Algie Miofasciali: Esercizio terapeutico nell’atleta

ago 30, 2010 by

Autore: Dott.sa Mag. Irene Rossi – Laureata in Scienze Motorie presso l’Università degli Studi di Firenze, specializzata in Tecnica e Didattica delle Attività Motorie Preventive e Compensative presso l’Università degli Studi di Firenze

INTRODUZIONE

dolore muscolare fibromialgiaCome è noto la diffusione della pratica sportiva ha incrementato l’incidenza di disturbi algici legati allo sport.
In particolar modo il sovraccarico funzionale da sport evoca spesso algie miofasciali.
I disturbi miofasciali, come si approfondirà in seguito, sono legati ai microtraumatismi ( cronici ) legati al gesto atletico stesso e/o errata metodologia di allenamento, attrezzistica incongrua, terreno di gioco etc…
Di particolare importanza risultano anche i fattori eredo-familiari e gli aspetti psicologici del singolo atleta.
Finalità dell’odierna tesi è la presentazione di aspetti anatomo-funzionali del tessuto muscolare connettivo con i sequenziali e personalizzati approcci fisioriabilitativi.

Prevenzione e tutela degli infortuni

Le cause principali delle lesioni da sport sono l’insufficiente preparazione, l’eccessiva sollecitazione e l’eccessivo affaticamento dell’atleta; é fondamentale un’adeguata preparazione e riscaldamento. La migliore profilassi dell’incidente e del danno da sport è rappresentata dalla buona salute; inoltre è di fondamentale importanza il miglioramento delle attrezzature e dell’equipaggiamento sportivo.
Il terapista sportivo è responsabile della progettazione, sviluppo e supervisione del programma riabilitativo per l’atleta infortunato. Per supervisionare in modo efficace il programma riabilitativo, il terapista sportivo deve conoscere a fondo i meccanismi della fase di guarigione e possedere nozioni sulla biomeccanica del movimento e sugli aspetti psicologici della riabilitazione. Gli esercizi terapeutici sono a carattere riabilitativo o condizionante, progettati per il ripristino della normale funzionalità dopo l’infortunio. In ambito medico sportivo, il controllo del gonfiore nell’immediatezza dell’infortunio è forse l’aspetto più importante della riabilitazione; infatti, se si riesce a limitarlo nelle prime fasi dopo l’infortunio, il tempo necessario per portare a termine il periodo riabilitativo sarà ridotto in modo significativo.
La guarigione comprende le fasi della risposta infiammatoria, della riparazione fibroblastica e della maturazione con rimodellamento; nonostante questa suddivisione, la guarigione va considerata un processo continuo.

Predisiposizione dell’atelta alle lesioni

Secondo alcuni autori, diversi fattori psicologici possono predisporre l’atleta a subire continui infortuni. Molto influente sul verificarsi di infortuni è lo stress; I fattori stressanti possono essere positivi o negativi; Questi ultimi sono quelli che sembra predispongano l’atleta all’infortunio. Infatti i fattori stressanti negativi causano perdita della capacità di concentrazione influenzando negativamente lo stato di tensione muscolare, con conseguente infortunio da stress; Di conseguenza, una eccessiva tensione muscolare causa una riduzione della flessibilità, della coordinazione motoria e dell’efficienza muscolare, tutti fattori in grado di predisporre l’atleta a svariati infortuni. Anche il disagio psicologico è un fattore predisponente all’infortunio. Esistono vari interventi per ridurre lo stress nell’atleta :

  • Tecniche di rilassamento progressivo.
  • Imagery.
  • Esercizio aerobico.
  • Modificazioni alimentari.
  • Trattamento disturbi del sonno.
  • Programmi di gestione del tempo….

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