Allenamento sulla sabbia: la nostra esperienza dal 2002 ad oggi
Nel 2002 ci siamo chiesti come mai alcune squadre di calcio professionistiche avessero cominciato a proporre esercitazioni sulla sabbia. Prevenzione o Recupero? SCARICA LA RELAZIONE CLICCANDO QUI
Dove trovare dati sulla sabbia confrontabili con altre superfici? Beach Volley!
Quali sono le differenze del modello prestativo della pallavolo indoor?
- Tempi di contatto
- Tempi di gioco
- Impegno metabolico
- Altezza del salto
Tempi di gioco
Rapporto 1 a 5. Nel Beach Volley i tempi di gioco sono nettamente inferiori, probabilmente per le elevate richieste energetiche derivanti da un’attività intensa (anaerobico-lattacida)
Altezze del salto (Non così inferiori!)
L’altezza media dei salti, contrariamente a come è facile credere, è SOLO di poco inferiore a quella della pallavolo indoor. Probabilmente il maggior sviluppo di forza muscolare massima, sopperisce alla mancanza di un terreno “duro”, elastico. Ovviamente la biomeccanica cambia!! E’ necessario verificare la trasferibilità ad altre situazioni sportive!!
Impegno metabolico
- Pallavolo Indoor: 70% F.C. Massima
- Beach Volley: 85-95% F.C. Massima
Valori beach volley molto simili a quelli di Calcio, e basket, ma rapporto Tempo di Gioco / Tempo di Pausa decisamente inferiore! L’impegno metabolico, contrariamente ad altri sport, risulta nettamente inferiore se il livello dell’incontro mostra una notevole differenza qualitativa tra i contendenti.
Quindi?
Risulta evidente che il ruolo della superficie sabbiosa per la spesa Energetica è decisivo. Stesso carico interno con minor sollecitazione!?
- Prevenzione traumi!
- Recupero Infortuni!
2 TIPI DI INFORTUNI NEL CALCIO
Accidentale: Gli infortuni accidentali sono causati dalla pressione che in una specifica occasione (ad esempio in un tackle o in uno scatto) supera il livello massimo sopportabile da un tessuto come un legamento, un osso o un tendine .
Da Sovraccarico funzionale: Causati da sollecitazione osteo-articolare e/o muscolotendinea abnorme e/o eccessivamente ripetuta.
L’azione traumatica cumulativa di forze esterne ed interne induce sull’ osso, sui legamenti o su porzioni muscolo-tendinee un’alterazione della componente cellulare, con l’instaurarsi di un processo difensivo e riparativo locale che prende il nome di infiammazione.
Nella genesi di questa patologia intervengono molteplici fattori. A differenza dell’infortunio accidentale, dove il trauma è unico, la patologia da S.F. insorge a seguito di un meccanismo di sommazione di traumi iterativi che singolarmente o separatamente nono raggiungono un’intensità tale da rendersi evidente come entità clinica
La sabbia è considerabile come un tipico elemento “dissipatore di energia”
(Strydom e coll., 1966; Givoni e Goldman, 1972; Soule e Goldman, 1972; Zamparo e coll.,1992)
Mentre un substrato elastico (come il terreno) può assorbire energia (investimento energetico) durante la fase di decelerazione del CdG, e restituirla sotto forma di energia elastica durante la fase di accelerazione del CdG (Mc Mahon e Green, 1978; Bosco e Locatelli, 1987), un terreno deformabile (come la sabbia) si comporta in modo diametralmente opposto, ricoprendo il ruolo di un ammortizzatore il cui compito è unicamente quello di assorbire energia. L’energia fornita alla sabbia durante la fase di decelerazione (fase di accumulo dell’energia elastica), viene dissipata nei “micro-spazi” che separano i granelli, che vengono compressi.
Prevenzione primaria ma anche secondaria
Sulla sabbia il muscolo lavora con tempi di allungamento e contrazione più lunghi, condizioni ideali per un lavoro di riabilitazione a seguito di infortuni muscolo-tendinei (G.N., Bisciotti 2004).
Le vibrazioni a carico della struttura ossea sono diminuite lavorando sulla sabbia piuttosto che su un terreno “duro”, e questo la rende particolarmente adatta a patologie come la periostite, nelle quali occorre limitare le sollecitazioni vibratorie a carico dell’osso (G.N., Bisciotti 2004)
“Attraverso la sabbia riusciamo a somministrare a soggetti affetti da alcune patologie muscolo-tendinee o osteo-articolari carichi più alti”, sfruttando la minor traumaticità a carico dell’apparato muscolo-tendineo propria di questo tipo di allenamenti.” (D.Tognaccini A.C. Milan, 2004)
Infine, non si deve trascurare la grande valenza propriocettivo/dinamica del lavoro su sabbia, indotte dalle continue richieste di “aggiustamenti” dell’appoggio plantare
La nostra esperienza!
- 2004 – “ALLENAMENTO SPORTIVO E PATOLOGIE DA SOVRACCARICO: L’ALLENAMENTO SULLA SABBIA”
- 2006 – EFFETTI DELL’ALLENAMENTO PLIOMETRICO SU SABBIA O SU ERBA SULL’AFFATICAMENTO MUSCOLARE E LE CAPACITA’ DI SPRINT E SALTO IN GIOVANI CALCIATORI
- 2008 – ESPERIENZA DI LAVORO CON LA SABBIA NEL PERIODO PREPARATORIO CON A.C. PERUGIA (CAMPIONATO SERIE C1)
Migliorare la Performance, e promuovere la salute degli atleti, è possibile.
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Francesco Martino, Stefano Fiorini






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