Artefatto e Manufatto

nov 07, 2011 by

Autore: Maurizio Castagna - La macchina umana non è un manufatto, ma un artefatto composito, degno di attenzione, come le più sublimi opere dell’ingegno umano. Ma più bella ancora, più misteriosa.

Siamo partiti dallo studio biomeccanico dell’apparato locomotore, ne abbiamo studiato le componenti elastiche e i meccanismi articolari, quasi come fossimo all’attenzione di un ordigno sconosciuto. Poi ne abbiamo penetrato i presupposti biochimici e biofunzionali : funzioni espletate a livello cellulare, tissutale, perciò organico e dunque le attività degli apparati che reggono in vita l’uomo.

Poi ancora più profondamente siamo scesi nella psiche della persona che agisce e si muove, abbiamo sondato le sue emozioni, le reazioni molecolari e elettromagnetiche alle condizioni esterne e interne. E abbiamo formulato ipotesi.

Detto questo, ripeto e confermo che non è possibile poter lasciare la comprensione e lo studio e la cura di un simile artefatto in mano a una sola categoria di studiosi. Che siano ingegneri biomeccanici, biologi molecolari, chimici organici, medici, fisiatri, ortopedici, neuro scienziati, e fisioterapisti, chinesiologi, osteopati.

Che la consulenza la supervisione la presenza di uno studioso del movimento umano e dell’artefatto motorio sportivo è necessaria. Che il lavoro sulla macchina uomo è sacro. Che non ci si può avvicinare al complesso  organico-psichico e all’equilibrio dei rispettivi campi molecolari; alle accertate sequenze chimico fisiche e agli impulsi della coscienza; ai presupposti sensibili e alla post cognizione, se non attenti cultori dei meccanismi interrelazionali tra le varie proposte di scienza, in un sapere condiviso e condivisibile.

E perciò il ruolo che attende agli scienziati del movimento è unico. Non riferibile ad altre professioni della salute. Correlabile ad esse, certo! E perciò fa specie che si porti la sua figura fuori dal sistema di controllo della salute umana. Fuori dalla clinica e dalle cure.

Ritengo doveroso indicare orgoglio e presunzione ai ragazzi che impegnano il proprio tempo nello studio e nella pratica delle Scienze Motorie, hanno da imparare cose che in nessuna altra branca della salute vista come prevenzione e previsione del danno possono essere impartite.

A prescindere e nonostante la scarsa valenza di insegnanti che molte volte approcciano le lezioni in modo autoreferenziale, senza alcun accenno alle integrazioni culturali e pratiche tra le branche del sapere specifico. La biomeccanica, la nuova biomeccanica, la biologia, le neuroscienze, la psicologia, il Metodo dell’allenamento, sono materie che andrebbero studiate di pari passo, una con riferimento all’altra.

Ciò spesso non accade, sta allo studente rivalutare con intelligenza il proprio percorso culturale e applicativo.

A tutti noi, a tutti gli altri invece cercare tra le pieghe delle deficienze culturali di questa allegoria di paese che è il nostro, la norma giusta da applicare in omaggio dovuto al senso di giustizia verso gli studenti e i dottori in scienze motorie.

Maurizio Castagna

Professione Scienze Motorie

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