Attività motoria e diabete

mar 6th, 2008 | Di napoleon | Categoria:Attività motoria preventiva e compensativa

L’EDUCAZIONE MOTORIA A SOGGETTI DIABETICI

Il diabete (livelli di Glicemia > 126) si distingue in due tipi:

TIPO I ; colpisce i giovani a causa di malattie del Pancreas che non produce più insulina

TIPO II ; colpisce gli anziani, soprattutto se in condizioni di sovrappeso e obesità

Questi ultimi sono il target delle nostre lezioni di educazione motoria.

COS’E’ IL DIABETE DI TIPO II?

Nei soggetti di TIPO II il diabete non è dovuto alla mancanza di produzione di insulina da parte del Pancreas, bensì dalla non-azione della stessa insulina che non riesce ad entrare nelle cellule perché queste si sono "ristrette", non permettendo la sua azione al loro interno. Tutto ciò dipende dalle condizioni di sovrappeso del soggetto, per cui la perdita di peso è fondamentale per la metabolizzazione del glucosio, ma da sola serve a poco; integrando la dieta ad una attività fisica, che aiuta "l’allargamento" delle cellule, si può fare in modo che l’insulina torni a fare effetto.

L’ATTIVITA’ MOTORIA PUO’ RIDURRE IL DIABETE?

Per rispondere a questa domanda basta portare l’esempio degli indiani PIMA, popolazione pellerossa che sfiorava l’80% di soggetti obesi (il 70% di loro era naturalmente diabetico) al suo interno. Ebbene dopo averli convinti a tornare a condurre una vita selvaggia, muovendosi nei campi, cacciando per sfamarsi ecc…, e a seguire una dieta "mediterranea", dopo un periodo di tempo il tasso di diabete è risultato pari allo 0%!!

Se questi decidessero di ritornare a consumare patatine fritte, coca cola, hamburger ecc…, il tasso di diabete ritornerebbe entro poco ai precedenti livelli.

SINTOMI DIABETE TIPO II:

· Stanchezza continua

· Elevata orinarietà a causa dell’alta presenza di zucchero nel sangue

· Cure attraverso Cortisone possono dare insulino-resistenza

CURE PER IL DIABETE DI TIPO II:

*
Pillole (non eliminano né riducono il diabete, bensì aiutano a "tirare avanti")

*

Attività fisica di tipo aerobico (bastano 2h 45m alla settimana, cioè circa 30 min di passeggiata continua al giorno)

*

E’ consigliabile 1 bicchiere di vino rosso a pasto (contiene un principio che aiuta la cura)

CONTENUTI EMERSI DURANTE IL 2° INCONTRO

IL SOVRAPPESO E L’OBESITA’

I parametri per determinare il grado di obesità non possono limitarsi solo alla constatazione del peso corporeo, bensì si devono considerare anche l’altezza e la struttura fisica del soggetto. Un metodo per individuare lo stato fisico di una persona è l’applicazione del B.M.I. (Body Mass Index) o Indice di Massa Corporea, che si calcola tramite una semplice equazione:

B.M.I. = Peso (Kg) / Altezza (m)^2

I risultati ottenuti vanno comparati con la seguente tabella:

> 40

Sovrappeso di 3° grado
Grave obeso

30-40

Sovrappeso di 2° grado
Obeso

25-30

Sovrappeso di 1° grado
Sovrappeso

18,5-25

Normopeso
Normale

< 18,5

Sottopeso Magro

Per cui, una volta determinato se il soggetto è o meno obeso, prima di fargli svolgere una qualsiasi attività motoria vanno considerati i seguenti fattori:

*

L’obeso ha forti limitazioni motorie

*

Il grasso è distribuito in zone diverse del corpo negli uomini (addominale) e nelle donne (sacrale)

*

Gli uomini, accumulandolo nella zona addominale, sono più a rischio di scompensi cardiovascolari, indipendentemente dall’altezza del soggetto.

CARATTERISTICHE DEI DIABETICI DI TIPO II:

Chi è affetto da diabete di tipo II normalmente oltre che essere sovrappeso (più o meno gravemente) presenta le seguenti caratteristiche:

1.

E’ un soggetto iperteso

2.

Ha valori di trigliceridi più alti del normale

3.

Ha ipertrofia vascolare

4.

E’ più soggetto ad arteriosclerosi (causata dall’ispessimento delle arterie)

5.

Va incontro all’osteoartrosi (dovuta al peso che contribuisce fortemente all’usura delle articolazioni)

6.

Ha una respirazione anormale, causata dall’ipossia, che li manda costantemente in affanno (l’eccessivo peso pressa le vie respiratorie che non hanno la migliore funzionalità)

Per cui la condizione essenziale che permetta loro di condurre una vita normale è la perdita di peso, visto che, come abbiano notato, questo è la causa di tutte le caratteristiche elencate.

METODOLOGIA DI LAVORO PER L’ATTIVITA’ FISICA A SOGGETTI DIABETICI:

Prima di proporre un’attività motoria dobbiamo considerare che il soggetto:

ü Ha scarsa tolleranza allo sforzo

ü Ha una respirazione affannosa

ü Ha una mobilità articolare limitata

Il lavoro che si andrà a proporre dovrà essere, per i fattori sopra elencati, molto al di sotto della soglia anaerobica, in modo che si eviti l’affaticamento muscolare e i problemi di respirazione.

Dobbiamo per cui far lavorare a bassa intensità ma per lungo tempo e costantemente (2-3 volte a settimana). Durante la seduta la loro Frequenza Cardiaca deve essere sempre al di sotto del 50% della loro F.C. massima (si calcola tramite l’equazione F.C.max = 220-età del soggetto).

Un consiglio pratico:

Se i soggetti non ce la fanno ad arrivare ai 30 min di attività aerobica continuata è utile fargli svolgere 2 sessioni di 15 min di attività continuata, inframezzaata da una piccola pausa; questo può essere importante specialmente nei primi giorni di corso, non tanto perdere peso, ma per acquistare condizione fisica che permetta di arrivare, dopo un breve periodo, a completare i 30 min di attività aerobica continuata.

Inoltre è fondamentale lavorare molto anche sull’aspetto psicologico, per cui cercare di mettere a proprio agio tutti i soggetti, spronarli a fare le cose, anche le più semplici, e fare in modo che la loro autostima accresca.

 

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