Appunti di Reumatologia per Scienze Motorie

dic 11, 2009 by

Appunti condivisi da Laura Marchetti, studentessa di Scienze Motorie presso l’Università degli Studi di Ferrara.

Reumatologia dello sport

Patologia dei tendini dovute a iper-uso per varie attività, a un iper-attività non commisurata alle capacità di quella determinata struttura.

appunti traumatologiaLa REUMATOLOGIA è una branca, una specialità derivata dalla medicina interna che studia le malattie che si esprimono con segni o sintomi a carico dell’apparato locomotore . Ha avuto notevoli progressi negli ultimi anni grazie allo sviluppo delle conoscenze di base (immunologia, genetica, biologia molecolare, tecnologie avanzate).

REUMATISMO deriva da una parola greca, il verbo REO = scorrere; questo termine era stato attribuita a questa patologia perché di solito quando si presenta compare in più punti: gomito, ginocchio, spalla allora si pensava fosse un umore cattivo che circolando nel corpo creasse questi problemi quindi si pensava al reumatismo come qualcosa che scorre poi venne interpretata in maniera assolutamente diversa: noi abbiamo oltre 200 tendini e se vengono coinvolti 3-4 di questi c’è questa policentricità dell’interessamento.

COSA FA IL REUMATOLOGO ?

  • Cura oltre 100 diverse malattie
  • Ampio spettro di malattie (alcune sono localizzate cioè riguardano un’articolazione e basta, es. la spalla e bisognerà curare con terapia locale, altre sono sistemiche, riguardano tutto l’organismo e si esprimono attraverso sintomi articolari: le articolazioni hanno la membrana sinoviale molto vascolarizzata e può succedere che certi sistemi immunitari creino dei problemi qui; c’è molto sangue e quindi possono arrivare molte sostanze dannose e questo è il motivo per cui molte malattie generali del sistema immunitario si presentano alle mani, ai piedi come sintomo d’esordio)
  • Pratica ambulatoriale e quindi reparti di degenza
  • Molte interazioni con altri specialisti ( ortopedico, oculista, dermatologo, ematologo, pneumologo, neurologo, ginecologo)

COSA CURA:

  • Artrosi → si consuma la cartilagine articolare, è una malattia degenerativa. La soluzione può essere rimuovere l’articolazione malata e sostituirla con una artificiale, una protesi. Sono malattie molto comuni (es. artrosi cervicale, al ginocchio, alla spalla). Per queste persone è utile un movimento di scarico cioè far muovere l’articolazione senza il peso del corpo. La cartilagine non è irrorata, il nutrimento gli arriva solo dal liquido che c’è nella cavità articolare; nel cammino, quando appoggio la gamba la cartilagine del ginocchio si comprime e spreme fuori i soluti, quando faccio il passo riassorbe quindi il movimento è assolutamente necessario per nutrire la cartilagine. In presenza di patologia, o anche senza, è utile il movimento in scarico perché senza il carico riusciamo a non aggravare la situazione col peso del corpo.
  • Reumatismi extra-articolari: il problema è fuori l’articolazione → tendini, muscoli e tutto ciò che circonda l’articolazione. Es. il gomito del tennista, il gomito del golfista (iper-uso del tendine che provoca una tendinite). Un altro tipo di reumatismo extra-articolare sono le lombalgie.
  • Artriti (reumatismi antinfiammatori)
  1. artrite reumatoide: malattia invalidante per eccellenza
  2. spondiliti: si infiamma la colonna vertebrale, si possono confondere con mal di schiena. Hanno effetti devastanti nel giro di qualche anno se non curate.
  • Connetiviti (malattie autoimmuni per eccellenza): c’è un coinvolgimento articolare ma possono dare problemi a tutti gli organi.
  1. LES (lupus edematoso sistemico)
  2. vasculiti
  3. sclerodermia
  4. miositi (infiammazione dei muscoli, le fibre muscolari vanno in necrosi)

Artriti e connetiviti sono malattie che non guariscono, sono malattie dei giovani che iniziano tra i 20 e i 40 anni mentre l’artrosi compare con l’invecchiamento.

