Apprendimento Motorio ed Imitazione: dal Sistema dei Neuroni Mirror alla Didattica
Questa tesi, inviata dall’encomiabile Cristiano Caporali, è veramente interessante. E non solo. Abbiamo la possibilità di leggerla grazie un bellissimo esempio di partecipazione e collaborazione tra professionisti. In seguito ad un dibattito nato sulla nostra pagina Facebook, dopo la pubblicazione della tesi di Alessandro Cioffi, dal titolo: Ruolo dei Neuroni Specchio nell’apprendimento motorio e nella comprensione delle azioni. A sua volta questa tesi era stata pubblicata dopo un dibattito nato da un articolo del prof. Castagna: “Neuroni specchio, nuovo traguardo delle neuroscienze“.
E’ meraviglioso conoscere persone di età differenti, di città differenti, con background culturali differenti, con le quali però è possibile confrontarsi grazie a sentimenti e qualità comuni: la cultura, l’altruismo e la voglia di progredire, di andare avanti. Grazie a tutti per il bellissimo esempio di collaborazione. Vi preannuncio inoltre che sempre sull’argomento Neuroni Specchio, è già arrivato in redazione un altro articolo!
Buona lettura a tutti, e complimenti ancora al Dott. Cristiano Caporali per l’eccellente lavoro.
Introduzione
Nel suo processo evolutivo l’uomo sembra aver privilegiato, rispetto agli altri esseri viventi, un adattamento all’ambiente fondato su un’elevatissima adattabilità, anziché su un patrimonio precostituito di comportamenti ereditari scarsamente modificabili. E’ parere condiviso che la sostanziale differenza tra il cervello umano e quello del resto delle creature sia da ricercare nella nostra capacità di apprendere e modificare comportamenti complessi, notevolmente discosti da quelli determinati istintivamente. Il processo di socializzazione ha avuto un’importante funzione nella custodia e nella trasmissione del patrimonio comportamentale sviluppatosi nell’adattamento ad un ambiente che, in tempi remoti, si presentava difficile ed assai ostile. I comportamenti rivelatisi “vincenti” nella lotta per la sopravvivenza dovevano trovare un metodo efficace per poter essere tramandati alle generazioni future. Gli studiosi convergono verso una visione dell’apprendimento motorio ampiamente basato su un insieme di processi raggruppati sotto il nome di imitazione. Andrew N. Meltzoff e Wolfgang Prinz (2002) parlano, senza mezzi termini, di “imitative mind”. Merlin Donald (2004), nel suo “L’evoluzione della mente”, ipotizza che l’evoluzione del cervello sia stata una conseguenza causata dall’esigenza dell’uomo primitivo di costituirsi in società per aumentare le possibilità di sopravvivenza del gruppo. Questa visione trova conferma, secondo Vittorio Gallese (2003), nel ruolo assunto dal sistema dei neuroni mirror, nella condivisione di uno spazio noicentrico in cui il riverbero cerebrale sarebbe l’artefice della comprensione delle azioni e dei sentimenti altrui. Le ricerche di Meltzoff (Meltzoff & Moore, 1997; Meltzoff & Prinz, 2002) mostrano come già dopo poche ore di vita il neonato sia in grado di imitare alcune espressioni del viso del ricercatore evidenziando un comportamento imitativo innato. La scoperta dei neuroni mirror nel cervello delle scimmie (Rizzolatti et al., 1996; Gallese et al., 1996) e di un funzionalmente simile sistema dei neuroni mirror (mirror neuron system) nel cervello dell’uomo stanno chiarendo in che modo il nostro cervello organizza, a livello neuronale, il comportamento imitativo. Credo fermamente che lo scopo di un corso di laurea ad indirizzo applicativo, come quello in Scienze e Tecniche di Psicologia Cognitiva
