nei tuffi laterali: l’esercizio interposto tra le due ripetizioni ha provocato una forma di affaticamento periferico che ha peggiorato soprattutto le prestazioni dove viene richiesto un impegno di forza esplosiva.

Dal confronto dei portieri destri con quelli mancini si nota come la dominanza laterale influenzi il gesto tecnico del tuffo: i portieri destri hanno tempi di volo minori in Tdx, mentre quelli sinistri li hanno in Tsx, sia nella prima che nella seconda ripetizione. Ciò invece non vale per le uscite, dove la componente tecnica riveste minore importanza.

Femmine – Anche per le femmine i tempi minori di lavoro sono nei settori dei tuffi e tendono ad aumentare in tutti i settori, con i maggiori incrementi nei settori dei tuffi e via – via decrescendo verso i settori centrali.

Confronto maschi – femmine -I portieri maschi hanno una fase di lavoro più breve rispetto alle colleghe femmine in tutti i settori.

E’ pero interessante notare come i maschi abbiano un incremento in percentuale maggiore nei tuffi, mentre le femmine nei tre settori delle uscite.

Le femmine hanno un range di incremento più ristretto rispetto ai maschi:

3,40% per le femmine contro 5,50% per i maschi.

Tempi totali

Maschi -Dallo studio emerge che l’esercizio fisico effettuato tra le due ripetizioni del test migliora le prestazioni sia nei tuffi che nelle uscite. Infatti i tempi totali subiscono una diminuzione in tutti i settori con percentuali maggiori nei tuffi.

Una percentuale elevata è presente anche nel settore centrale (dove però è il tempo di reazione che subisce il maggiore miglioramento). Inoltre i portieri sinistri nella prima ripetizione impiegavano un minor tempo nel Tsx, mentre i portieri destri erano più veloci nel Tdx,i settori centrali non hanno fornito grandi differenze. Nella seconda ripetizione invece i portieri sinistri hanno avuto prestazioni superiori in tutti i settori, per un evidente miglioramento dei tempi di reazione rispetto ai portieri destri.

Femmine -Anche per le femmine valgono le considerazioni effettuate per il campione maschile, però i miglioramenti dei tempi sono meno omogenei.

Confronto maschi – femmine – Il confronto mette in evidenza come i portieri maschi impieghino minor tempo a raggiungere il pallone. I tempi sono sempre minori, unica eccezione fatta per il settore centrale, dove le femmine sono più veloci. Questo dato è da attribuire al miglior tempo di reazione nel settore centrale delle donne, visto che il tempo di lavoro risulta comunque maggiore. Infatti i portieri femmine durante il test riuscivano a mantenere l’attenzione su tutte le luci senza effettuare grandi movimenti con la testa.

tempo reazione portiere

Bibliografia:

  • BANGSBO J.: Optimal preparation for the world cup soccer, Clin Sports Med. 1998
  • BULA B., CHMURA J.,: Reaktionszeiten bei unterschiedlicher, 1984 Psychopharmacology. Influence of caffeine, cold and exercise on multiple choice reaction time, 2001
  • DERIDDER M. : Enregistremente et analyse des comportaments exploratoires visual di gardien but en situation de penalty, Centre de ricerche del l’U.E.R.E.P.S. Marsille, 1985
  • SCHERRER J.: Manuale di fisiologia del lavoro, 1984
  • SZMODIS L.: Exercise effects on the time of reactions to auditory stimuli, 1977
  • URIONDO L.F.: La visione di gioco del calciatore, 2002

Gabriele Mascherini

Portieri Calcio, Teoria e metodologia dell'allenamento

Lascia un Commento

Commenti per: “La capacità di reazione nei portieri di calcio: ricerca su un campione di interesse nazionale”