  • Osteoporosi: si riduce la quantità di osso, la qualità ed è meno resistente. La manifestazione clinica dell’osteoporosi è la frattura, da trauma banale o per schiacciamento di vertebre.

Branche della reumatologia:

  • reumatologia pediatrica
  • reumatologia dello sport
  • reumoartropatie professionali

Le malattie reumatiche si possono dividere in 2 grandi gruppi:

1. malattie reumatiche A CARATTERE INFIAMMATORIO

  • da meccanismi autoimmuni (alterazione del sistema immunitario)
  • da agenti infettivi
  • da precipitazione dentro l’articolazione di microcristalli di acido urico; sono particelle solide che richiamano cellule che cercano di eliminarle ma non essendo digeribili si creano danni agli enzimi che servono alla digestione (lisosomiali).

2. malattie reumatiche A CARATTERE DEGENERATIVO

  • artrosi

Articolazioni:

  • fibrose
  • cartilaginee
  • sinoviali (diartrosi)

DIARTROSI: due capi ossei sormontati da cartilagine; dove finisce la cartilagine articolare incomincia la membrana sinoviale, molto vascolarizzata, da questi capillari viene filtrato il plasma all’interno della cavità articolare e forma il liquido sinoviale che permea l’articolazione e favorisce lo scorrimento delle due superfici.

La cartilagine non ha né vasi né nervi, la possibilità di nutrimento è garantita solo dal liquido sinoviale perciò è importante il movimento e se si blocca il movimento questo scambio di sostanze nutritive tra cartilagine e liquido si blocca e la cartilagine va incontro a morte progressiva. La malattia della cartilagine articolare è l’artrosi; nell’artrosi la cartilagine si consuma per cui le ossa vanno ad avvicinarsi notevolmente e il movimento avviene con maggiore difficoltà.

traumatologia scienze motorieQuando invece si crea la patologia perché c’è un’infiammazione, l’infiammazione comincia dalla membrana sinoviale, si determina sinovite e la sinovite creerà un aumento della quantità di sangue della membrana sinoviale e un aumento del liquido presente nell’articolazione. L’articolazione si gonfia.

L’articolazione è avvolta da una struttura rigida, la capsula articolare, fuori la capsula ci sono i tessuti extra-articolari cioè i tendini.

Artrite reumatoide: in mani e piedi, all’esordio della malattia e dopo 8-10 anni di decorso. Se si riesce a prendere la malattia nelle prime fasi, con i farmaci che abbiamo, bombardando il sistema immunitario e modificando l’informazione di queste cellule che si sono “guastate”, riusciamo a bloccare le citochine, mediatore dell’informazione “cattiva”, il processo si blocca e la malattia non crea le deformità. Bisogna stare attenti nel far fare attività a queste persone perché l’infiammazione rende anche l’osso più fragile; va bene rinforzare il tono muscolare ma senza esagerare.

La malattia può coinvolgere anche l’articolazione del passaggio cervico-occipitale, il processo infiammatorio può interessare anche il dente dell’epistrofeo che appoggia direttamente sul midollo per cui se facciamo delle mobilizzazioni un po’ brusche rischiamo che si rompa il dente che è più fragile per cui ci vuole molta attenzione.

I romani chiamavano questa malattia la “gotta pauper”, la gotta dei poveri perché non dipende dall’alimentazione come la gotta.

Può essere una malattia ereditaria: ci sono famiglie in cui molte persone ne soffrono.

Può colpire anche i bambini: le ossa si saldano prima e rimangono piccoli di statura.

Gotta: comporta il deposito di cristalli di acido urico e se curata attraverso farmaci che fanno stare a regola l’acido urico guarisce; è logico che si sospende la terapia il livello torna alto; poi dipende anche dall’alimentazione: se si mangia carne in eccesso si può presentare il problema, infatti veniva chiamata anche la “gotta dei ricchi”.