Applicata, sia di dare degli strumenti operativi da utilizzare in un contesto pratico. In virtù di questa naturale predisposizione, il presente elaborato si prefigge di delineare, seppur nei limiti di un corso triennale, alcune metodologie didattiche per l’insegnamento della tecnica motoria in ambito sportivo. Spesso, infatti, all’avanzamento della ricerca non si affianca una corrispondente risposta nei contesti applicativi, in special modo nel settore pedagogico. L’apprendimento della tecnica motoria è la base di una piramide il cui vertice può sfociare nel professionismo dello sport o più semplicemente nell’acquisizione di un bagaglio motorio utile ad affrontare le normali attività sociali quotidiane. La mancanza di spazi e tempi riservati al gioco libero dei bambini, in cui un tempo era possibile sviluppare la propria competenza motoria, sono stati oggi, giocoforza, surrogati da attività strutturate e codificate che prendono il nome di attività sportive. La mancanza dell’aleatorietà delle esperienze motorie porta ad un restringimento del patrimonio motorio. E’ in questo contesto che si devono pensare interventi mirati e didatticamente appropriati tesi allo sviluppo equilibrato delle capacità motorie. Il presente lavoro non ha la presunzione di esaurire l’enorme complessità riguardo l’apprendimento motorio ma, più modestamente, di proporre una serie di “consigli” basati sulle recenti scoperte sul funzionamento del cervello. Nel corso della prima parte dell’elaborato saranno passate in rassegna le componenti essenziali del sistema motorio e dell’apprendimento, cercando di delineare un quadro coerente delle recenti acquisizioni ed evidenze scientifiche. La seconda parte, a carattere squisitamente speculativo, delinea alcune proposte operative nella speranza che possano essere utilizzate con profitto e forniscano uno stimolo alla futura ricerca.
Conclusioni
Nel corso dei vari capitoli ho cercato di tracciare un percorso lungo la definizione di un approccio didattico nell’ambito delle scienze motorie che attingesse all’enorme ricchezza proveniente dalla ricerca. Troppo spesso il processo di insegnamento-apprendimento è dato per scontato, inevitabile e ritenuto automatico allorché una persona mostra ad un’altra ciò che conosce. Le evidenze scientifiche ci mostrano che questo approccio semplicistico il più delle volte vanifica gli sforzi degli educatori e crea frustrazione negli allievi, riuscendo a scontentare entrambe le parti. Ecco allora che, ancora una volta, il circolo virtuoso teoria-pratica-teoria riesce a dimostrarsi arma vincente, rendendo il processo formativo coinvolgente ed affascinante al tempo stesso.
Indice
- Introduzione
- Contenuto e riferimenti teorici
- Ringraziamenti
Capitolo 1
- Controllo e Pianificazione del Movimento
- 1.1 Il sistema motorio
- 1.2 Il controllo spinale del movimento
- 1.3 Il controllo cerebrale del movimento
- 1.4 La pianificazione del movimento
- 1.5 Codifica del movimento nella corteccia motoria
Capitolo 2
- Sistema dei Neuroni Mirror e Processi Attentivi
- 2.1 La Memoria
- 2.2 Nuove conoscenze sul sistema motorio
- 2.3 Il sistema dei neuroni mirror
- 2.4 I processi attentivi
Capitolo 3
- Apprendimento Motorio
- 3.1 Apprendimento motorio
- 3.2 Apprendimento procedurale
- 3.3 Aree cerebrali coinvolte nell’apprendimento motorio
- 3.4 Capacità, Abilità Motorie e Programma Motorio
Capitolo 4
- Imitazione e Apprendimento Motorio
- 4.1 Comportamento imitativo e apprendimento motorio
- 4.2 Istruzioni verbali e apprendimento
- Motor imagery e apprendimento
Capitolo 5
- Didattica e Apprendimento Motorio
- 5.1 La Didattica
- 5.2 Interferenze senso-percettive
- 5.3 Vedo quello che conosco
- 5.4 Questione di punti di vista
- 5.5 Vedo quel che sarò
- 5.6 Esperienze motorie e sensibilità percettiva
- 5.7 Attenzione e qualità dell’osservazione
- 5.8 Immagino quello che sarò
- 5.9 L’uso dei video nell’apprendimento motorio
- 5.10 La motivazione
Conclusioni
Bibliografia
Autore: Cristiano Caporali






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Complimenti per l'ottimo lavoro.
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