Adattamento e compensazione, integrazione e immunità
Autore: Prof. Maurizio Castagna
Non voglio percorrere una strada che ci porterebbe lontano. A discutere sui sentieri impervi della pianificazione e della struttura intima del processo dell’allenamento; sulla qualificazione esatta delle eterocronie compensative; sull’importanza delle molecole che consentono ai meccanismi di regolazione di mantenere l’omeostasi entropica(non è una contraddizione di termini) dell’organismo;sull’alterazione dei meccanismi immunitari; o,addirittura,sul sesso degli angeli. E perchè purtroppo se non ci si avvicina lentamente e con la cautela dello studioso alle problematiche rappresentate dal tentativo di incidere sui processi prestativi,si corre il rischio di incorrere in un meccanismo di autoreferenzialità!
Voglio solo sottolineare che bisogna porre attenzione ai meccanismi regolatori dell’organismo. Gli schemi proposti, ovvero le regolazioni del sistema di sollecitazione dei meccanismi di risposta in senso sportivo, dovrebbero fuggire le schematizzazioni e le elucubrazioni teorico-scientifiche e scendere nel camp del funzionale. Mi spiego : è stato detto che un sistema funzionale alla prestazione deve essere qualificato come tale solo se un insieme di organi funzioni e attività fisiologiche contribuisce a migliorare,ancorchè stimolato, la prestazione, e che il sistema di riferimento nello sport è costituito dal circuito afferente , da quello efferente,dalla componente regolatoria centrale (io credo invece che altri meccanismi siano da definire come meccanismo dominante). Ma anche se non si è attenti alla definizione di sistema, non vuol dire che non si debba allenare bene un atleta! La cosa fondamentale, secondo me, è capire quanto carico può essere sopportato da un atleta, affinchè resti prima di tutto in buona salute,poi svolga i compiti prestativi al meglio,e che viva la sua condizione di atleta,e sicuramente di atleta stressato,senza alterazioni della componente psichica.
In soldoni vorrei che si avesse presente la dinamica compensativa delle varie espressioni della forza,che sia rapida, veloce, di durata. E dunque in grado di stimolare meccanismi ossidativi o di soglia, o addirittura implicare il coinvolgimento del sistema lattacido. E senza dimenticare che una sopravalutazione delle qualità dell’atleta in senso fisiologico può portare a una deregolazione dei meccanismi che garantisono la “buona salute”. Quindi lo scarto tra un allenamento ben eseguito e uno di incerta definizione-è un eufemismo-determina non lo scadimento della prestazione,ma l’alterità delle condizioni di salute e questo è gravissimo. Bisogna sapere che un organismo stressato da un allenamento sovrafunzionale è esposto agli assalti di infezioni virali o batteriche e ad altre forme di patologie opportunistiche. Sarebbe il meno. Quando infatti si instaura un meccanismo deregolatorio e assieme si subisce l’aggressione patologica,è evidente che le difese immunitarie dell’organismo subiscano un’alterazione che,se nella maggior parte dei casi cessa al termine del periodo di super allenamento,per qualcuno può significare perdita di salute a lungo termine.

Perciò a me pare opportuno aiutare l’atleta non solo con una buona programmazione dell’allenamento. Valutando con attenzione l’elevazione del carico soprattutto in fase puberale. E gradatamente abituando l’atleta alle sollecitazioni sempre diverse dei processi di allenamento,addiritura svolgendo la programmazione in cicli annuali. Ma porgendo attenzione all’integrazione che non porta,come pensano i più,all’assunzione di aminoacidi,ad esempio,per alterare la componente fibrillare muscolare e per aumentare la dinamica di forza, ma per garantire all’organismo gli intermedi riducenti e ossidanti nel ciclo di krebs ad esempio; o precursori nella formazione di importanti molecole fondamentali all’omeostsi organica-il glutatione dal glutammato e dalla lisina; la noradrenalina dalla fenilalanina;l’istamina dall’istidina; oppure per concorrere alla neoglucogenesi a partire dal loro scheletro carbonioso.E ricordando che gli aminoacidi essenziali (alla vita!) possono non essere sintetizzati alla normale velocità quando c’è una condizione di super allenamento.
grazie per l’attenzione, anche a nome di tutti i giovani competitori!






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Perfettamente d’accordo prof….
Soprattutto in sport di alta prestazione, la corretta integrazione alimentare, con cicli di aminoacidi ramificati, antiossidanti (come l’acido folico), carichi glucidici e soluzioni iposodiche, è fondamentale per mantenere un livello di condizione muscolare accettabile, soprattutto nel periodo finale di una stagione lunga (come quella calcistica) che prosciuga moltissime energie (fisiche e mentali!!).
Naturalmente, come ben descritto, tutto deve essere ben miscelato con allenamenti mirati e corretti!!
Ad esempio alla mia squadra, oltre all’integrazione alimentare, sto proponendo delle esercitazioni di forza massima, per aiutare il recupero muscolare, dato che questa attività, come noto, consente una maggiore secrezione di ormoni anabolizzanti qualiTestosterone e GH i quali, con le loro azioni, consentono ematopoiesi (e quindi produzione di globuli rossi – antiossidanti) e conservazione del glucosio, essendo il gh un inibitore insulinico.
Alla prossima!