Asma da esercizio fisico

ago 27, 2009 by

L’asma indotta da esercizio fisico (EIA Exercise Induced Asthma) o asma da sforzo non è un particolare tipo di asma ma l’esercizio fisico è un dei fattori di scatenamento della sintomatologia asmatica in soggetti predisposti. La sintomatologia dispnoia insorge dopo la fine dell’attività fisica e regredisce spontaneamente o dopo terapia nel giro di 40-60 minuti. L’attività sportiva può essere svolta dagli asmatici di I e II livello: è preclusa a quelli con asma bronchiale di IV livello. Il giudizio di idoneità è condizionato anche dal tipo di attività sportiva. L’atleta asmatico deve essere sottoposto a prevenzione farmacologica e non: se necessario deve essere instaurato un trattamento farmacologico di fondo e/o sintomatico, nel rispetto delle norme antidoping. (Fonte: Maiolo C., Cammarano A., Pistelli R., Servizio di Fisiopatologia Respiratoria, Policlinico A. Gemelli, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma – Dipartimento di Sanità Pubblica, Istituto di Medicina Legale, Università Tor Vergata, Roma) – Archivio Aperto di Documenti per la Medicina Sociale

Continuando il discorso iniziato col precedente articolo sull’asma Asma, credo che il concetto del Dott. Batmanghelidj, che vede l’asma come una adattamento a lungo termine a uno stato di disidratazione cronica, possa integrarsi benissimo con questo aspetto dell’asma stessa: ovvero la reazione all’esercizio fisico.

Durante l’esercizio fisico infatti il corpo necessita di risorse idriche consistenti, e il broncospasmo indotto dall’attività motoria potrebbe essere veramente un meccanismo di risparmio di risorse d’acqua per garantirne l’apporto agli organi vitali.

Sempre nello stesso articolo sopra citato, viene menzionata tra i metodi preventivi NON farmacologici, la scelta di attuare allenamenti ed attività sportive in ambienti con presenza di aria umida, addirittura viene suggerito l’uso di un foulard o maschera davanti alla bocca. Non so quale possa essere il risultato dell’applicazione di tali metodi, ma sempre nella stessa ottica, direi che un eventuale prevenzione dell’insorgenza di asma da sforzo attraverso una maschera o un foulard, possa essere dovuta alla limitazione della dispersione di acqua con la respirazione.

E’ chiaro come questa visione, non neghi tutte le conoscenze che abbiamo fin’ora dell’asma. L’aria secca, gli allergeni, le infezioni alle vie respiratorie ecc. sono tutti fattori che inducono il broncospasmo nell’asmatico. Ma come viene sempre riferito, la provocano in soggetti PREDISPOSTI, ovvero gli asmatici. Quello su cui si vuole indagare sono proprio le cause di questa predisposizione, e a mio giudizio la disidratazione cronica è una causa decisamente plausibile. Eliminare le cause della predisposizione vorrebbe dire non doversi più preoccupare dei fattori scatenanti.

Ci stiamo preparando ad uno studio preliminare in merito, e rinnovo l’invito a chiunque fosse interessato a saperne di più, a contattarci info@sportbrain.it

Francesco Martino

AMPA

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