Caratterizzata da un accumulo solido di acido urico: nel paziente gottoso i cristalli precipitano nell’articolazione, l’articolazione si infiamma, si forma molto liquido, l’articolazione si gonfia. Ci sono cellule che cercano di digerire queste particelle ma non ci riescono e nel processo di fagocitosi emettono degli enzimi che favoriscono l’infiammazione. Mentre l’artrite reumatoide tende inizialmente a colpire l’articolazione della mano, la gotta invece tende a colpire l’articolazione del piede e in particolare quella dell’alluce. L’attacco di gotta, quando i cristalli precipitano nell’articolazione, si sviluppa in pochissimo tempo (3-4 ore), l’articolazione si gonfia, diventa calda, bollente. Se si cura guarisce; se non si fanno cure adeguate questi attacchi si succedono, alcuni di questi sali non si dissolvono più e si formano tumefazioni dovute a accumulo di acido urico attorno alle articolazioni.

Spondilite anchilosante: simile all’artrite reumatoide e può capitare che la persona colpita non sappia di averla perché si manifesta con un banale mal di schiena, una lombalgie cronica.

Spondilite = infiammazione delle vertebre e il progredire della malattia negli anni (20-30 anni) provoca un incurvamento accentuato della colonna. Se si individua nelle prime fasi si riesce a bloccare con i farmaci che abbiamo oggi. Nella spondilite i legamenti della colonna vertebrale che ci permettono di muoverci, anziché molli, sono diventati osso e la colonna si muove come un blocco unico. Inizia di solito intorno ai 20-30 anni ed è più grave negli uomini che nelle donne.

Lupus Eritematoso Sistemico (LES): accanto ai dolori articolari presenta manifestazioni cutanee, un eritema (arrossamento) che di solito si manifesta sugli zigomi, detto eritema a farfalla. L’esposizione al sole può aggravare la situazione creando ustioni. Questa malattia può dare coinvolgimento a qualsiasi organo: sistema nervoso,reni, polmoni, dà anche problemi articolari ma non eccessivamente marcati.

Sclerodermia: incomincia con un sintomo molto banale che è il fenomeno di Reinó (quando le estremità, mani e piedi, vengono esposte al freddo cambiano di colore → è un’esagerata reazione al freddo) e la pelle diventa dura. Non è tanto importante per i dolori articolari ma perché coinvolge questo ispessimento della pelle. A livello polmonare c’è poca aria e molto tessuto, il polmone è diventato fibroso quindi c’è difficoltà di scambio di ossigeno.

Vasculiti: infiammazioni delle arterie. E’ una malattia autoimmune che si esprime con un’alterazione della parete dove scorre il sangue: la parete si ispessisce, il sangue scorre con maggior difficoltà e a lungo andare va in necrosi perché la parte di tessuto che non è irrorata muore. I puntini rossi nell’unghia sono piccole lesioni necrotiche.

Artrosi: nella mano interessa le articolazioni falangee distali cioè quelle più vicine all’ughia; si formano dei piccoli nodini dove si consuma la cartilagine articolare.

Osteoporosi: provoca un abbassamento in altezza per lo schiacciamento delle vertebre. E’ facile riconoscere una persona osteoporotica perché mentre il tronco si è schiacciato e pian piano si è abbassato, le gambe sono rimaste della stessa lunghezza, c’è una sproporzione tra le dimensioni del tronco e le dimensioni degli arti. Dipende da: la pratica di attività fisica, l’alimentazione e l’esposizione ai raggi solari.

Reumatismi extra-articolari: patologie dei tendini, dei muscoli, delle guaine, di tutto quello che c’è attorno all’articolazione. Ce ne sono di moltissime specie.

Grazie a Laura Marchetti per il suo altruismo. Il suo entusiasmo, la sua passione e dedizione per gli studi nell’ambito delle Scienze Motorie sono un esempio per tutti noi.

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